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Porto, dragaggi ok ma i fanghi restano il solito rebus - La Nazione Livorno

 


Un cane che si morde la coda: finanziamenti e leggi ci sono ma non si sa dove e
di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
DRAGAGGI portuali: dal convegno della Port Authority, concluso dal ministro delle infrastrutture Altero Matteoli, un’unica certezza, peraltro già nota: che non ci sono certezze sulle normative attuali. Poi c’è il bicchiere mezzo pieno: sono in dirittura d’arrivo nuove norme (decreto ministeriale in applicazione all’articolo 109 del decreto legislativo 152 del 2006) già approvate alla Camera e adesso al Senato, che dovrebbero definire la caratterizzazione degli escavi, consentendo un loro parziale rilascio in mare. E il ministro Matteoli ha anche promesso che sulla legge di riforma della riforma portuale (revisione della 84/94) ci saranno norme relative ai dragaggi, e comunque ogni suggerimento in tal senso per migliorare ancora il testo gli sarà gradito.
UNA GIORNATA di lavori, al convegno in Stazione Marittima, che sono stati presentati da Giuliano Gallanti con taglio molto concreto ed ha avuto il pregio di interventi di alto livello tecnico e di qualche provocazione anche politica. Il sindaco Cosimi (che peraltro non ha aspettato il ministro, certo per ulteriori impegni...) ha ricordato che la normativa sui siti Sin, voluta da Matteoli quand’era all’ambiente, complica ulteriormente i dragaggi portuali, ma non è riuscita che a riportare il problema dei fondali portuali alla selva di normative che di fatto li impediscono. Non tanto sui dragaggi in se, quanto sullo smaltimento dei fanghi e delle sabbie.
LA SPERANZA, espressa solo pochi giorni fa al protocollo con cui la Regione ha stanziato 51 milioni per dragare la foce del Calambrone, di poter ributtare in mare almeno parte del materiale, è di fatto al momento un’illusione alla luce delle normative. Complicata ancora di più dalla legge istitutiva del Santuario dei Cetacei, che vieta ogni tipo di dragaggio (e sversamento) nel Santuario, cioè anche al Calambrone. L’attesissimo decreto sul quale si è dilungato il funzionario unico rappresentante del ministero dell’Ambiente (il ministro Prestigiacomo aveva dato forfait, come il presidente della Regione Rossi) potrebbe dare qualche risposta, ma non a tutto il coacervo di norme che negli anni si sono sovrapposte e intrecciate. «Per proteggere al meglio l’ambiente — ha detto il presidente della Provincia Giorgio Kutufà — ma spesso il meglio è nemico del bene».
CERCHIAMO ancora, qua e là nel convegno, gli elementi per il bicchiere mezzo pieno. La Provincia di Pisa (Giovanni Bracci) ha confermato che esistono già e sono a punto i progetti sia per la foce armata dello Scolmatore. E’ stata identificata anche la forma della foce, un imbuto che sporge in mare molto simile a quello realizzato a Barcellona. Tra i tanti interventi tecnico-politici, quello di Luciano Guerrieri presidente dell’Authority di Piombino che ha evidenziato le difficoltà dei porti per mantenere i fondali, ed ha raccontato quanto si è tentato e si tenta di fare in altre realtà. Puntuale e documentata anche la relazione dell’ingegner Giovanni Motta (Authority di Livorno) sui programmi di dragaggio del porto, con la presentazione del progetto — in fase di appalto — della seconda vasca di colmata, che dovrà essere costruita in 30 mesi. Accoglierà i fanghi di dragaggio del futuro, ma non sarà certo pronta per la foce del Calambrone.
SULL’IMPORTANZA di avere fondali puliti e riportati alle profondità di progetto si è soffermato anche il direttore marittimo ammiraglio Ilarione Dell’Anna, ricordando gli aspetti fondamentali della sicurezza di navigazione che il corpo delle Capitanerie tutela. Tra i tanti interventi,anche molto teorici, la società Navicelli di Pisa ha portato (Giovandomenico Caridi) un afflato di realismo: il Canale, è stato illustrato con slides, è già in fase di dragaggio a 3,5 metri, le sue sponde sono rinforzate con palancole, è nata una grande darsena, ci sono 500mila mq di insediamenti della nautica con cantieri di primario nome come i viareggini di Codecasa. Sottinteso: è un distretto importante che da lavoro a migliaia di persone, guai a chiudere l’accesso al mare, Foce Armata o Darsena Toscana che debba essere. E il nodo va sciolto al più presto.


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