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La Nazione Piombino 19 giugno - Ecco gli impianti per eliminare boro e arsenico
— VAL DI CORNIA —
CHE NELL’ACQUA della Val di Cornia ci siano Arsenico e Boro ormai lo sanno tutti. Tanto che, a sentire i consiglieri provinciali che vivono nel sud della provincia, tutti bevono l’acqua del rubinetto ma opportunamente filtrata nelle caraffe. Ed è notizia recente che in alcune zone è stato vietato ai bambini di bere l’acqua pubblica perché le concentrazioni di Boro e Arsenico erano elevate. Ecco che ieri mattina la terza commissione ha ascoltato la relazione dettagliata dei tecnici dell’Asl e del presidente di Asa Fabio Del Nista che hanno delineato un quadro, piuttosto complesso, del disagio idrico nel sud della provincia. La conformazione geomorfologica, la presenza di industrie, l’attività agricola, la necessità di dissetare anche la popolazione elbana che nel periodo estivo lievita, mettono in ginocchio il sistema di approvvigionamento dell’acqua. Ecco che si cerca di correre ai ripari per evitare quegli allarmi che hanno gettato nel panico gli abitanti della Val di Cornia. L’Asa ha annunciato — dopo la sollecitazione degli esperti dell’Asl — la realizzazione di tre impianti per il trattamento dell’Arsenico. Uno a Torre del Sale, portata di 260 l/s, uno a Suvereto Gera con portata di 20 l/s e l’ultimo a Suvereto Vivalda con portata 10 l/s. Per il primo, il 27 giugno saranno aperte le buste arrivate in risposta al bando di gara. Sarà costruito anche un impianto per il trattamento del Boro con resine particolari, dal costo di 3 milioni e mezzo di euro, nonostante siano strutture molto complesse: ne esistono solo due al mondo, una a Cipro l’altra in Israele. L’Asa ha messo mano a questi impianti perchè la situazione, negli ultimi anni in Val di Cornia, era diventata preoccupante. Alla presenza di queste sostanze — ricordiamo che l’Arsenico è cancerogeno — si aggiungono le infiltrazioni del cuneo salino nelle zone vicino al mare che rendono l’acqua inutilizzabile.
I LIVELLI di criticità, secondo quando riportato dagli esperti Asl, sarebbero comunque sotto controllo: nell’ambito del principio delle continue deroghe che la Comunità Europea ha dato — almeno fino al 31 dicembre 2012 — anche ad alcuni comuni livornesi tra cui Campiglia, Piombino, Suvereto e l’isola d’Elba per l’Arsenico che può raggiungere concentrazioni massime di 20 microgrammi/litro e per il Boro che può sfiorare i 3 milligrammi/litro. E mentre l’Arsenico è diffuso un po’ in tutta la zona, il Boro ha preso di mira Piombino. L’Elba, servita tramite condutture sottomarine dalla Val di Cornia, è lo specchio di questo territorio. Ma l’obiettivo di rendere l’isola autosufficiente sotto il profilo idrico è una delle priorità di Asa che sta realizzando un dissalatore vicino a Capoliveri. Non senza qualche mal di pancia da parte dell’amministrazione locale: «Per ottenere l’autorizzazione a preparare l’invaso — ha confessato Del Nista — abbiamo dovuto inviare 370 email certificate». Ai consiglieri, da Vito Bartalesi ad Antonio Ceccantini, da Silvio Lami a Michele Mazzola, non sono sfuggite le difficoltà con le quali l’Asa si trova a fare i conti. «Sono contrario alle deroghe — ha detto Bartalesi — e credo che in Val di Cornia si debba separare meglio l’utilizzo dell’acqua a fini industriali, agricoli e idropotabili». Sul recupero dei 25 milioni di euro di crediti si è inserito Ceccantini: «Se non sapete recuperare questi soldi chiudendo i contatori è un problema dell’azienda» ha tuonato rivolto all’amico di partito Del Nista che svela: «Diteci come dobbiamo fare. Se chiudo il rubinetto di un moroso che viene in azienda e mi dice: sono a rischio cento posti di lavoro, come mi devo comportare?».
UN PROBLEMA di non facile soluzione, come quello delle tubature che segnano perdite del 40%. «Cosa state facendo — ha chiesto puntigliosa la consigliera del Pdl Roberta Naldini — per contenere questa perdita enorme di acqua che ricade sulle tasche dei cittadini?». «La spesa che dovremmo fare per sistemare la rete è di 60milioni di euro l’anno — dice Del Nista — per venti anni. E alla fine? Ripartiamo daccapo». L’acqua è un pozzo senza fondo...
Michela Berti
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