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Il porto alla sbando - La Nazione Livorno

 

di Maristella Bottino

MAI COME nelle ultime settimane abbiamo assistito ad un vortice di notizie, prese di posizione, dichiarazioni ed impegni riguardanti il porto. Il presidente Gallanti parla di due anni per cambiare quella che deve essere per lui una eredità pesante, una cappa che sembra aver avvolto la nostra realtà, 30 anni fa porta del Mediterraneo, oggi con problemi annosi che nel corso degli anni non si è riusciti a risolvere, dai fondali, alla concessione di aree e banchine,dagli orari (che ne fanno un porto part-time), ai costi dei servizi, alle «anacronistiche rendite di posizione» che sarebbe interessante capire meglio! E di fatto Zim se ne va. Una realtà resa ancor più drammatica dalla situazione di «isolamento» infrastrutturale. Livorno mal tutelata per 60 anni dalla guida politica è di fatto ai margini della Toscana e del paese, esclusa nella rete ferroviaria con il nord Italia e l’Europa, esclusa dalla rete autostradale.

CI ASPETTANO appuntamenti importanti in ambito portuale come la variante anticipatrice ed il piano regolatore generale del porto. Per questo, auspicando un confronto, il più ampio e proficuo possibile, da ottobre 2010 ho chiesto l’audizione in Commissione Lavoro del Comune anche delle associazioni di categoria degli operatori portuali, ma da quella data ancora niente, nonostante i numerosi solleciti verbali e scritti.
OPPORTUNO, quindi, che anche all’interno dell’Amministrazione si sviluppi un nuovo dibattito allargato al confronto tra tutte le forze politiche, ma anche alle categorie e agli operatori ciascuno naturalmente secondo le proprie funzioni e prerogative, al fine di accrescere le possibilità di svolta della città, anche perché non mi sembra che la maggioranza possa ancora permettersi di viaggiare in solitario o meglio dovrebbe prendere atto che è la città che non può più permetterselo ed aprirsi all’apporto di tutti. Non c’è dubbio che le novità importanti e le opportunità che i finanziamenti promessi al nuovo presidente dovrebbero portare, danno l’idea di una realtà finalmente rimessa in movimento cosa che al contempo, però, non può che farci riflettere sulle prese di posizione che da più parti accusano l’Autorità Portuale di «aver perso» gli ultimi 7/8 anni….ma non è che allora il Ministro Matteoli aveva ragione ad imprimere una svolta?

* consigliera comunale
del Pdl gruppo Amadio


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