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L'arringa del sindaco sul piano strutturale - La Nazione Livorno

 

IL PROGETTO OLTRE DUE ORE DI MONOLOGO IN CONSIGLIO COMUNALE DI COSIMI CHE HA CHIUSO IL PERCORSO SU QUESTO DOCUMENTO


L’allergia non ferma l’arringa del sindaco sul piano strutturale


HA PARLATO per quasi tre ore e per due volte gli hanno portato l’acqua, interrotto da colpi di tosse: «è l’allergia» ha detto il sindaco Alessandro Cosimi che ieri ha fatto l’arringa conclusiva sul Piano strutturale. Giacca grigia, maglietta nera e jeans, stanco per le ore piccole trascorse in via Donnini dove si è tenuta la direzione del partito, Cosimi ha sostenuto un lungo intervento, articolato sui punti chiave di questo lavoro firmato, prima di tutto, dall’assessore Paola Bernardo sempre al fianco del primo cittadino. «Con questo piano strutturale corriamo grandi rischi — ha detto il sindaco — perché in una città come Livorno dove noi abbiamo un grande consenso politico e stabile nel tempo, c’è il rischio di rincorrere la mediazione. Questa volta invece vogliamo puntare su due elementi: il lavoro e i giovani». Questi giovani che, ha detto il sindaco, sono al centro delle petizioni che ogni lunedì mattina arrivano sul suo tavolo perché troppo rumorosi e chiassosi. «Dobbiamo trasformare i 51mila pensionati in soggetti ai quali interessa in futuro della città e dei ragazzi». Trova la quadratura del cerchio il progetto della Gran Guardia — ispirato come ha ricordato il sindaco alla riqualificazione del Lazzeri firmata da Lamberti — l’operazione Nuovo Centro e il dialogo tra cità e porto. E’ proprio sullo sviluppo dello scalo che il sindaco osa di più: per sbloccare quei poteri atavici sulle banchine che «arricchiscono i soliti ma non creano occasioni di sviluppo».
IL PIANO STRUTTURALE disegna i principi politici e amministrativi ma propietta la città versoil futuro «Nell’ambito di quel Ptc provinciale che è strumento di coordinamento ma non di controllo» tanto per ricordare alle amministrazioni dove finiscono i confini. Dall’ospedale al piano casa; dallo stop alla cementificazione a turismo. «Il turismo — ha detto il sindaco — non decolletà se i privati non lo accetteranno. Perchè questo settore non ha orari. Anche se, devo dire, che avere trentadue forme diverse di contratti è pericoloso, compreso il contratto a domenica». Il primo cittadino guarda anche ai rapporti con i colossi dell’energia: Enel ed Eni con i quali è sempre più difficile dialogare. Poi l’affondo politico: «Siete sicuri che nel 2014 — ha detto il sindaco — gli assetti saranno quelli di oggi? Io non ci scommetterei. Io comunque non me ne vado, resterò qui per i prossimi tre anni». Ecco che, rivolto all’opposizione di centrodestra, ha detto, forse con un po’ di ironia: «E’ l’ora di finirla di cavalcare l’ultimo cavallo e non portare alcun contributo al dibattito. Aiutateci ad essere più bravi nell’interesse del consiglio ma soprattutto della città».


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