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«Genova rivale? Chi lo dice non conosce i porti» - Il Tirreno Livorno

 

L’amministratore delegato di Tdt risponde alle polemiche «Non perdiamo traffici anzi siamo cresciuti Il problema fondali»  
 
CRISTIANO MEONI  

 
 LIVORNO. Il punto di partenza della conversazione è delicato: dicevate che avreste portato nuovi traffici a Livorno, invece ne avete persi qualcuno, ad esempio il carico di Zim dall’Emilia e dal Veneto che si sposterà a Genova.
 L’amministratore delegato di Tdt, Alessandro Giannini, genovese, che rappresenta i genovesi nel primo terminal del porto, sembra che non attenda altro che questa domanda. Recupera i dati e contrattacca: «Guardi, noi i traffici li guadagniamo. I dati aggiornati al 30 aprile indicano un più 9,3 per cento rispetto all’anno scorso. Ci sono meno contenitori di un colore ma molti più di un altro. Di cosa parliamo dunque?».
 Parliamo degli altri porti, che crescono a doppia cifra: Genova, ma soprattutto La Spezia. Parliamo di una decisione di Zim - spostare 500 teus al mese a Genova - che ha sparso allarme sulle banchine e che potrebbe preludere a scelte più drastiche, come la fuga delle “main lines” alla fine dell’anno. Ma parliamo anche dei limiti infrastrutturali del porto, che gli armatori - in una situazione di sempre maggiore concorrenzialità - non sono più disposti ad accettare: i bassi fondali, che impediscono alle navi di sfruttare tutte le loro potenzialità, il divieto di navigazione notturna, i collegamenti ferroviari difficili se non impossibili, la necessità e l’alto costo del rimorchio. Giannini non si sottrae alle domande.
 Zim ha spostato su Genova alcuni traffici. Perchè?
 «Bisogna chiederlo all’armatore. Probabilmente è una scelta sinergica quella di concentrare alcuni traffici in un porto. E certamente non dipende dal terminalista, perchè - a dispetto da quello che certe volte si vuole credere - i terminalisti non determinano lo spostamento dei traffici, possono solo lavorare per realizzare le condizioni migliori per gli armatori».
 Sarà dipesa, la scelta di Zim, dal fatto che portare i contenitori a Livorno costa più che portarli a Genova?
 «La ferrovia a Genova costa più che a Livorno, la rottura di carico c’è a Livorno ma anche a Genova. Ripeto: scelte operative e commerciali di Zim. Questo non significa che qui a Livorno non ci siano problemi. I bassi fondali e i collegamenti ferroviari inadeguati sono limitativi dei traffici che ci sono già. Le navi non possono caricare tutta la merce che è disponibile e questo comporta che parte di essa venga spostata su altri porti. Ma questo handicap c’è per tutti, non solo per Zim».
 Anche per Yang Ming.
 «Appunto. Credo che il problema debba essere affrontato per quello che è: un problema generale che riguarda tutti, anche se capisco che qui si parli più di Zim che di altri».
 Quando siete entrati nel capitale di Tdt, avevate promesso al vostro socio Compagnia Portuale che a primavera avreste portato nuovi traffici. Addirittura si era parlato di Livorno come porto di riferimento per il Far East. Non risulta che questi traffici siano arrivati.
 «Qualcosa sì, dalla fine del 2010 operiamo alcuni piccoli servizi su rotte nuove ma interessanti, come quella per il Nordafrica».
 Ma quelli grossi?
 «Se vogliamo attrarre nuovi importanti volumi bisogna risolvere prima i problemi infrastrutturali. Aggiungo che tutti i nostri clienti armatori si lamentano per il pescaggio, per il rimorchio e quant’altro. E sono tutte questioni che sono ben note alla comunità portuale. Per il momento, sono più che contento di crescere del 9,3%. Non era scontato».
 Si spieghi meglio.
 «Contship se ne è andata via e noi abbiamo mantenuto gli stessi traffici. Non è un risultato di poco conto».
 Si dice che, come azionisti di Gip, non ci abbiate perso affatto con lo spostamento dei traffici di Zim dell’Emilia e del Veneto. I contenitori sono finiti al Vte di Voltri di cui siete azionisti al 40%».
 «Queste sono illazioni che mi irritano profondamente e che vengono da chi non conosce come si muovono i traffici. Ripeto: il mercato si muove indipendentemente da quello che decidono i terminalisti. E poi la contrapposizione tra Livorno e Genova non ha senso».
 A Livorno c’è chi continua a ritenere Genova un porto concorrente.
 «Sbagliato. Genova e Livorno sono abbastanza distanti l’uno dall’altro da essere complementari, rivolti a bacini diversi. Il concorrente di Livorno è La Spezia, mettiamocelo tutti bene in testa».
 La Regione intanto ha deliberato uno stanziamento di 20 milioni per il dragaggio della Darsena Toscana, che si sta insabbiando per i detriti portati dallo scolmatore.
 «Un intervento necessario, che speriamo venga presto attuato. Ma prima mi sa che dobbiamo fare i conti con i nostri amici pisani»... Altroche genovesi...


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