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«Toscana a rischio monnezza? No, le discariche sono ben gestite» - La Nazione Cronache

 


L’assessore Bramerini minimizza i casi di Massa e di Livorno

«La quantità si è ridotta per la diminuzione dei consumi dovuta alla crisi»
Sandro Bennucci
FIRENZE
«DI QUESTO passo rischiamo un’emergenza rifiuti alla napoletana», scrive Marco Carraresi nell’ultima interrogazione urgente depositata in Consiglio regionale. E’ preoccupato, come molti altri consiglieri di opposizione (ma anche di maggioranza) per il fatto che i nuovi impianti, soprattutto a Firenze e a Livorno, non vengono realizzati, ma anche dalle ultime, allarmanti notizie. A Massa, per quattro giorni, i camion non hanno raccolto la spazzatura dai cassonetti. Perché? Si sono sommate circostanze degne di un film. Conseguenza? Cassonetti strapieni e strade riempite di sacchi in gran parte sventrati. Spazzatura a vista.
Ecco la sequenza: giovedì della scorsa settimana la società Cermec (47% comune di Massa, 48% comune di Carrara, 5% Provincia) non ha potuto fare la raccolta dal momento che le era stata interdetta la possibilità di portare nella discarica di Peccioli i sovvalli (il risultato della prima lavorazione) usciti dall’impianto di trattamento di via Dorsale. Motivo? Il pesante dissesto finanziario che non permette di pagare Peccioli. Poi la situazione si è sbloccata ma, ironia della sorte, venerdì c’è stato lo sciopero della Cgil. Altri rifiuti nelle strade massesi. Non rimossi sabato e domenica perché, nel fine settimana, i camion con la nettezza non circolano. Situazione kafkiana. Ma ci sono fibrillazioni anche a Livorno. Ecco la storia: la Provicia ha autorizzato la ditta Bellabarba a fare una discarica per inerti e rifiuti speciali a Monte La Poggia. Per arrivarci si passa da via del Limoncino, dove ci sono diverse case. I frontisti, da mesi, ostacolano e rallentano il passaggio dei camion. Sospettano che tra gli «speciali» ci siano sostanze nocive, Ciò viene escluso, ma alla gente non basta: è nato un comitato e quasi quotidianamente le forze dell’ordine vanno a controllare che tra camionisti (Bellabarba ha minacciato cassa integrazione e licenziamenti, i dipendenti sono una sessantina) e frontisti non volino bastonate. Naturalmente non mancano esposti alla magistratura.
Tuttavia, l’assessore all’ambiente, Anna Rita Bramerini, minimizza. Dice che «la Toscana non diventerà un’altra Campania». Soprattutto perché le discariche regionali, in particolare quelle di Peccioli e Rosignano garantiscono ancora autonomia di smaltimento a tutta la regione. E quando le si fa notare che proprio lei, nei mesi passati, aveva disegnato scenari di cassonetti strapieni e spazzatura ovunque, replica: «Le due discariche sono gestite bene. E hanno dovuto accogliere una quantità minore di rifiuti rispetto a quella preventivata soprattutto per via della crisi economica che ha ridotto sia le produzioni industriali, sia i consumi». E addirittura non manca la concorrenza: recentemente Peccioli ha protestato perché i rifiuti provenienti da Napoli sono finiti a Rosignano.
IL VERO PROBLEMA, riconosciuto anche dalla Bramerini sono i tempi di realizzazione degli impianti previsti dai piani provinciali di smaltimento. A Firenze è molto indietro Case Passerini. A Livorno si discute, senza per ora trovare una via d’uscita, sull’ipotesi di ampliamento degli impianti esistenti. E la Bramerini, nell’aula di Palazzo Panciatichi, sarà chiamata a spiegare. E, se possibile, a tranquillizzare.


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