Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Cassa integrazione ai precari licenziati - Il Tirreno Attualità

 

Apprendisti, contrattisti a termine, interinali, lavoratori di aziende in fase di reindustrializzazione e vicini alla pensione  
 
Per 4 mesi avranno dalla Regione l’80% dell’ultimo stipendio; è il primo caso in Italia  
 
 
 
Rossi: un altro segnale dopo l’accordo per stagisti e tirocinanti  
 
GABRIELE FIRMANI  


 FIRENZE. La Toscana è la prima regione in Italia a garantire la cassa integrazione anche ai precari: quanti fra alcune categorie di lavoratori atipici dovessero assistere all’interruzione del proprio rapporto di lavoro, vedranno garantito, per quattro mesi, l’80 per cento dell’ultimo stipendio, fino a un massimo di 640 euro mensili.
 La misura scatta sia in caso di licenziamento sia di normale scadenza del contratto, ma solo per i seguenti gruppi di precari: apprendisti, contrattisti a termine, interinali, dipendenti di imprese in fase di reindustrializzazione, dipendenti alle soglie della pensione. Non vale, ad esempio, per le figure tipo co.co.co. A stabilirlo una nuova delibera approvata due giorni fa dalla giunta regionale. «Questo vuole essere un segnale e un inizio - ha spiegato Enrico Rossi durante il consueto briefing settimanale - Il segno che noi il lavoro lo difendiamo tutto l’anno e non solo il Primo Maggio».
 Del pacchetto “Fondo unico ammortizzatori sociali”, per cui la regione ha stanziato 200 milioni di euro, fa parte anche la possibilità di scivolo di 12 mesi per tutti i lavoratori licenziati ma ormai prossimi alla pensione, oltre che l’allungamento di un ulteriore anno della cassa integrazione per tutti quegli stabilimenti in cui è prevista la reindustrializzazione del sito (il caso più rilevante in Toscana è quello della Eaton di Massa). «Il provvedimento - ha ricordato Rossi - va ad aggiungersi all’accordo concluso pochi giorni fa con le associazioni di categoria, a difesa di un altro gruppo non protetto, i circa 20mila giovani che svolgono stage e tirocini ogni anno in Toscana: per loro si prevede che venga innanzitutto accertato il carattere formativo del lavoro, in cui devono essere accompagnati da un contributo minimo di 400 euro, di cui 200 a carico della Regione e 200 a carico dell’imprenditore. Per adesso l’intero piano, che prevede anche fino a 8.000 euro di incentivi alle aziende, per la stabilizzazione di ciascun tirocinante, partirà dal primo giugno in maniera facoltativa: una legge regionale penserà poi a renderlo obbligatorio».


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Formazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP