Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

La «Porto 2000» in assemblea con il «balletto» delle deleghe - La Nazione Livorno

 

Piccini subentra ad Asti. Ma ci sono state delle sorprese...
 
 — LIVORNO —
CONTO alla rovescia per l’assemblea della «Porto 2000» che dovrà approvare il bilancio e sancire il cambio dei vertici. La convocazione è come noto per domani. Come già scrivemmo, sul piano ufficiale non ci dovrebbero essere sorprese: la precedente assemblea aveva stabilito che al neo-presidente Roberto Piccini sarebbero state assegnate «tutte le deleghe» dell’amministratore unico Guido Asti, che domani si dimetterà. Ma sono poi subentrate due sorprese: l’indicazione da parte della giunta della Camera di Commercio (socio di minoranza nella «Porto 2000») del dottor Umberto Paoletti come proprio consigliere; e la richiesta — anche se non si sa se formalizzata in questi termini — di una o più deleghe operative per lo stesso Paoletti. Da parte sua il socio di maggioranza, cioè la Port Authority, ha confermato come membro di consiglio Giorgio Gionfriddo, che affiancherà dunque Paoletti sotto la presidenza Piccini.
ALL’ASSEMBLEA di domani il presidente dell’Authority Gallanti non parteciperà, a quanto si dice, essendo in ferie fino al 2 maggio. Salvo sorprese a rappresentarlo sarà un funzionario dell’Authority; il che potrebbe anche indicare che le tensioni si sono stemperate e la riunione potrebbe procedere sui binari dell’ordinaria amministrazione, cioè con l’approvazione del bilancio — scontata — e le dimissioni di Asti.
GUIDO ASTI non scomparirà però dalla scena, essendo stato nel frattempo nominato presidente della società immobiliare della «Porto 2000»; quella che non ha compiti operativi con traghetti e crociere ma rimane titolare dei piazzali e delle stazioni marittime. Un dettaglio importante: nella prevista (ma non si sa quando, a questo punto, verrà attuata) privatizzazione della «Porto 2000», la parte immobiliare non rientrerà e rimarrà pubblica, per cui la gestione Asti si prefigura a lunga durata. Dall’assemblea di domani potrebbero anche uscire indicazioni sui tempi della privatizzazione. Non è un mistero che entrambi i soci non abbiano alcuna fretta di procedere, per quanto la preparazione della gara sia stata avviata secondo le normative europee.
IL NUOVO assetto dei vertici favorirà ovviamente il ricorso a tempi più lunghi per la gara; e chi era pronto a scendere in pista (sul fronte del porto si fanno da qualche tempo nomi di cordate sia locali che nazionali: la posta è ricca, visto che anche il bilancio del 2010 si chiude con quasi 3 milioni di attivo) probabilmente sta già tirando i remi in barca.
Antonio Fulvi
 
 
Gallanti ora mette mano al demanio Concessioni, annunciasi rivoluzione Il presidente dell’Authority si muove e parte da un settore molto delicato
 
 di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
VOGLIAMO dirla alla Galileo Galilei? Eppur si muove. In porto, l’Authority di Giuliano Gallanti da finalmente segni di vita; che non sono il richiesto (e concesso) rinvio del comitato portuale o gli incontri più o meno con le istituzioni, ma scelte operative. La prima, e quella che ha fatto rizzare le orecchie a tutti? Un riassetto del demanio portuale, e relative concessioni. E questa volta, non a parole. Perché per non rischiare di impantanarsi con vecchie consetudini e valutazioni ormai consolidate, il presidente ha assunto con un contratto a termine di tre mesi un ex ufficiale della Capitaneria in pensione, uno che di demanio portuale ha sempre masticato: il capitano di vascello (Cp) Enrico Sotgiu. L’ufficiale è stato per anni al demanio, anche se la sua esperienza non è recentissima. Chi meglio di lui — pare si siano detti i suggeritori di Gallanti — può fare uno «screening» approfondito delle varie concessioni e dei vari intrecci sulle aree? Ce n’è abbastanza, facile capirlo, per preoccupare più d’un operatore. C’è semmai da capire se tre mesi saranno sufficienti per un’operazione che, se condotta con rigore, potrebbe aver l’effetto di una specie di rivoluzione.
PROBABILMENTE il presidente Gallanti informerà della cosa il comitato portuale nella prima seduta, quella che doveva esserci questa settimana ed è stata invece rinviata — come abbiamo scritto prima di Pasqua — probabilmente al 13 maggio. Parliamo per approssimazione, perché del comitato ad oggi non c’è ancora l’ordine del giorno. Se ne conosce solo un punto, quello di legge, cioè l’esame e l’approvazione del bilancio consuntivo 2010. Ma che il presidente voglia comunciare a entrare nel vivo lo si evince anche dal fatto che potrebbe enunciare nella stessa seduta la sua scelta per il segretario generale, confermando Giorgio Gionfriddo fino alla sua scadenza (fine giugno) per poi passare al nuovo. In «pole position» c’è Federico Barbera, anche se non è tramontata l’ipotesi di un genovese a far da raccordo (segreteria particolare?) con il presidente. Per quanto riguarda altre candidature, ci sono state gustose prese di posizione proprio nei giorni scorsi L’Assindustriali, con la sua sezione portuale, ha ribadito a Gallanti di non aver alcun candidato proprio e che le varie categorie iscritte a Confindustria si muovono in piena autonomia sull’argomento. Gallanti ha anche ricevuto Assoterminal quasi al completo — dicono mancasse solo Silvio Fremura, presidente di Asamar — che ha confermato la piena disponibilità a collaborare con la nuova gestione della Port Authority. Calumet della pace con Gallanti, insomma, dopo l’iniziale schieramento a favore della conferma di Roberto Piccini quando i giochi non erano ancora fatti.
E DEL RESTO il muro contro muro adesso non conviene a nessuno, visto che — demanio a parte — sono molti i problemi che dovranno essere affrontati al più presto sul piano operativo: compresi quell’eccesso di terminal ro/ro che Gallanti ha messo nel mirino fin dai primi giorni del suo arrivo a Livorno, l’avvio dei lavori della «Porta a mare» con relativo spostamento (dove ?) delle barche del Mediceo, la grana non semplice della «Porto 2000» che va a maturazione domani (vedi il servizio a fianco), il completamento del collaudo del bacino galleggiante «Mediterraneo», il dragaggio urgente (urgente da qualche anno…) della bocca sud dell’avamporto, ecc. Qualcuno anzi si preoccupa perché buona parte di questi temi non sarebbero ancora stati inseriti nel carnet urgente del presidente. Il che significa, scendendo sul concreto, che se ne riparlerà a settembre, data l’inveterata abitudine (non solo livornese) di non prendere decisioni importanti in luglio ed agosto.  

TRAFFICI IL TERMINAL PER LA FRUTTA ESOTICA STA FINALMENTE PER DECOLLARE DOPO UN RITARDO DI CIRCA UN ANNO SUI PIANI INIZIALI  
 
«Livorno Reefer» al debutto con una bananiera della Dole
 
 QUESTA VOLTA sembra davvero fatta: il terminal per la frutta esotica «Livorno Reefer», joint-venture tra spedizionieri e Compagnia-impresa dei portuali, sarà inaugurato lunedi 16 maggio con l’arrivo della prima nave, quasi certamente una bananiera della Dole. Il consiglio d’amministrazione della società si è riunito per verificare il bilancio che sarà presentato all’assemblea ai primi di maggio. Al momento non essendo ancora partiti i principali ratei dei vari leasing accesi per realizzare il complesso, il bilancio ha solo elementi di ordinaria amministrazione. Ma è evidente che il delicato equilibrio di una struttura che ha subito forti ritardi — quasi un anno rispetto ai piani iniziali — dovrà essere ristabilito al più presto con una operatività accentuata. E’ la scommessa sulla quale si stanno spendendo sia la Cilp, sia gli spedizionieri, sia il socio-importatore più importante, il fiorentino Baccini (che peraltro lavora anche sulla struttura refrigerata che funziona all’interporto Vespucci, sia pure con potenzialità assai ridotte rispetto al «Livorno Reefer»). Delle quattro banche coinvolte nell’operazione di leasing, tre hanno già sottoscritto tutti gli accordi del patto: l’Unicredit, la Banca Intesa e la Mercantile di Genova.
IN QUESTI GIORNI si concluderà anche l’accordo con la quarta e ultima banca, che consentirà di completare i lavori all’esterno dei capannoni, nel grande piazzale del terminal Leonardo da Vinci. La macchina commerciale — ovvero la ricerca di contratti di importazione — è invece a regime da tempo. In questi giorni ci sono stati proficui contatti con compagnie di navigazione che operano nel comparto dell’ortofrutta refrigerata, con prospettive definite interessanti. Si starebbe sciogliendo anche il nodo delle importazioni dall’Egitto, che la rivoluzione delle scorse settimane aveva inizialmente messo in stand-by. Sembra che la produzione egiziana sia stata garantita e così le esportazioni, sulle quali il terminal livornese conta molto.
L’AVVIO del «Reefer» al terminal Da Vinci avrà un importante riflesso anche sulle crociere. Il piano triennale dell’Authority prevede infatti che la banchina ad alto fondale, oggi impegnata con le navi frigo della Dole e di altre compagnie, venga «liberata» da questi traffici, destinati al «reefer». E adibita alle navi da crociera più grandi che avranno finalmente una banchina dedicata, sulla quale realizzare anche strutture d’accoglienza dignitose.
A. F.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP