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«Un giovane su tre è disoccupato Che prospettive diamo ai ragazzi?» - La Nazione Livorno
METALMECCANICI I NUMERI IMPIETOSI DELLA CRISI DENUNCIATI DALLA FIOM
di IGOR VANNI
— LIVORNO —
SONO DATI allarmanti quelli che la Fiom denuncia a poco più di una settimana dallo sciopero generale. «Notiamo un calo di attenzione sull’apparato industriale del nostro territorio — denuncia Simone Puppo, Fiom —, eppure abbiamo un tasso di disoccupazione giovanile che è il più alto in Europa. Nella fascia tra i 20 e i 28 anni arriviamo ad un disoccupato ogni tre giovani e non vediamo neanche prospettive di nuovo lavoro o possibilità per i questi ragazzi». Se a tutto ciò si aggiungono i numerosi esuberi che le varie aziende hanno tagliato per la crisi, il quadro cittadino è davvero preoccupante. «In Trw siamo passati da oltre 611 lavoratori nel 2008 ai 466 di oggi — sottolinea Puppo —, in Magna, con la cassa integrazione ancora in corso, dovremmo gestire una forbice tra 100 e 150 esuberi nel 2012, in Pierburg la situazione si è stabilizzata ma l’occupazione è notevolmente ridotta a poco oltre le 250 unità. Ci sono poi casi delicati come l’Mtm o uno stabilimento come la Detomaso che sta partendo tra mille difficoltà e lo scetticismo di molte persone, per arrivare alle note dolenti come la Brovedani e l’Inalfa, che possiamo considerare chiusa, senza contare tutte le ditte appaltatrici che subiscono i contraccolpi delle crisi aziendali. Infine dobbiamo mettere nel novero anche i 450 lavoratori precari usciti dalle fabbriche e a cui non si riesce a dare risposte».
NUMERI impietosi di una crisi che ha colpito ancor più duramente tra le piccole aziende che giornalmente spariscono nel silenzio generale. Le multinazionali, intanto, stanno cercando di uscire dalla crisi «diversificando il più possibile i propri prodotti Fiat (la quota in Trw sfiora il 90% e in Pierburg il 30%) — continua Puppo — visto che il piano industriale della casa automobilistica torinese guarda più che altro agli Usa. Questo comporta il rischio di cassa integrazione improvvisa quando calano gli ordini Fiat, proprio come si sta verificando in Trw in queste settimane. A partire da quest’estate dovrebbero arrivare i primi, timidi, segnali di ripresa e il nostro territorio ha grandi possibilità di sviluppo, ma c’è da lavorare parecchio... Manca un serio marketing territoriale e dalla crisi si esce con proposte serie e condivisione dei percorsi. Da oggi faremo assemblee in tutti gli stabilimenti per dare una risposta forte e numerosa con lo sciopero generale del 6 maggio».
L’ACCORDO
La mobilità in deroga «salva» gli operai vicini alla pensione
— LIVORNO —
NELLA CRISI totale del comparto automobilistico, arriva almeno un piccolo sollievo per alcuni lavoratori che salvaguarda i più debili: i lavoratori Pierburg, ex Delphi e Inalfa saranno infatti sostenuti fino alla pensione. Una delle novità più importanti è infatti la mobilità in deroga e in Toscana dal primo maggio questo nuovo ammortizzatore riguarderà i lavoratori licenziati da aziende che non possono usufruire o hanno terminato il periodo a disposizione per la mobilità. Sarà rivolta ai lavoratori esclusi da indennità di mobilità o disoccupazione ordinaria, che maturino il diritto alla pensione nei 12 mesi successivi o da quelli licenziati da aziende che hanno chiuso e per le quali sono in corso progetti di reindustrializzazione.
«Questo è un provvedimento che mette la nostra Regione all’avanguardia estendendo gli ammortizzatori sociali anche a quei lavoratori che hanno lavorato per anni senza contratti a tempo indeterminato — così ha commentato Simonetta Bagnoli per la segreteria Cgil —. Un accordo necessario in un momento in cui il lavoro è sempre più precario e le aziende hanno difficoltà a riprendersi. Dal primo maggio anche i lavoratori della ex Delphi, della Pierburg e dell’Inalfa, che i provvedimenti del Governo avrebbero lasciato senza sostegno, potranno essere accompagnati alla pensione».
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