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Spendiamo il triplo di Capannori per smaltire la plastica: perchà©? - La Nazione Livorno
In sesta commissione la clamorosa rivelazione sui conferimenti alla Revet
di MONICA DOLCIOTTI
— LIVORNO —
ROSSANO Ercolini, membro dell’«Osservatorio rifiuti zero» di Livorno e consulente del Comune di Capannori, comune che vanta il record dell’80 % di raccolta differenziata, ieri in sesta commissione in Comune ha messo in evidenza alcune questioni che richiederanno approfondimenti. Ha infatti dichiarato: «A Capannori si spendono 40 euro la tonnellata per conferire alla Revet i materiali plastici. A Livorno si spendono invece 120 euro la tonnellata per conferire a Revet gli stessi rifiuti. Una cifra spropositata e assurda sulla quale voglio vedere chiaro perchè si capirà che ciò non è ammissibile». Ancora sulla situazione di Livorno, dove il Comune ha approvato una delibera per i rifiuti zero, ha detto: «Noi pensiamo che attuando la raccolta differenziata porta a porta si arrivi ad abbattere la tassa sui rifiuti e la produzione dei rifiuti stessi. Possiamo ottenere risultati soddisfacenti già in tre o quattro anni e questo consentirebbe di limitare sempre di più l’uso dell’inceneritore, che a mio parere va superato. E vivo con preoccupazione l’idea di fare qui un megainceneritore per l’Ato costa. Favorire un progetto del genere è solo terreno fertile per le speculazioni. All’opposto si deve puntare a rendere più efficienti i processi produttivi per ridurre la produzione di rifiuti».
ERCOLINI ha citato poi uno studio della Regione Lombardia: «Non è vero che il porta a porta costa di più, anzi in Lombardia è stato appurato il contrario e addirittura ha consentito di abbattere la Tia». Bruno Tamburini (Pdl) è intervenuto rivolgendosi al presidente della commissione, Andrea Romano (IdV), per precisare che «il Pdl ha votato in consiglio comunale a favore della delibera rifiuti zero perché non è solo appannaggio di IdV avere a cuore certi problemi» . Ha quindi proseguito: «Sul tema della gestione dei rifiuti in questa commissione abbiamo sentito pareri opposti per cui c’è chi dice no agli inceneritori perché preferisce le discariche; chi dice no sia agli inceneritori sia alle discariche; chi fa terrorismo paventando scenari apocalittici sugli effetti per la salute indotti dagli inceneritori. Ora Ercolini dice no alla terza linea dell’inceneritore del Picchianti, al termovalorizzatore di ultima generazione per l’Ato rifiuti della costa e alle discariche. Ma come facciamo a gestire i rifiuti in attesa di incrementare la raccolta differenziata e ridurre la produzione dei rifiuti?».
LAMBERTO Giannini (Sel) a sorpresa si è collocato sulle stesse posizioni di Tamburini, pur con sfumature diverse. «Credo che difficilmente potremo in pochi anni raggiungere certi obiettivi preventivati da Ercolini, per cui penso servano ancora i termovalorizzatori, ma non sono favorevole ad un megainceneritore per l’area vasta costiera». Marco Cannito (Città Diversa), padre della delibera «rifiuti zero» per il Comune di Livorno, ha ricordato che «nel 93% dei casi gli utenti pagano la Tia; il grosso dell’evasione è legato ad alcune grosse imprese ed enti dello Stato. E la differenziata la praticano con attenzione solo le famiglie e le piccole e medie imprese» . E ha sottolineato che «la Tia era ed è un salasso per gli utenti e il meccanismo premiante per chi pratica la differenziata non funziona» . Carlo Ghiozzi (Lega) è intervenuto per lamentare che «paradossalmente con la raccolta differenziata i livornesi ci rimettono perché alla fine pagano la Tia più alta, contrariamente a quanto dovrebbe accadere secondo Ercolini».
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«Recuperiamo e ripariamo i vecchi elettrodomestici»
LE MATERIE cosìddette «seconde», cioè frutto del riuso dei materiali selezionati grazie alla raccolta differenziata, sono una miniera d’oro. Basta crederci. Ne è convinto lo stesso Rossano Ercolini nella sua relazione in sesta commissione. «Sono già 12 milioni gli italiani che praticano la raccolta differenziata che garantisce una resa che va oltre il 50% e con un abbattimento della produzione di rifiuti che oscilla tra il 10 e il 20%. E questo si traduce nell’abbattimento del costo di smaltimento dei rifiuti pari al 70%. Le risorse finanziarie così risparmiate si possono reinvestire in posti di lavoro: addetti destinati alla raccolta porta a porta». Ercolini ha auspica poi «la promozione a Livorno della riparazione e riuso dei rifiuti ingombranti, come frigoriferi e lavatrici. Serve attivare almeno due centri di riparazione e riuso di questi elettrodomestici collegati alle isole ecologiche di Aamps, perché sarebbe un sistema per creare altra occupazione».
GIOVANNI MANCUSI (Pd) ha allora chiesto: «Esiste un indirizzo a favore dei rifiuti zero e va rispettato. Ma al di là di questo, che uso si può fare dei materiali plastici, del legno e dei componenti degli elettrodomestici e degli oggetti di elettronica? E chi è in grado di fare ciò?». Ercolini gli ha risposto: «Le Province hanno i soldi da spendere nella formazione per qualificare lavoratori addetti in grado di gestire il riuso dei componenti elettronici di computer o lavatrici, o televisori che altrimenti sarebbero destinati alla distruzione. Lo fanno già le grandi multinazionali. Insomma non possiamo perdere tempo attardandoci sul vecchio, cioè i termovalorizzatori. Dobbiamo da ora guardare oltre perché rischiamo di essere tagliati fuori dai processi inovativi».
ERCOLINI ha infine ricordato che «le materie seconde frutto del riciclo sono inoltre molto richieste in Cina e India, per cui hanno un mercato».
Monica Dolciotti
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