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Mobilitazione per il «Vespucci»: area retroportuale nella cinta doganale - La Nazione Livorno

 

ECONOMIA LA PROGRAMMAZIONE DELL’INTERPORTO DI GUASTICCE  
 

 — LIVORNO —
L’INTERPORTO «Vespucci» vuole accreditarsi come vera e propria area retro-portuale all’interno della cinta doganale dello scalo. Tre assessori (Piero Nocchi alla programmazione territoriale della Provincia, Bruno Picchi per le infrastrutture del Comune di Livorno e Giorgio Menicagli del Comune di Collesalvetti) insieme al presidente del «Vespucci« Marco Susini e all’«ad» Pannocchia hanno sottolineato che la richiesta è stata già affrontata dalle istituzioni con la direzione della Dogana e con la stessa Regione. Non sarebbe un caso eccezionale: anche Genova — è stato ricordato — ha una sua zona ad area doganale unificata al porto, Rivalta Scrivia, 60 chilometri dalle banchine. E far parte di un’unica area doganale con il porto incentiverebbe insediamenti e quelle operazioni portuali che oggi si accatastano sulle banchine.
LA RICHIESTA parte anche dal riconoscimento che è necessario operare con contatti più stretti sul territorio, a partire da Firenze dove è in corso una rivisitazione degli accordi Stato-Regione, che con i nuovi tagli operati da Tremonti sembrano ormai un libro dei sogni, in particolare la navigabilità dello Scolmatore, che rimane comunque un obiettivo. Ribadito che il «Vespucci« va considerato un valore aggiunto per il porto e non una «rottura di carico» inutile o addirittura dannoso — Susini ha ricordato che in 5 anni i «passaggi» sono diventati 300 mila all’anno e ci sono 27 realtà insediate con alcune centinaia di dipendenti — è stato anche ribadito che vanno risolti presto alcuni problemi fondamentali: i collegamenti ferroviari sia col porto che con la rete nazionale (ci sono già, ha riconosciuto Susini, ma per lo scavalco del Calabrone così com’è, il trasporto con il porto risulta eccessivamente costoso: e con la rete nazionale poche centinaia di treni blocco sono stati fatti solo con gran con fatica, in gran parte per i terreni d’escavo del passante di Firenze) sui quali Moretti deve impegnarsi con la Regione. Altro obiettivo: lo sbocco in mare dello Scolmatore attraverso una «foce armata» con 3,5 metri di fondale e che consenta anche di risolvere lo scandalo dell’insabbiamento della Darsena Toscana, tombandone la radice ed eliminando l’intoppo dei ponti girevoli. Infine, correzione da Collesalvetti: il «Vespucci» può e deve essere integrato da un’area di insediamenti industriali, nessuno lo vuol cancellare.
Antonio Fulvi


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