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C'è la crisi, ma si dichiara di più - Il Tirreno Piombino

 

 
Redditi in aumento di 200 euro a testa nonostante il calo di contribuenti  
 
 
 
In difficoltà le fasce più deboli, crescono invece le dichiarazioni che superano i centomila euro  
 
LUCA CENTINI  

 
 PIOMBINO. La crisi non ha fatto poi tanto male. O almeno così sembra, a guardare i redditi dei piombinesi. Nonostante un lieve calo del numero di contribuenti, a Piombino il gettito complessivo è cresciuto in un anno di oltre 3 milioni di euro.
 A rilevarlo è il dipartimento delle finanze del ministero dell’Economia, che in questi giorni ha pubblicato sul web i dati relativi alle dichiarazioni dei redditi 2010. Quelle riferite ai compensi percepiti nel 2009, il vero anno nero della crisi.
 C’era da aspettarsi un crollo. I dati sono invece confortanti. Nel 2009 infatti l’imponibile Irpef totale dei piombinesi è stato di oltre 447 milioni di euro, con una media pro-capite di 21.004 euro lordi all’anno. Nel 2008 l’imponibile si era fermato invece a poco più di 444 milioni. In media ciascun contribuente ha guadagnato circa 200 euro in più rispetto al 2008, per una crescita dello 0,97%.
 Da sottolineare, inoltre, che la risalita dell’imponibile totale (+0,73%) si è registrata nonostante ci siano 51 contribuenti in meno rispetto al 2008. E’ forse questo, spulciando le tabelle del ministero, il segno più tangibile della crisi economica. Dal 2005 fino al 2008, infatti, il numero dei contribuenti è cresciuto progressivamente, fino a interrompersi nel 2009. Che è successo? Non è da escludere che alcuni contribuenti, forse quelli tra le fasce più giovani, siano rimasti senza reddito così da non presentare la dichiarazione.
 Se si va a calcolare l’inflazione, più che di crescita dei redditi sarebbe opportuno parlare di tenuta. Non un affare da poco, visto l’andamento del comparto siderurgico e il ricorso abbondante agli ammortizzatori sociali. Di certo c’è da mettere in conto la crescente attività contro l’evasione fiscale, che in Italia nel 2009 ha segnato un aumento del 32%, pari a 9,1 miliardi recuperati in più rispetto al 2008. La lotta all’evasione, a guardare le tabelle, sembra aver portato qualche risultato, soprattutto tra i maggiori contribuenti. Infatti sembra paradossale che, in una fase di crisi economica, il numero dei ricchi sia aumentato. Ma se si osservano i dati del ministero, suddivisi in scaglioni di reddito, si può notare come i contribuenti con oltre 100mila euro dichiarati siano passati da 126 a 134, sebbene il reddito medio del gruppo dei più abbienti sia calato di circa 8mila euro rispetto all’anno precedente.
 A essere in difficoltà sono, come al solito, le fasce più deboli. Seppur di poche unità, aumentano le persone che hanno dichiarato redditi inferiori a 5mila euro. A gonfiarsi in modo più evidente è invece la fascia 15-40 mila euro che, da sola, esprime un gettito di oltre 300 milioni, quasi il 63% del totale, divisi tra 13.396 contribuenti. Lo schiacciamento sulla fascia media colpisce gli scaglioni da 40-70 e da 70-100 mila euro, nei quali sono “scomparsi” 36 contribuenti. Il morso della crisi, insomma, non ha ancora lasciato il segno. Non a caso l’imponibile pro-capite è tornato a salire, dopo che nel 2008 si era fermato a circa 20.799 euro, la stessa cifra del 2007.


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