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Magona verso la cassa integrazione - Il Tirreno Piombino

 

 
In calo gli ordini di aprile dopo il buon andamento del primo trimestre  
 
 
 PIOMBINO. Di nuovo un periodo di stasi di mercato per la Magona, che nelle ultime settimane di aprile potrebbe provocare una nuova richiesta di cassa integrazione in tutto lo stabilimento. Dopo un primo trimestre favorevole, infatti, i prezzi stanno stanno scoraggiando i clienti, che rimangono in attesa di condizioni più favorevoli, acquistando solo il minimo necessario.
 E’ quanto emerso ieri durante un incontro che i segretari nazionali della Fim Marco Bentivogli e della Fiom Vittorio Bardi hanno avuto con l’ad della Magona Leandro Nannipieri. Presenti anche i segretari provinciali Gabrielli (Fiom), Fagioli (Fim), Renda (Uilm) e le Rsu. In mattinata c’era stata una riunione del coordinamento sindacale dei siti italiani Arcelor-Mittal.
 La situazione è andata bene per il primo trimestre, anche grazie alla possibilità che Arcelor-Mittal aveva dato alla Magona di acquistare liberamente sul mercato, a prezzi più convenienti, coils grezzi. C’è stata anche una ripresina del mercato, che ha consentito anche di fare qualche utile.
 Nelle ultime due settimane di marzo il calo, tanto che gli uffici commerciali italiani di Arcelor-Mittal non prendono più ordini. Le ragioni sono sempre da ricercare nel costo delle materie prime, che ovviamente si riflettono sul costo delle prodotti finali.
 «In questo momento - conferma l’ingegner Nanniperi - c’è uno stop di riflessione da parte dei clienti».
 L’azienda non nasconde i problemi. La possibilità di un ricorso alla Cig verso la fine di aprile c’è. Ma si cerca anche di evitare toni drammatici, perché ormai le previsioni vengono fatte a breve e qualsiasi avvenimento internazionale può spostare rapidamente la situazione.
 «Lo stabilimento sta lavorando al 60% - dice Claudio Valacchi, Rsu Fiom - L’azienda ha fermato la zincatura 4 per manutenzione fino alla prima settimana d’aprile. Continuano a marciare la zincatura 5 e la verniciatura 2. Al laminatoio, che resta fermo 1-2 volte alla settimana, sono invece state già maturate oltre cento ore di cig. Sappiamo che stiamo andando verso un secondo semestre peggiore».
 
INTEGRATIVO  
 
Mille euro in più per i lavoratori della Dalmine  
 
 
 PIOMBINO, Intesa raggiunta tra Dalmine e sindacati sul contratto integrativo di transizione 2010-2011. Prevista l’erogazione di 1000 euro lordi in 3 tranche: 500 alla firma dell’intesa con il primo listino retributivo utile, 250 a giugno, 250 a novembre.
 Sarà costituita una commissione paritetica con il compito di analizzare entro il 30 settembre tutti gli aspetti della contrattazione compresi nella piattaforma. Dal 1 ottobre riprenderanno gli incontri in sede negoziale con l’obiettivo di raggiungere un accordo integrativo che avrà validità dal 1 genaio 2010 al 31 dicembre 2013. Contestualmente sono stati aggiornati i valori tabellari del premio di risultato 2010. Il 4 e 5 aprile si svolgeranno le assemblee retribuite dei lavoratori.
 
«La 398 si farà tutta e senza alcun pedaggio»  
 

 
 PIOMBINO. «La 398 sarà realizzata per intero. Se si vuole dubitare degli impegni del governo lo si faccia e non si imputi al Comune ciò che non gli compete». Così il sindaco Anselmi replica ad un intervento di Legambiente, precisando che «non sarà introdotto alcun pedaggio per il porto, il costo della 398 a carico di Sat sarà caricato sul pedaggiamento complessivo della tirrenica». Gli accordi secondo il sindaco parlano chiaro. «Solo la malafede può indurre ad interpretazioni diverse, altrimenti dovremmo attribuire quel tipo di lettura a motivi riconducibili all’alfabetizzazione o alla capacità di comprensione di ciò che è scritto negli atti».


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