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Bacci: industrie all'Interporto - Il Tirreno Livorno lunedì 21 marzo

 

Il sindaco di Collesalvetti non ha dubbi: è un grave errore puntare ancora sulla logistica  
 
 
«Così un’area che ora è sterile potrebbe diventare un volano di sviluppo»  
 
 
 
E’ una possibilità prevista dallo statuto della società: per insediare questo tipo di imprese basta una semplice presa d’atto  
 
 
 COLLESALVETTI. «Non insistiamo negli errori e cerchiamo di essere concreti: le aree dell’Interporto di Guasticce possono essere una grande occasione di sviluppo industriale e il Comune di Collesalvetti farà tutto il possibile, a partire dai piani urbanistici fino agli accordi con la Regione, perché qui possano insediarsi delle nuove aziende».
 Il sindaco di Collesalvetti, Lorenzo Bacci, non ha dubbi su quello che deve succedere all’interporto Vespucci: «L’iniziativa del presidente dell’Autorità Portuale, Giuliano Gallanti, che ha stretto accordi con l’Interporto di Bologna per le merci sbarcate a Livorno, è quantomai condivisibile, e questo impone una riflessione seria e soprattutto concreta su quale deve essere il ruolo dell’Interporto di Guasticce alla luce della situazione attuale».
 E a questo proposito Bacci è chiaro: in questa zona possono insediarsi nuove realtà industriali che potrebbero approfittare di un’area praticamente già pronta, a brevissima distanza dalla Fi-Pi-Li e oltretutto già servita ad esempio dai collegamenti a fibre ottiche. «Io ho già fatto questa proposta in occasione della direzione del Pd livornese - sottolinea Bacci - ricordando che si potrebbe partire con una fase sperimentale su una decina di ettari».
 Insomma Bacci vuole fare in modo che due debolezze, quella di un Interporto che dovrebbe aspettare anni per avere un collegamento ferroviario decente e quello di una zona dove erano già stati individuate, nel parco Guasticce II, altre aree per l’industria, ma che hanno problemi di messa in sicurezza idraulica, diventino un punto di forza: «Nei miei incontri in Regione mi è stato detto che ci sono aziende che cercano aree di grandi dimensioni per insediarsi in Toscana - sostiene Bacci - e visto che qui invece ci sono 300 ettari già pronti, potremmo essere la realtà che attrae la maggior parte di questi investitori».
 E proprio in questa ottica Bacci ricorda che come Comune di Collesalvetti inserirà quanto prima nelle modifiche degli strumenti urbanistici la possibibilità di aprire a nuove funzioni l’area dell Interporto. Il sindaco di Collesalvetti ritiene poi che questo cambio di destinazioni delle aree del Vespucci, da logistica a manifatturiero, non si scontri neanche con le finalità con cui è nato l’Interporto ed i finanziamenti cui ha attinto o attinge. «Nello statuto della società dell’interporto - sottolinea Bacci - c’è scritto che possono insediarsi sia aziende logistiche come manifatturiere, basta che queste ultime siano strategiche allo sviluppo dell’interporto, e questo - aggiunge - può avvenire attravero una semplice presa d’atto».
 E Bacci spiega che all’interporto potrebbe così nascere un volano di sviluppo economico per tutta l’area: «Chiederò a Rossi che inserisca questa possibilità nei piani regionali di sviluppo - spiega il sindaco di Collesalvetti - a questo punto si tratta semplicemente di volontà politica. Non possiamo rischiare - conclude Bacci - che una struttura costata investimenti e anni di lavoro resti un’entità sterile nel territorio quando potrebbe essere una grande occasione di crescita economica e occupazionale».
R.C.  


Paoli: «Così non serve a nulla, mettiamoci le aziende nautiche»  
 
 
 COLLESALVETTI. Massimo Paoli ha detto senza mezzi termini nel suo intervento che l’Interporto di Guasticce è una struttura nata già vecchia, e che andrebbe riconvertita rapidamente, visto che per l’economista ormai il Vespucci «è morto».
 E Paoli ha una sola ricetta per quest’area: destinazione industriale. Per di più Massimo Paoli indica anche una “mission”, ovvero non tanto quella di diventare una semplice area di insediamentio di imprese, bensì una zona specializzata che si offrà come “in-land industrial area”.
 Insomma Paoli vorrebbe fare qui un pezzo di porto, grazie ad un intervento sullo Scolmatore che ad esempio possa attrarre aziende di realtà come la filiera cantieristica ma anche quella dell’agroalimentare che altrimenti non potrebbero trovare spazio nel porto vero e proprio.
 

Gallanti lo salta del tutto e punta sull’omologo di Bologna  
 

 COLLESALVETTI. Il neo commissario della Port Authority, Giuliano Gallanti, anche se non ha detto niente in proposito, in pratica ha saltato a piè pari l’Interporto di Guasticce, bocciandolo sonoramente.
 Questo spiega perché, anziché attendere che arrivino (se mai arriveranno) i soldi per il collegamento ferroviario tra il Vespucci e l’area portuale, ha deciso di puntare tutto sulla possibilità di inserirsi sulla linea ferroviaria merci ad alta capacità tra Firenze e Bologna. Questo anche alla luce che qualche soldo per interconnesione ferroviaria diretta del Porto dovrebbe esserci. Quindi ecco l’accordo col commissario Ricci per far sì che Bologna diventi l’Interporto di Livorno per l’Europa. E Guasticce? Gallanti per ora non ha detto nulla. Qualcosa dirà domani, quando andrà appunto all’Interporto e incontrerà i suoi vertici.
 

Antinori: «Struttura senza senso, diamolo tutto alle aziende»  
 
   
 COLLESALVETTI. Lapidario anche il commento di Gabriele Antinori, capogruppo Idv a Collesalvetti, che bolla l’Interporto di Guasticce come una struttura «che non ha nessun senso». Questo perché, spiega l’esponente dell’Idv, «non ha senso portare la merce dal porto a Guasticce in treno per poi caricarla su un camion». Quindi Antinori sposa a pieno la tesi del sindaco colligiano, spronando Lorenzo Bacci a dare «una destinazione produttiva» non solo ai 7 ettari di area interportuale proposti in via sperimentale dal sindaco, ma a tutti quanti i 300 ettari del Vespucci. «Potrebbe essere la più grande occasione di rilancio di tutta la provincia - lo sprona Antinori - e oltretutto porterebbe nelle casse del Comune, attraverso gli oneri di urbanizzazione, quei soldi necessari a raffreddare le tentazioni cementificatorie nelle aree collinari».


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