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Nelle fabbriche è arrivata la ripresa - Il Tirreno Livorno domenica 20 marzo
Magna produrrà per la Nuova Panda, Trw per la Nuova Punto
CRISTIANO MEONI
LIVORNO. Trw conquista la Nuova Punto, Magna si aggiudica la Nuova Panda, Pierburg avvia una nuova linea di produzioni e assume (sì, assume). Per non parlare di Azimut Benetti - di cui abbiamo parlato nei giorni scorsi - che ha acquisito quattro nuove barche e altre ne sta trattando e ha lavoro garantito fino al 2014. Non sono episodi. Piuttosto, come riconoscono anche i solitamente prudenti sindacalisti dei metalmeccanici, sintomi di una ripresa produttiva in atto. L’economia si risveglia dopo due anni di letargo contrassegnati da licenziamenti (di precari) e cassa integrazione (per i dipendenti) e da chiusure di stabilimenti (Inalfa, Brovedani).
Spirano venti di ripresa. La Magna, 700 dipendenti, fabbrica che produce sistemi di chiusura all’ex Cmf di Guasticce, viene da anni burrascosi che l’hanno vista al centro di ridimensionamenti produttivi e polemiche sindacali. Lo stabilimento livornese, per un certo tempo, è stato anche nella black list di quelli a rischio cessazione. Ma adesso il management locale ha messo a segno un paio di colpi che fanno intravedere una prospettiva. E’ dei giorni scorsi l’annuncio, dato alla rappresentanza sindacale dell’azienda, che la Magna di Livorno produrrà le serrature della Nuova Panda, l’utilitaria che Fiat lancerà l’anno prossimo. Una nuova linea, dedicata alla Panda, sarà avviata in estate per essere pronta per la produzione nella primavera del prossimo anno. Ma è stata anche conquistata una nuova commessa per la Audi, uno dei clienti di prestigio dello stabilimento. «La prima conseguenza - spiega Enrico Pedini, sindacalista della Fiom Cgil - è che gli esuberi, tamponati con gli ammortizzatori sociali, sono scesi da 200 a 150. Certo, i problemi non sono ancora superati ma siamo sulla strada buona».
Che l’automotive livornese fosse legato a doppio filo alla Fiat è un dato acclarato. Nel male, ma anche nel bene. Pure la Trw scommette su una nuova produzione della casa torinese, quella della Nuova Punto che - per i sistemi di guida - si rifornirà allo stabilimento di via Enriques. «La produzione per la Nuova Punto partirà alla metà del 2012 - conferma Enrico Fondi della Fim Cisl - ma i volumi sono comunque tornati a crescere, dall’inizio dell’anno non più di 20-25 lavoratori hanno fatto cassa integrazione».
Anche alla Pierburg - produzione di pompe per auto in via Salvatore Orlando - il 2011 si è aperto bene. La cassa integrazione è sparita e, per fronteggiare un aumento di volumi, si sono fatte alcune assunzioni, seppur di lavoratori somministrati (in tutto 5). E a breve partirà anche una nuova linea di produzione di pompe variabili, che la multinazionale trasferirà dallo stabilimento di Lanciano, in Abruzzo. «L’investimento che ci è stato prospettato è di una decina di milioni di euro, mentre gli occupati dovrebbero passare dagli attuali 240 a 259» dice ancora Pedini.
L’inversione di tendenza è chiara, anche se resta l’interrogativo di cosa farà nei prossimi mesi, e anni, Fiat. «L’impressione che abbiamo girando nell aziende è che il peggio sia passato - dice ancora il sindacalista Cgil - In questi due anni abbiamo perduto alcuni pezzi, come Brovedani e Inalfa, ma il grosso dell’automotive livornese ha reagito bene, confermandoci anche ultimamente che intendono restare a Livorno e investire». «E se ripartono le grandi aziende, prima o poi ripartiranno anche le piccole» dice Fondi (Fim-Cisl). Che si concede una piccola soddisfazione: «Senza gli accordi fatti a Pomigliano e a Mirafiori, oggi non staremmo qui, a Livorno, a parlare di Nuova Punto e Nuova Panda».
La crisi rallenta i piani della Wass
Meno commesse militari, l’azienda ora punta sul civile
L’ampliamento della fabbrica rinviato al 2013
LIVORNO. L’onda lunga della crisi è arrivata anche nell’industria militare. In tutto il settore della difesa il 2010 è stato un anno peggiore del 2009.
La Wass, leader mondiale nei siluri, 500 dipendenti di cui oltre 400 a Livorno, non si è sottratta al trend, chiudendo un 2010 in ribasso rispetto al 2009. E, un po’ per scelta e un po’ per necessità, ha deciso di puntare anche sulle applicazioni civili delle tecnologie sviluppate per la produzione di dispositivi per la difesa. Una riconversione lenta ma ineludibile. «Se devo pensare a un futuro per l’azienda, non posso non vedere le grandissime potenzialità del nostro know how nelle applicazioni civili. Siamo automaticamente portati verso questi nuovi settori» dice Renzo Lunardi, amministratore delegato della Wass dal luglio scorso.
Sono tre i campi di applicazione civile che il centro ricerca della Wass sta sviluppando. Il primo riguarda veicoli teleguidati subacquei per l’osservazione del fondale marino, utili per la ricerca di scafi di navi affondate. E’ stato realizzato un prototipo, Fides, teleguidato con fibra ottica, che può esplorare fondali fino a duemila metri di profondità.
«Il secondo campo di applicazione - spiega Lunardi - riguarda la difesa di obiettivi sensibili, non solo militari, attraverso cortine di sensori acustici e magnetici, che consentano di individuare le incursioni di subacquei e natanti». Ed è un campo sterminato, se si pensa che - dopo l’11 settembre 2001 - migliaia di strutture civili (le piattaforme petrolifere) sono diventate potenziali bersagli di attacchi terroristici. «Con una cortina di sensori, ad esempio, potremmo pattugliare la piattaforma offshore del gas».
Terzo campo applicativo, quello del monitoraggio degli ecosistemi. Ad esempio, della presenza di delfini e balene nel “santuario dei cetacei”. «Credo che, nel giro di qualche anno, potremmo già avere risultati su alcune di queste applicazioni» dice Lunardi. Ma a bene vedere un primo risultato della diversificazione produttiva è già pronto per essere commercializzato. «Noi siamo leader per quanto riguarda la capacità di ascoltare rumori e suoni sott’acqua. Ecco, abbiamo costruito un dispositivo da mettere alla prua delle barche, grande quanto un bussolotto, per impedire le collisioni con oggetti semisommersi, che sono uno dei principali pericoli per chi viaggia in mare». Il kit sarà messo in vendita tra quest’anno e il prossimo.
Il rallentamento degli ordini da parte delle marine militari, conseguenza dei tagli ai bilanci statali, non avrà conseguenze occupazionali «ma certo ci invita a stare vigili e reattivi per tutto il 2011». I piani di sviluppo dello stabilimento di Livorno vengono mantenuti ma rallentati. Wass ha comunque avuto un via libera di massima da parte del Comune per realizzare un ampliamento del sito di via del Levante. Il nuovo edificio nascerà di fianco all’attuale, lungo la strada che porta a Salviano, e ospiterà un centro di ricerca, un centro conferenze, la sede delle società di partnership e una nuova mensa. «Contiamo di fare l’investimento entro due anni» dice Lunardi. «Noi abbiamo un interesse vero a sviluppare un rapporto con la città di Livorno, siamo partner di alcune scuole tecniche per la formazione di personale che potrà essere poi impiegato nello stabilimento e sosteniamo alcune iniziative, come il Trofeo Accademia Navale». Quanto alle sponsorizzazioni per altri eventi (Effetto Venezia?) «è questione che può riguardare eventualmente il gruppo Finmeccanica».
Cri.Me.
MAGNA CLOSURES
Occupati: 611 di cui 400 diretti
Produzione: sistemi di chiusura per auto
Nuovo lavoro: produzione di serrature per la Nuova Panda a partire dalla metà del 2012, avvio nuova linea già quest’estate. Avvio di una nuova produzione per conto di Audi.
Accordi: L’azienda si è impegna a rimanere sul territorio e a non avviare procedure di mobilità per 30 mesi. Attualmente usufruisce della cassa integrazione in deroga.
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