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«Il rilancio del Vespucci passa dalle ferrovie» - La Nazione Livorno lunedì 21 marzo

 

INFRASTRUTTURE IL SINDACO DI COLLE  
 

 SI STA MUOVENDO, in autonomia, il commisario governativo della Port Authority Gallanti per favorire la collaborazione del porto con altre entità, della logistica e dei trasporti, sul territorio. Il recente accordo — firmato a palazzo Rosciano — con il presidente dell’interporto di Bologna Alessandro Ricci è «focalizzato alla implementazione di nuovi traffici» riportava la nota dell’Authority. Di fatto l’interporto di Bologna è una delle rare strutture del genere a funzionare davvero a pieno regime e Ricci è considerato tra i maggiori esperti nazionali, con proiezioni della struttura bolognese sia sull’Adriatico che sull’alto Tirreno. Nell’associazione degli interporti italiani Ricci ha al suo fianco il presidente dell’interporto di Guasticce Marco Susini, con il quale ha da tempo accordi e varie iniziative di collaborazione che passano anche per l’interporto di Prato. Il problema, come spesso accade in Italia, è che ci sono più interporti di quanti effettivamente ne servano e la pesante crisi internazionale del biennio appena concluso ne ha messi parecchi alle corde. La scelta di Bologna risponde dunque a criteri strategici certo importanti per lo scalo labronico.
MA L’ACCORDO ha provocato l’immediata presa di posizione del sindaco di Collesalvetti Lorenzo Bacci che richiama le istituzioni ad un’attenta riflessione sulle possibilità di questo territorio. «Il commissario Gallanti ha scelto di dare un segnale di immediata lettura: l’Interporto di Livorno è Bologna». Scrive il sindaco di Colle, e aggiunge: «Questo dato non ci sconvolge, né ci sorprende. È del tutto logico, e nei paradigmi di una moderna logistica, il fatto che si limitino al massimo le rotture di tratta. Si impone quindi un ripensamento del ruolo dell’Interporto di Guasticce e la nostra amministrazione ha dato chiari segnali in questo senso».
BACCI ELENCA i nodi dell’interporto Vespucci: «Perché non può assolvere alla propria missione? La risposta risiede nella mancanza di una adeguata infrastruttura ferroviaria, per la quale si possono traguardare, in assenza di impegni reali e immediati, tempi lunghi. E’ chiaro che non ci possiamo permettere di aspettare. In questo senso va la nostra proposta rispetto alla destinazione di una piccola porzione di Interporto per finalità industriali. In questa direzione probabilmente viaggia anche l’iniziativa di Gallanti con Bologna: offrire risposte immediate, anche in relazione al fatto che per l’interconnessione portuale ferroviaria diretta qualche risorsa c’è». E conclude: «Una cosa deve essere chiara: per quanto in nostro potere, inseriremo nella modifica degli strumenti urbanistici la possibilità di apertura a nuove funzioni per Interporto. Centinaia e centinaia di ettari infrastrutturati grazie a ingenti investimenti pubblici, non possono restare “fermi” ad aspettare chissà cosa…».


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