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Demanio, cambiano le regole - Il TIrreno Piombino lunedì 21 marzo

 

Riguarderanno tutte le aziende che operano su approdi, spiagge e cantieri  
 

Concessioni in cambio di garanzie su lavoro e ambiente  
 
 
 
 
VALENTINA LANDUCCI  

 
 PORTOFERRAIO. Nuove regole per il rilascio delle concessioni nelle aree demaniali marittime. Una rivoluzione, quella approvata dal consiglio comunale di Portoferraio, che impone maggiori vincoli e garanzie, soprattutto sul fronte dell’occupazione, della tutela ambientale e della stabilità delle imprese che operano su aree demaniali, per quei privati che fanno richiesta delle concessioni.
 Di fatto una integrazione delle norme nazionali in materia che stabiliscono l’obbligo di una comparazione tra le richieste di concessione ma si limitano a fissare criteri generali per la selezione dell’istanza migliore.
 Ora, con una modifica al regolamento sul demanio marittimo, il Comune di Portoferraio - tra i primi in Italia su questo tema - mette dei paletti che interesseranno tutte le attività che si svolgono sul demanio: stabilimenti balneari, campi boe, noleggio di attrezzature da spiaggia, approdi, attività legate alla cantieristica e alla nautica. Regole che già nei prossimi mesi interesseranno numerose aree demaniali per le quali le concessioni sono in scadenza, a cominciare dalle attività di spiaggia attrezzata su diversi arenili del territorio comunale.
 Gli obiettivi. «L’obiettivo - spiega il sindaco, Roberto Peria - è quello di eliminare la discrezionalità rispetto alle procedure di comparazione tra le richieste di rilascio di concessioni demaniali. In pratica andiamo a fissare dei parametri di valutazione delle domande che dettagliano i criteri già stabiliti dalla legge, cioè il rilevante interesse pubblico relativo alla concessione richiesta e la garanzia di un proficuo utilizzo della concessione».
 La procedura. La norma nazionale stabilisce che a fronte di una richiesta di concessione avanzata al Comune la stessa venga pubblicata per trenta giorni allo scopo di farla conoscere e favorire la presentazione di domande di eventuali soggetti privati concorrenti. A quel punto le istanze vengono prese in esame da una commissione che assegna un punteggio (complessivamente pari a 100 punti, 50 per ciascuno dei criteri generali fissati dalla norma nazionale) per ciascuno dei parametri stabiliti dall’amministrazione comunale.
 L’interesse pubblico. Rispetto al primo criterio fissato dalla legge il Comune ha definito cinque parametri in base ai quali vengono assegnati un massimo di 50 punti, la metà dei quali relativi alle garanzie occupazionali collegate all’attività che si intende svolgere sull’area demaniale.
 Fino a 15 punti per l’occupazione lavorativa prodotta, da zero a cinque se la presenza di giovani sotto i 30 anni è superiore al 50% degli occupati, da zero a cinque se tra i dipendenti c’è una rilevante presenza di donne. Fino ad un massimo di 15 punti vengono poi assegnati sulla base degli interventi di valorizzazioni e tutela ambientale proposti da chi fa richiesta dell’area demaniale. E infine un massimo di 10 viene attribuito in relazione all’impegno del privato ad eseguire lavori in aree pubbliche.
 L’uso della concessione. I parametri rispetto a questo secondo criterio stabilito dalla legge sono 4: fino a 20 punti per l’organizzazione e la qualità del servizio offerto, fino a 10 per l’esperienza e la professionalità maturata nel settore dal privato che richiede la concessione, fino a 15 per l’affidabilità finanziaria e 5 punti nel caso in cui il richiedente si impegni ad una gestione diretta delle attività nell’area in concessione.
 L’applicazione delle norme. «Questi criteri - aggiunge Peria - potranno essere ulteriormente dettagliati in sede di bando, cioè verranno integrati a seconda delle singole esigenze e delle caratteristiche delle aree in concessione». In altre parole potranno essere stabiliti con più dettaglio i servizi da erogare sulle spiagge, le tutele ambientali in zone destinate ad attività produttive, e così via.
 Tutti i privati che operano sulle concessioni dovranno attenersi alle nuove regole. Sia chi opera, ad esempio, sugli arenili - il prossimo anno andranno ad essere riassegnate numerose concessioni per le spiagge attrezzate, anche i così detti punti blu - sia chi svolge attività come campi boe, approdi e mestieri legati alla nautica e all’artigianato in aree demaniali. In proposito, dunque, anche tutti coloro che operano sul così detto waterfront per la quale è in via di definizione una specifica variante al regolamento urbanistico.
 «Da quello che ci risulta - conclude Peria - Portoferraio è uno dei primi Comuni ad adottare questo tipo di regolamento. Esperienze analoghe sono state parzialmente avviate solo a Ponza e a Grosseto».


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