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I no-rigassificatore meditano anche un ricorso al presidente Napolitano - La Nazione Rosignano domenica 20 marzo

 

ROSIGNANO L’ANNUNCIO DEL COMITATO CHE CONTA CENTINAIA DI ADESIONI  
 

— ROSIGNANO—
NO AL RIGASSIFICATORE e se sarà necessario anche un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica. Ieri mattina nella sede di Rifondazione Comunista il comitato per il No al Rigassificatore, nato oltre un anno fa, conta qualche centinaio di persone oltre circa duemila adesioni su Facebook, ha incontrato l’avvocato fiorentino Claudio Tamburini che sta seguendo le iniziative legali e che ha redatto e presentato al Tar del Lazio il ricorso del WWF con il supporto del comitato. A fare da padrone di casa Augusto Menconi di Rc, portavoce del comitato, ed una rappresetanza di iscritti. L’incontro è stato organizzato per fare il punto. «Noi — dice Menconi — gridiamo no la rigassificatore che andrebbe a modificare pesantemente gli equilibri territoriali senza portare un’occupazione significativa. Lo facciamo sul piano istituzionale promuovendo incontri e iniziative, sul piano informativo cercando di informare i cittadini e cercando di tenerli al corrente su cosa accade, e sul piano legale con il ricorso al Tar e se sarà necessario con un ricorso straordinario al capo dello Stato».
E SUL RICORSO al Tar del Lazio l’avvocato Tamburini ha scritto 50 pagine nelle quali espone 8 motivi perché sia accolto. «Il Tar competente per le questioni energetiche è quello del Lazio, questioni che hanno corsia privilegiata tanto che il ricorso potrebbe essere discusso entro l’anno o anche entro l’estate». Il ricorso ha tre capisaldi. «Il progetto è assolutamente generico ed insufficiente, quindi non ha le caratteristichi per potersi valutare le conseguenze ambientali. Manca del requisito per valutare le conseguenze di impatto ambientale».Secondo punto: «Il gruppo tecnico regionale ha valutato che sussistono carenze sul profilo della sicurezza, che è il cuore del problema. E quando sono state chieste risposte, non sono state fornite. Non va sottovaluto un altro aspetto: le amministrazioni devono farsi carico di informare i cittadini sulle conseguenze di eventi così totalitari. Lo prevendono le normative». E non di minore importanza è un altro punto : «La realizzazione del rigassificatore modificherebbe la nostra zona da vocazione turistica a vocazione industriale. Con tutte le conseguenze che ne derivano», dice il comitato. La battaglia prosegue.
Maria Nudi


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