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Acciaierie, torna l'ipotesi Mittal Domani il punto con la Regione - La Nazione Piombino domenica 20 marzo

 

PIOMBINO RIMANE ANCORA INCERTO IL FUTURO DEL GRUPPO LUCCHINI  
 

 — PIOMBINO —
SPUNTA di nuovo l’ipotesi Mittal per l’acquisto di Lucchini. Alcuni nodi saranno sciolti e forse alcune risposte arriveranno domani durante l’atteso convegno “Dove va la siderurgia” organizzato da Rsu Lucchini, Fim, Fiom, Uilm e Cgil, Cisl e Uil a partire dalle 9.15 al Centro Giovani. Sostenuto dal Consiglio Regionale (interverranno il presidente della Regione Enrico Rossi, la giunta e il consiglio) e da molti partiti politici che hanno dato la loro adesione. Nell’occasione sarà presentata l’interpellanza parlamentare urgente redatta dall’onorevole Pd Silvia Velo.
«NON SI TRATTA della prima – spiega l’onorevole Velo – voglio solo sapere se il ministro Romani è a conoscenza della situazione in cui si trova il secondo polo siderurgico d’Italia e se non ritiene urgente convocare i soggetti interessati al fine di consentire, in tempi ragionevoli, l’individuazione di un piano industriale di rilancio che tuteli un asset fondamentale dell’economia nazionale». Un convegno voluto dai sindacati proprio per lanciare una vertenza Piombino, per ufficializzare una piattaforma nazionale per la salvaguardia della siderurgia nel territorio, per salvaguardare soprattutto il ciclo integrale dello stabilimento. L’allarme lanciato dai sindacati riguarda infatti il rischio della chiusura dell’aria a caldo della fabbrica con tutte le conseguenze che ne deriverebbero in termini di occupazione diretta ed indiretta, circa 5mila unità.
L’ACCORDO firmato con le banche per la ristrutturazione del debito non ha fugato le nubi nere sul futuro delle acciaierie. E anche sulle banche il segretario della Federazione Pd Fabiani è chiaro: “Non possono pensare di rimanere asserragliati nel bunker dei conti economici”. Ma incerto resta il dopo Mordashov. Per adesso l’unica certezza sembra quella del nome del supermanager, il ristrutturatore chiamato a tenere i rapporti tra il gruppo siderurgico e il pool di banche creditrici.
SARà Adriano Bianchi, capo della sede italiana della società di consulenza Alvarez e Marsal. E fra le tante notizie sembra anche che a prendere in pugno il dossier, ufficiosamente, sono stati i vertici delle banche più esposte, a cominciare dal gruppo Monte dei Paschi, che vanta crediti per 161 milioni dalla Lucchini, e da Unicredit (a quota 104 milioni). E assieme al governatore Rossi, i banchieri avrebbero eliminato proprio quei tasselli che non avrebbero risolto i problemi. Sembra che tra i potenziali compratori della Lucchini non saranno compresi gruppi italiani (nè Beltrame, né Marcegaglia). E allora, per evitare anche il rischio spezzatino, il «ristrutturatore» e le istituzioni sonderanno il terreno con ArcelorMittal, proprietario di Magona. Un nome che torna, quindi.
Maila Papi


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