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Tassa di soggiorno per la Parchi - Il Tirreno Piombino domenica 20 marzo

 

Il Comune di Piombino si impegna ad assicurare il suo contributo con una variazione di bilancio  
 
Un euro a pernottamento consentirebbe di incassare 2 milioni  
 
 
 
La proposta fatta da Anselmi è stata condivisa dagli altri sindaci. Allo studio la riorganizzazione della società partecipata  
 
GIORGIO PASQUINUCCI  
 
 PIOMBINO. Il Comune di Piombino si è impegnato a versare, con la prima variazione di bilancio, la quota parte del finanziamento alla Parchi. Intanto si fa facendo strada la proposta di sostenere in futuro il bilancio della società attraverso l’istituzione di una tassa di soggiorno di un euro. Sulla base delle presenze che si registano nei quattro Comuni della Val di Cornia, si potrebbe così contare su un introito di circa 2 milioni di euro all’anno.
 Il dibattito sulla necessità di un riequilibrio del contributo che i Comuni hanno finora dato alla società dei Parchi era stato acceso dal sindaco Gianni Anselmi, che durante un’assemblea dei soci aveva annunciato non sarebbe stato inserito nel bilancio di quest’anno il finanziamento di 300mila euro alla Parchi. Certo una decisione motivata dalle ristrettezze finanziarie, ma tesa anche a riaprire una riflessione sul riequilibrio dei contributi tra i Comuni e sulla sua riorganizzazione della società. Il contratto di servizio prevede infatti di coprire il disavanzo della Parchi con una quota calcolata sulla base del numero di abitanti. Tuttavia - come ha precisato Anselmi - il maggior onere grava su Piombino, che destina alla società gli introiti di parcheggi, affitti e concessioni demaniali. Circa un milione e 700mila euro che costituiscono la l’ossatura finanziaria della Parchi.
 Allo stimolo il sindaco Michele Biagi di San Vincenzo aveva reagito annunciando l’istituzione di parcheggi a pagamento sul un lato della strada della Principessa per sostenere la Parchi. Ma anche il Cda ed i tecnici della società si sono rimessi al lavoro per ridurre il budget. Così la richiesta ai Comuni è passata da 515mila euro a circa 450. «I vertici amministrativi della società hanno lavorato bene - sostiene l’assessore al bilancio Massimo Giuliani - ottimizzando il budget senza penalizzare i servizi. Per noi la Parchi è una realtà imprescindibile, un bel gioiello che dobbiamo trovare il modo di permetterci».
 Parallelamente è andato avanti il confronto tra i sindaci. La decisione è stata quella di costituire un gruppo di lavoro costituito dal Cda della Parchi, dai segretari generali e dai ragionieri capo dei Comuni, che avrà il compito di studiare una ristrutturazione del contratto di servizio. Ma il sindaco Anselmi - è questa la vera novità - ha proposto ai colleghi di destinare al società, in toto o in parte, gli introiti che potrebbero derivare dall’introduzione di una tassa di soggiorno di un euro.
 Un principio condiviso dagli altri sindaci. «Non pensiamo - sostiene il sindaco di Severeto Giampaolo Pioli - che questo possa minimamente incidere sulla quantità delle nostre presenze turistiche. Ritendo anche giusto avviare una riflessione sulla ristruttutazione della Parchi, affidandole anche i compiti di promozione turistica prima svolti delle Atp».
 Anche il sindaco di San Vincenzo Michele Biagi si dice favorevole. «Resta da discutere se destinare tutto o solo in parte la tassa alla Parchi. Ma credo che investire ciò che possiamo ricavare dal turismo nel mantenimento dei nostri beni ambientali ed culturali sia la strada giusta. In più anche la Parchi può accresce i suoi ricavi dall’attività di tour operator». «Non ci sono dubbi sulla necessità di trovare nuove strategie - dice il sindaco di Campiglia Rossana Soffritti - La proposta della tassa di soggiorno è condivisa. Del resto dobbiamo adeguarci alle nuove condizioni finanziarie. E non giova certo piangersi addosso».
 Il sindaco Anselmi affronta anche il problema della ristrutturazione. «Abbiamo dato mandato al Cda della Parchi di presentarci un progetto di riorganizzazione. Abbiamo bisogno di una struttura più flessibile, senza gravare sui livelli più bassi e sul precariato. Per il resto ritengo giusto coinvolgere i visitatori nel mantenimento di un patrimonio e che non è solo di chi ci abita. Non credo che questo incida sulla competitività turistica dell’area, mentre a noi darebbe l’opportunità di continuare a sostenere la Parchi sgavando i cittadini, destinando una parte delle risorse, compreso gli introiti di alcuni parcheggi, a sostegno di altre attività».


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