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Porto 2000, Piccini presidente ma per ora niente deleghe - Il Tirreno Livorno

 

Scontro con la Camera di commercio e stipendio di soli 30mila euro lordi  
 

 LIVORNO. Roberto Piccini è stato nominato presidente della Porto 2000. Ma è un presidente, per ora, senza deleghe. E, verrebbe da dire, senza portafoglio. L’emolumento riconosciuto per l’incarico di presidente della società del porto passeggeri, infatti, è di 30mila euro lordi, lo stipendio di un operaio. Niente rispetto ai 240mila euro lordi che Piccini percepiva quand’era al vertice dell’Authority. Non è filata via liscia l’assemblea dei soci della Porto 2000, che ieri sera ha rinnovato l’organo della società. E non solo perchè incombe il termine (scade domani) entro il quale Piccini può presentare il ricorso al Tar contro la sua esclusione dalla terna per l’Autorità Portuale.
 L’Autorità Portuale, principale azionista della Porto 2000 con il 72%, e la Camera di Commercio, socio di minoranza con il 28%, si sono trovate su posizioni differenti. L’avvocato Giuliano Gallanti, commissario dell’Authority, aveva proposto che le deleghe adesso in capo all’amministratore unico Guido Asti venissero immediatamente trasferite al presidente, cioè a Roberto Piccini. Roberto Nardi, presidente della Camera di Commercio, si è opposto, pur da una posizione di minoranza. La conclusione è che le deleghe, ma solo quelle ordinarie, passeranno a Piccini quando l’attuale amministratore della società Asti si dimetterà, e cioè dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2010 prevista per il prossimo mese. Ma Asti si dimetterà davvero? La Camera di Commercio, infatti, vorrebbe che rimanesse nel consiglio della Porto 2000, nella veste di amministratore delegato, in modo da avere una governance duale: i compiti di indirizzo e di controllo al presidente, le deleghe operative all’amministratore delegato. Compiti diversi, e pure diversi gli emolumenti: 30mila euro lordi per il presidente, 98mila per l’amministratore delegato - la cifra che ha finora percepito Guido Asti.
 La Camera di Commercio ha una posizione diversa, ma minoritaria. L’Autorità Portuale, essendo socio di maggioranza, è in grado di imporre una decisione. E Gallanti, seppur poco appassionato all’argomento, ieri sera è apparso determinato ad ottenere le dimissioni di Asti e a trasferire le deleghe (ma solo le ordinarie) ad aprile a Piccini.
 Nel consiglio d’amministrazione della Porto 2000 è stato nominato anche Giorgio Gionfriddo, attuale segretario generale dell’Autorità Portuale, in scadenza a giugno. Un nuovo ingresso, su indicazione della Camera di Commercio, è previsto ad aprile se e quando Asti lascerà.
C.M.  

NO AL BARATTO  
 
Lo sfido a fare il ricorso al Tar  
   
ANDREA ROMANO - ITALIA DEI VALORI  

 
 Rispondono a verità le voci che rimandano ad una trattativa sulle poltrone l’eventuale decisione di Roberto Piccini di rinunciare al ricorso contro il ministro Matteoli? Spero che una pioggia di smentite sommerga queste indiscrezioni, che se confermate lascerebbero il Consiglio comunale, chiamato più volte a sostenere la lotta contro le prepotenze del ministro, con l’amaro in bocca e la sensazione spiacevole di aver svolto la funzione di pedina anzichè di giocatore nella vicenda della Port Authority. E’ possibile che Piccini rinunci al ricorso, perfino dopo aver ottenuto già una vittoria al Tar due mesi fa, in cambio della presidenza della Porto 2000? Non si può chiamare un’intera città ad una battaglia di dignità e poi, di fronte all’accordo Matteoli-Rossi, ritirarsi dal campo a condizione di una nomina di serie B. Se Piccini accetta gli incarichi che gli vengono offerti, spero voglia dimostrare almeno che le voci riportate dalla stampa su un negoziato fra un mancato ricorso ed una nuova poltrona sono infondate, proseguendo nell’azione al Tar.


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