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Inaugurata la fabbrica della Deauville, l'auto di lusso - La Nazione Livorno

 

DE TOMASO CERIMONIA A GUASTICCE: AL VIA I CORSI DI FORMAZIONE PROFESSIONALE, PRODUZIONE DA SETTEMBRE  
 

 IN UN CAPANNONE ancora semi-vuoto nel parco industriale di Guasticce (fino a pochi mesi fa ospitava la Brovedani) si è celebrato ieri il taglio del nastro per la fabbrica di auto di lusso De Tomaso di Gian Mario Rossignolo. I macchinari, garantisce Rossignolo «arriveranno a giugno sia nell’impianto di Livorno sia nell’impianto di Torino per essere pronti per avviare l’addestramento pratico degli operai, sia per avviare la produzione del primo modello di auto, la Deauville, a partire da settembre». Un gioiello della tecnologia e del design made in Italy che sarà assemblato in parte dai 140 lavoratori ex Delphi assunti da Rossignolo. La parte rimanente del lavoro per carrozzeria e interni sarà completato dal migliaio di lavoratori che Rossignolo impegna invece all’ex Pinfarina di Grugliasco a Torino. E Livorno sarà anche il cuore della progettazione del gruppo torinese. «In cantiere — ha anticipato Rossignolo — c’è lo studio per un sistema di propulsione a impatto zero e per la turbina che alimenterà una batteria al litio in collaborazione con la facoltà di ingegneria dell’Università Pisa». Il sospirato taglio del nastro è avvenuto alla vigilia dell’avvio dei corsi di formazione teorica delle maestranze che prenderanno il via il 28 marzo «grazie all’impegno economico che chi hanno garantito le regioni Toscana e Piemonte», come ha sottolineato Rossignolo dando il benvenuto a lavoratori e istituzioni.
«PER I FINANZIAMENTI che serviranno alla formazione pratica — ha osservato con una punta di rammarico — attendiamo ancora il via libera della Commissione Europea». Certo dopo il bagno di sangue della crisi, la chiusura di più stabilimenti, finalmente un progetto industriale che prende corpo. Il presidente della Regione, Enrico Rossi, ha dichiarato: «Sono contento per i lavoratori perché Rossignolo è uno dei pochi imprenditori che ha avuto il coraggio di investire nel manifatturiero. Nel piano di sviluppo regionale puntiamo a rilanciare il manifatturiero che è l’ossatura per la ricchezza e l’occupazione. Senza manifatturiero c’è solo declino».
Le affermazioni di Rossi vanno lette come risposta alla sollecitazione della Cgil che l’altro giorno si è appellata pubblicamente alla Regione affinchè sproni le istituzioni locali a favorire il manifatturiero «perché non possiamo fare a meno dell’industria». Rossi ha elogiato anche «la tenacia del sindaco» di Livorno, Alesssandro Cosim «che molto si è impegnato per propiziare questa che è una vittoria del territorio e dei lavoratori». E lui, Cosimi, ha sottolineato: «Senza gli accordi e senza i tavoli tra istituzioni e imprenditori non si fa nulla». Ed ha aggiunto: «Ora pensiamo ad un tavolo per discutere come migliorare le condizioni di lavoro sul nostro territorio». E i lavoratori? Loro aspettano il 28 marzo. Con trepidazione e una punta di ansia. Dal 2006 aspettano di tornare in fabbrica.
Monica Dolciotti


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