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La Darsena Toscana si sta insabbiando - Il Tirreno Livorno domenica 27 febbraio 2011
Allarme per i detriti portati dallo Scolmatore e i rimedi non si vedono
Fondali a 9 metri in alcuni punti: le portacontenitori potrebbero non più entrare tra due anni
LIVORNO. Allarme: il porto si sta insabbiando. Mica tutto, ma la parte più importante: la Darsena Toscana, quella dove vanno le portacontenitori. «Il rischio è che in un paio di anni non si possa più entrare» dice il capopilota Fiorenzo Milani. Mentre il presidente della Compagnia Portuale, e della Tdt, Enzo Raugei, si mostra preoccupato: «In Darsena Toscana perdiamo mezzo metro di fondale all’anno, già adesso uno dei nostri accosti, il 14/A, è inservibile: avremo sì e no nove metri di fondale. Ma con l’interramento, si restringe anche il raggio del bacino di evoluzione», lo specchio d’acqua che le navi usano per svoltare in Darsena Toscana, girando su se stesse. In mezzo al bacino ci sono 15 metri di fondale ma ai lati anche 10 e, dice ancora Milani, «quando facciamo la manovra si rischia di andare con l’elica sul bassofondo». Senza un intervento deciso, nel giro di qualche anno le portacontenitori potrebbero non riuscire a entrare più in Darsena Toscana.
Ma l’intervento non è semplice. Il porto si sta insabbiando a causa dei detriti portati dallo scolmatore e che entrano in Darsena Toscana attraverso l’ultimo tratto del canale dei Navicelli. La foce marina dello scolmatore si è insabbiata - ci si può camminare - e acque e fanghi deviano in Darsena Toscana, che funge da foce supplettiva. Così, sia sulla Sponda Ovest (all’altezza dell’accosto 14A) che sulla Sponda Est (accosto 15A) si è man mano sedimentato il fango. Che ha eroso il fondale fino a portarlo al livello di attenzione. «Abbiamo incaricato una ditta specializzata di effettuare i rilievi batimetrici perchè non vorremmo trovarci di fronte a qualche imprevisto» dice ancora il presidente di Tdt Raugei.
Il rimedio sarebbe chiudere le “porte vinciane” che separano lo scolmatore dalla Darsena Toscana, ma così facendo il fango si depositerebbe a ridosso della chiusa che rischierebbe di non riaprirsi più. E il canale deve restare aperto, perchè rappresenta lo sbocco a mare dei Navicelli, e dunque di Camp Darby e della Darsena Pisana. Nel corso degli ultimi anni sono state avanzate diverse ipotesi - dalla modifica delle “porte vinciane” alla ricostruzione della foce dello scolmatore - ma nessuna è stata concretizzata e nel frattempo i detriti hanno continuato a fluire in Darsena Toscana. Non potendo ancora intervenire sulle cause - peraltro la competenza è frastagliata tra Provincia di Pisa e Autorità di Bacino - si cercherà di attutire gli effetti: l’Autorità Portuale ha in programma un intervento di dragaggio della Darsena Toscana per riportare i fondali a livelli accettabili. Piccolo problema: non si sa però dove conferire i fanghi, perchè la prima vasca di colmata si esaurirà con i tre escavi già previsti (Molo Italia, Bocca Sud e banchina 75) e la seconda vasca non sarà completata prima del 2014. Eppure una soluzione va trovata. (c.m.)
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