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Controlli a raffica, scoperti minori in nero - Il Tirreno Livorno

 

 
Gli ispettori della Dpl a caccia di irregolarità: edilizia e agricoltura i settori più ribelli  
 
 
 
Denunciati in 13 per l’impiego di ragazzi in bagni e ristoranti  
 
LARA LORETI  

 
 LIVORNO. Lavoro nero, anche minorile; buste paga con importi più bassi; contratti incompleti; numerosi extracomunitari irregolari. La Direzione provinciale del lavoro (Dpl) ogni giorno dichiara guerra ad anomalie e scorrettezze che riguardano l’attività delle aziende. E i suoi ispettori, lo scorso anno hanno scoperto che il 45 per cento dei lavoratori della provincia livornese sono irregolari. Gli uomini del Ministero, guidati dalla direttrice Carmina Mancino, hanno fatto 1172 verifiche.
 Basta guardare i dati: nel 2010 sono stati controllati 3636 lavoratori: 1629 erano irregolari e 289 in nero. E ci sono anche aziende in cui più del 20 per cento del personale è in nero: la Dpl ha adottato 55 provvedimenti di sospensione dell’attività per il superamento della soglia del 20%. Dalle verifiche è anche venuto fuori che gli stranieri irregolari sono 69 a cui si aggiunge un minore impiegato nel terziario. Di questi, 5 sono clandestini: uno nell’edilizia e 4 nel turismo.
 Il settore più irregolare, come emerso dai controlli della Dpl insieme ai carabinieri, risulta proprio l’edilizia, seguita dall’agricoltura e dagli autotrasportatori. Tra i camionisti, c’è tanta manodopera extracomunitaria tanto che gli ispettori sempre nel 2010 hanno trovato anche 5 clandestini. Ma quando si parla di trasporti, l’irregolarità più frequente è il superamento dell’ orario di lavoro e il mancato rispetto dei tempi di guida: 186 le aziende ispezionate, 898 i conducenti fermati e 206 le infrazioni accertate.
 Nel settore edile, oltre al lavoro nero, frequente è il ricorso al falso part time. E ci sono anche numerosi artigiani con partita Iva che però in realtà sono pseudo artigiani.
 Un fenomeno particolarmente monitorato dalla Dpl, inoltre, è quello dei circoli ricreativo culturali o night club che spesso impiegano solo cittadine straniere senza contratto come figuranti di sala o ballerine, violando la normativa su assunzioni e lavoro notturno.
 In estate invece si assiste al boom di irregolarità nel commercio e nella ristorazione: frequente è il ricorso a contratti di lavoro intermittenti e l’assunzione di minorenni.
 Lavoro minorile. Il dato che suscita maggior allarme riguarda i lavoratori a nero minorenni. Nel 2010 particolare attenzione è stata rivolta dalla Dpl a questo fenomeno. L’attività di controllo degli ispettori ha portato a individuare 13 ragazzini, in prevalenza italiani, dai dodici anni in su, di cui due nell’edilizia e 11 impiegati nel terziario. La maggior parte dei giovanissimi viene ingaggiata d’estate - quando non c’è scuola - negli stabilimenti balneari e nei ristoranti. Il punto fondamentale, però, è che questi ragazzini, lavorando in nero, sono esposti a rischi: infatti, come spiega la dottoressa Mancino, spesso non vengono sottoposti alla visita medica, non vengono pagati il dovuto e non hanno copertura assicurativa se si fanno male. Spesso neanche i turni di riposo vengono rispettati. E 13 datori di lavoro sono stati denunciati per il mancato rispetto della normativa. In arrivo nuovi controlli.
 
Sono le case il regno del sommerso  
 
A rischio colf e badanti: tanta richiesta, poca offerta  
 
 
 
 LIVORNO. Il settore in cui gli stranieri sono maggiormente impiegati nel territorio livornese è quello del lavoro domestico e dell’assistenza alla persona, quindi donne delle pulizie e badanti. Tuttavia, i dati rilevati dalla prefettura e analizzati dalla Direzione provinciale del lavoro (Dpl) del decreto flussi del 2010 fanno riflettere sul rapporto tra extracomunitari e attività svolte.
 Infatti, se da un lato, al 3 febbraio di quest’anno, le domande per avere colf o badanti presentate dalle famiglie livornesi sono 1382, dall’altro l’offerta parla di soli 80 domestici. «Questo dato fa sospettare - riflette la direttrice della Dpl, Carmina Mancino - che il settore del lavoro domestico sia potenzialmente un bacino di lavoro nero». Inoltre, sempre nello stesso periodo nella provincia livornese sono arrivate 496 richieste per lavoro subordinato con una disponibilità però di 229 unità.
 Nell’andamento delle richieste di lavoratori stranieri pervenute al livello regionale (nell’ambito del decreto flussi), Livorno occupa un posto privilegiato. Si pensi infatti che in tutto in Toscana sono arrivate 23.446 domande: di queste, l’8.16 per cento viene da livorno, che (tolto il capoluogo che sta sul 35.52%) è seconda solo ad Arezzo (11.19%).
 Gli stranieri e il lavoro. Dagli accertamenti svolti dalla Direzione provinciale del lavoro emerge che la manodopera straniera, dopo il lavoro domestico, viene maggiormente impiegata - nell’ordine - nell’edilizia, soprattutto in piccole ditte, nei trasporti su terra (quindi autisti e caministi), nell’agricoltura e infine nel terziario, specialmente nella ristorazione. La nazionalità più diffuse sono senegalesi, moldavi, ukraini, albanesi, ma anche nigeriani, peruviani e filippini. Non mancano tra gli stranieri lavoratori in nero e clandestini.


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