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Divise da hostess, risarcimento alla Porto 2000 - IL Tirreno Livorno
Condannato negozio: fatturò così i vestiti per la moglie di Lenzi
LIVORNO. Un noto negozio di abbigliamento è stato condannato dal giudice civile e restituire alla Porto 2000 i soldi di una fattura emessa e pagata nel 2007, al tempo della presidenza di Bruno Lenzi. Il giudice ha anche condannato il negozio, la “Cuccuini Srl”, a pagare un risarcimento danni alla Porto 2000, oltre alle spese di giudizio.
La vicenda giudiziaria che si è conclusa con la sentenza del giudice Franco Pastorelli prende le mosse da quando l’allora commissario Guido Asti, subentrato all’ex presidente Bruno Lenzi, vide che erano state pagate numerose fatture per la fornitura di “divise da hostess”. Una di queste, in data 2007, riguardava la fornitura di 14 divise estive da parte della ditta Cuccuini Srl, con tanto di bolla di accompagnamento, per una somma titale di 7.650 euro più ivanon si trovò traccia, la Porto 2000 chiese ragione della fornitura.
La Cuccuini srl rispose che c’era stato un errore, ma solo nella bolla di accompagnamento. La Porto 2000 ha replicato invece che si trattava di vestiti che furono pagati con i soldi della società ma che in realtà erano destinati alla moglie di Lenzi. Per questo motivo la Porto 2000, assistita dall’avvocato Paolo Bassano, ha citato in giudizio la Cuccuini srl chiedendo che venissero restituti i soldi pagati e gli interessi maturati nel frattempo, ma anche un risarcimento dellla lesione di immagine dell’azienda a seguito dell’ampio risalto avuto dalla vicenda in questione sulla stampa cittadina.
Da parte sua la Cuccuini srl, assistitita dall’avvocato Marco Siviero, ha respinto la richiesta e ne ha avanzata una di risarcimento a sua volta, chiedendo che si valutassa anche l’eventuale rilevanza diffamatoria delle espressioni utilizzate dalla Porto 2000 nell’atto di citazione.
Alla fine il giudice Pastorelli ha dato ragione in pieno alla Porto 2000: la Cuccuini srl dovrà restituire alla Porto 2000 i soldi pagati da
quest’ultima più gli interessi legali, ma anche 1.500 euro a titolo di risarcimento, oltre a spese legali: circa 6.200 euro tra diritti, spesi e onorari.
La Cassazione ha respinto il ricorso presentato dall’ex presidente della Porto 2000
Saranno confiscati i quadri di Lenzi
Sono oltre mille opere di valore: acquisiti anche orologi di pregio e quote societarie
LIVORNO. Sono stati definitivamente confiscati i quadri di Bruno Lenzi sequestrati dal giudice al momento del patteggiamento dell’ex presidente della Porto 2000. Ma insieme ai quadri, ben più di mille opere di grande valore, sono stati definitivamente confiscati anche alcuni orologi e quote societarie di una società immobiliare.
La notizia della confisca definitiva dei quadri, opere che avrebbero un valore complessivo che si aggira intorno ai due milioni,è arrivata a seguito del fatto che, nella giornata di martedì la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro il sequestro che era stato presentato dall’ex presidente della Porto 2000. Lenzi infatti si era opposto al provvedimento deciso dal Gip Gianmarco Marinai al momento del suo patteggiamento a quattro anni di reclusione.
Da segnalare che insieme ai quadri sono stati confiscati anche otto orologi di gran marca che vennero trovati, insieme ad altri quadri di Lenzi, presso Pietro Tarabella, un commerciante di Prato che venne indagato per ricettazione. Il Tarabella aveva spiegato di aver aquistato per 51mila euro le polizze con le quali Lenzi aveva impegnato gli orologi al monte dei pegni di Viareggio e Pisa, mentre i quadri che vennero ritrovati nella sua disponibilità, tra cui opere di Schifano, Fornara, Mattioli e Guttuso, gli sarebbero stati consegnati - affermò sempre il commerciante di Prato - sempre da Lenzi con l’incarico di venderli.
Definitivamente confiscate anche le quote di proprietà di Bruno Lenzi dell’Immobiliare Viale delle Speranze srl, per un valore nominale di 66.924 euro. L’immobiliare in questione è anche proprietaria dell’attuale abitazione dell’ex presidente della Porto 2000.
Ma la parte più importante della confisca, ovvero del fatto che questi beni passano di proprietà allo Stato, riguarda i quadri e le altre opere d’arte, accumulati da Lenzi, grande appassionato del settore. In particolare vennero scoperti centinaia di quadri di grandi autori italiani. Una grossa parte fu trovata dagli investigatori all’interno della sede della Porto 2000, ma altre opere di notevole valore vennero invece rinvenute in altri posti. Alcuni furono ritrovati dai finanzieri all’interno di alcuni garage di conoscenti di Lenzi, cui quest’ultimo li aveva affidati
Altri quadri, invece, sarebbero stati sostituiti con riproduzioni fotografiche e poi venduti dall’ex presidente della Porto 2000 attraverso alcune case d’aste italiane.
Insomma una serie impressionante di opere d’arte che adesso sono entrate a far parte del patrimonio dello Stato e che saranno gestite dall’Agenzia Nazionale per i Beni confiscati, la stessa che si occupa dei beni tolti alla criminalità organizzata.
Su quello che sarà il destino di queste opere, al momento, visto che la confisca è recentissima, non si sa ancora niente di preciso, se verranno venduti oppure destinati a qualche museo. In ogni caso potrebbero esser oggetto di un’azione risarcitoria da parte della Porto 2000 che potrebbe provare a chiedere una rifusione dei danni subiti.
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