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Balneari, i costi dei canoni ai raggi X - Il Tirreno Cecina

 

 
Ecco quanto dovranno pagare nel 2011: si va da 340 a 61.000 euro  
 
 
 
DEMANIO Sono 55 le strutture che dovranno mettersi in regola con lo Stato per le concessioni  
 
MARIO MOSCADELLI  



 ROSIGNANO. E’ poco più di 500mila euro il monte-spesa che gli stabilimenti balneari del comune dovranno pagare nel 2011 per le concessioni demaniali. In tutto sono 55 le attività che dovranno far fronte a questa uscita: si va da un massimo di 61mila euro ad un minimo di 340 euro annui.
 Osservando gli importi dovuti ci rendiamo conto che in molti casi basta una manciata di ombrelloni in affitto per una stagione per permettere ai titolari dei bagni di pareggiare questa uscita.
 È Vada la frazione costiera dove si registrano i canoni più alti. Il motivo? L’estensione delle strutture e i servizi presenti. La tariffa da pagare allo Stato per l’utilizzo del litorale costiero pubblico, infatti, non tiene di conto del prestigio o della notorietà della località, ma di parametri uguali per tutti. A partire dallo spazio di arenile occupato, il cui corrispettivo da pagare per il 2011 è fissato in 1,22 euro al metro quadrato. A questo, poi, bisogna aggiungere il costo delle aree coperte (cabine, bar, ristoranti, alberghi, discoteche o anche piattaforme). Aree che sostanzialmente sono di tre tipi: di facile rimozione (2,04 al metro quadrato), di difficile rimozione (3,49 al metro quadrato) e pertinenze demaniali con finalità commerciali. In quest’ultimo caso l’“affitto” da pagare allo Stato è calcolato sul valore di mercato del bene. Ma facciamo degli esempi per capire meglio: una struttura di facile rimozione possono essere quelle cabine che a fine stagione vengono smontate e rimosse dalla spiaggia. Una struttura di difficile rimozione, invece, può coincidere con una piattaforma in cemento usata per posizionare sdraio e ombrelloni. Pertinenze commerciali (e sulla nostra costa ce ne sono tante) possono essere dei bar, ma soprattutto ristoranti, alberghi e discoteche. Ricordiamo che le entrate delle concessioni passano dalle casse comunali per poi essere versate all’erario statale. Nemmeno un euro, dunque, finisce nel bilancio del Comune.
 Sulla base di queste nozioni, si capice perché i titolari dei bagni Lido a Vada sono quelli a pagare di più in assoluto nel comune di Rosignano: circa 60mila euro di canone annuo. Questo perché oltre ad occupare una bella porzione sabbia, qui c’è un ad esempio un albergo per cui si dovranno sborsare ulteriori 75 euro al metro quadrato. Tra gli stabilimenti a pagare di più ci sono il Cavalluccio Marino (32.401 euro) di Vada e i bagni La Conchiglia (30.536) alla Mazzanta. Diverso il discorso a Castiglioncello, dove le ridotte dimensioni degli spazi coincidono con canoni demaniali davvero bassi (vedi i bagni Lido).
 Ma oltre che per il pagamento delle concessioni, i balneari sono preoccupati dalla direttiva Bolkestein, che prevede che dal 2015 tuti i ben demaniali saranno messi all’asta e affidati in base ai progetti presentati. Una direttiva su cui è acceso un infuocato dibattito, ma che di fatto anche sulla nostra costa blocca investimenti e riqualificazioni.


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