Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Piccini, archiviata l'indagine per truffa ma ora se ne occuperà la Corte dei Conti - La Nazione Livorno

 

«Rimproverabile trascuratezza che poco si conviene a un pubblico funzionario»
 
 — LIVORNO—
IL GIUDICE delle indagini preliminari Gianmarco Marinai ha accolto la richiesta di archiviazione formulata dal sostituto procuratore Gianfranco Petralia nei confronti di Roberto Piccini, ex presidente dell’Autorità Portuale di Livorno, che è stato penalmente prosciolto. Roberto Piccini era indagato per falsa attestazione in atto pubblico e truffa aggravata. Era era stato iscritto nel registro degli indagati per aver falsamente dichiarato in un modulo per le pratiche Inps di essere residente, alla data del 19 dicembre 2006 a Montecatini quando invece il trasferimento di residenza da Livorno a Montecatini avveniva successivamente, precisamente il 1 gennaio del 2007. E avrebbe dichiarato una residenza diversa da quella reale, questo era l’impianto accusatorio, per avere diritto ad una indennità di trasferta, così da benificiare dell’aumento del 10% dello stipendio, quindi circa mille euro al mese in più. Aumento previsto in caso di residenza in un luogo diverso da quello di lavoro. Secondo gli accertamenti della Guardia di Finanza, nucleo di pg della Procura, l’ex presidente dell’Autorità Portuale avrebbe intascato circa 68mila euro in più al normale stipendio nel periodo di tempo tra il dicembre del 2006 ed il dicembre del 2009 con corrispondente danno alla pubblica amministrazione e con l’aggravante di aver commesso il reato con abuso di una pubblica funzione. Tuttavia nonostante il quadro accusatorio, confutato dall’avvocato difensore Paolo Bassano che ha presentato al pm una memoria dettaglitissima di 34 pagine, il sostituto procuratore ha chiesto l’archiviazione che è stata accolta.
LA RICHIESTA di archiviazione è di sette pagine ed è molta articolata. Il pm ha ricostruito la condotta di Roberto Piccini nel dettaglio, ma sono state definite carenti le prove per dimostrare che Roberto Piccini abbia dichiarato il falso per indurre in errore la amministrazione pubblica. Nonostante questo il pm censura il comportamento dell’allora presidente della Autorità Portuale dicendo che potrebbe aver agito in buona fede, ma che il suo comportamento sarebbe stato caratterizzato da notevole superficialità. Un comportamento secondo il pm caratterizzato da una rimproverabile trascuratezza che poco si conviene ad un pubblico funzionario con incarico apicale. Secondo il pm le maggiorazioni dello stipendio potrebbero essere state in ogni caso indebite anche se non percepite in modo fraudolento. La vicenda finirà davanti alla Corte dei Conti alla quale la Procura ha trasmesso gli atti per accertare eventuali danni patrimoniali. Per verificare in definitiva se sussistano eventuali responsabilità patrimoniali in ipotesi anche dell’allora capo dell’ufficio del personale. Il giudice delle indagini preliminari Gianmarco Marinai ha prosciolto Roberto Piccini accogliendo la ricostruzione del pubblico ministero.
Maria Nudi


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP