Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

Piccini, il pm chiede l'archiviazione - Il Tirreno Livorno

 

Si sta concludendo la vicenda sull’indennità all’ex presidente dell’Autorità Portuale per la residenza fuori Livorno  
 
 
«Errori formali e leggerezze, ma non prese soldi che non gli spettavano»  
 
 
 LIVORNO. Manca ancora l’ufficialità della conferma da parte del gip sulla cancelleria telematica, ma la vicenda dell’inchiesta a carico di Roberto Piccini per la residenza a Montecatini è arrivata ad una svolta favorevole per l’ex presidente dell’Autorità Portuale: la procura ha chiesto il suo proscioglimento.
 La vicenda giudiziaria ha preso le mosse da un’interrogazione prima e da un esposto poi da parte del consigliere provinciale di An Benito Greazioli, che sollevò il caso della maggiorazione del 10 per cento dello stipendio di Piccini come presidente dell’Authority in quanto residente fuori Livorno, a Montecatini. L’inchiesta portò alla luce che per questo motivo Roberto Piccini aveva percepito, tra il dicembre 2006 e il dicembre 2009, quando lo stesso presidente rinunciò all’indennità, circa 67mila euro. La questione era se Piccini avesse diritto o meno all questa indennità, ovvero se la residenza a Montecatini fosse fittizia, come si sosteneva nell’esposto, o meno.
 La pubblica accusa, rappresentata in questa inchiesta dal pm Gianfranco Petralia, arriva alla conclusione che Roberto Piccini ha sicuramente commesso una serie di errori formali notevoli, con ritardi nell’ufficializzare il proprio trasferimento anagrafico nella città termale, dopo aver lasciato la sua abitazione livornese in seguito alla separazione. Il dottor Petralia però affronta anche la questione dei chilometraggi dell’auto di Piccini e i suoi transiti ai cancelli del Telpass, che a suo tempo furono controllati, e afferma che sono sostanzialmente congrui con quelli di una persona che si spostava regolarmente durante la settimana, seppure con cadenze a volte diverse, da Livorno dove svolgeva il suo lavoro. Il pm nota anche come questi viaggi a Montecatini (ma anche i consumi delle utenze domestiche della casa di Piccini nella città termale) tendano a dirardarsi a partire dal 2008 quando le condizioni di salute dei genitori, la mamma Mara e il padre Italo, inziarono a peggiorare e Roberto Piccini si fermò sempre più a Livorno per assisterli.
 Il pm valuta dunque l’operato di Piccini come improntato a trascuratezza e superficialità, ma non a volontà di raggiungere un ingiusto profitto e pertanto chiede al Gip l’archiviazione. Allo stesso tempo il dottor Petralia trasmette gli atti alla Corte dei conti perché valuti un eventuale danno patrimoniale allo Stato.
 Da parte della difesa, affidata all’avvocato Paolo Bassano, si arriva alle medesime conclusioni di richiesta di proscioglimento, ricordando che il trasferimento effettivo di Piccini a Montecatini era noto a tutti i suoi collaboratori, e che effettivamente faceva il pendolare da lì dove abitava a Livorno dove lavorava.
 E sulla richiesta di archiviazione si registrano infine le dichiarazioni dello stesso Roberto Piccini, il quale afferma «di essere stato sereno quando partì l’inchiesta e di esserlo a maggior ragione adesso che si è chiuso questo capitolo»
 «Forse sarò stato anche poco preciso, vista la situazione personale che stavo vivendo in quel periodo - sottolinea Piccini - ma è certo che non ho preso niente di più di quanto mi era dovuto e questo emerge dalle conclusioni dell’inchiesta. E questo - conclude - per me è la cosa fondamentale».


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP