Confindustria Livorno Massa Carrara
News
Formazione
Login
Esci

La Scotto non molla, l'Orlando protesta: grana per Gallanti - La Nazione Livorno

 

LA GUERRA IN BANCHINA IL TRAFFICO DELLA SABBIA NASCONDE IL REALTà INTERESSI LEGATI A BUSINESS MOLTO PIÙ REMUNERATIVI  
 

IL SUGGERIMENTO è discutere il problema in comitato portuale: che sarebbe poi il primo convocato dall’attuale commissario (e presidente in pectore ) Giuliano Gallanti. Il problema è lo scontro tra Terminal Calata Orlando (Tco) e l’impresa Scotto (gruppo Giorgio Neri Spa) per il traffico di sabbia che il secondo ha strappato al primo dirottandolo dalla calata Orlando al molo Italia. La prima nave del nuovo traffico, la «Seaglass II», nei giorni scorsi, ha riportato il blocco delle banchine, il fermo di decine di camion, il rischio che si arrivasse ad atti violenti: tutto risolto con un compromesso male accetto ad entrambe le parti, cioè lo sbarco della sabbia con l’agenzia del lavoro provvisorio in porto, l’Agelp, in attesa di una decisione affidata al commissario. Che da ieri sta studiando le carte e al quale è stato suggerito di conferire la «grana» al comitato portuale.
LA «GRANA» non è rappresentata dal solo episodio della «Seaglass II». Il traffico della sabbia allo zirconio, prodotto povero e di basso utile, potrebbe aprire la strada ad altri traffici rinfusieri più remunerativi per la Scotto, che vuol mettere a frutto la concessione sul molo Italia nei periodi in cui il core-business dell’impresa, i forestali, non è in corso. Secondo Giorgio Neri si tratta di un’aspirazione legittima e secondo la legge, nell’ambito della libera concorrenza sul porto, in quanto le sue imprese possono operare come art.18 e anche come art.16, sia pure nelle corrette articolazioni. Tanto che la stessa Authority, dopo aver inizialmente negato le operazioni per la «Seaglass II» sul molo Italia, le aveva poi autorizzate accettando la tesi dei legali di Neri. Dall’altra parte della barricata, il TcO — con l’«ad» Roberto Alberto e il «dg» Federico Barbera — ribadisce di non voler assolutamente perdere il traffico della sabbia, anche per non aprire la strada a ulteriori assalti della concorrenza.
«LA SCOTTO ha preso il traffico della sabbia — commenta Barbera — con una sotto/quotazione del lavoro. E alla fine ci costringerà a rilanciare con un prezzo ancora più basso, col risultato di impoverire il porto e favorire l’armatore». Sembra che a sostenere l’azione del TcO ci siano anche altri settori del porto, in particolare i ro/ro, che temono l’intraprendenza di Giorgio Neri e la sua volontà di allargare i propri interessi anche oltre ai forestali. Come sostiene lui, «entro i limiti che la legge impone, perchè siamo per la libera ma corretta concorrenza sul mercato». In sostanza: i monopoli delle merci in arrivo e in partenza sul porto hanno fatto il loro tempo, la legge consente la concorrenza e chi ha gli strumenti per farla non può essere arrestato da vecchi «steccati«. Si attende la decisione di Gallanti su un tema che potrebbe cambiare molte cose.
A. F.


Argomenti
Condividi

Altri articoli di Formazione

News Correlate

Scopri anche...

Aziende che si occupano di

Ricerca Innovazione

    

Network di Sistema

Ance Massa
Disponibile su:
UP