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Cassa in deroga per i 60 lavoratori della ex Cst Net - Il Tirreno Piombino

 

Stamani vertice in Provincia con la proprietà per rimandare ancora la mobilità  
 
LUCA CENTINI  

 
 VENTURINA. Cassa in deroga per i 60 dipendenti Cst Net di Venturina. Stamani alle 9 nella sede della Provincia di Livorno è in programma una riunione decisiva per rimandare l’avvio delle procedure di mobilità che, senza un accordo tra azienda e sindacati, scatteranno a partire dal 28 febbraio. Giorno in cui giungeranno a scadenza i due anni di cassa integrazione straordinaria di cui hanno usufruito i lavoratori della fabbrica di circuiti stampati.
 La fabbrica nell’area di Campo alla Croce ha chiuso i battenti all’inizio del 2009 per gravi problemi di mercato.
 Stamani si attende la chiusura dell’accordo tra i sindacati e la proprietà che, salvo sorprese, chiederà quattro mesi di cassa integrazione in deroga per i lavoratori ancora in organico. L’accordo è stato possibile solo grazie alla ridefinizione delle condizioni economiche dell’accordo siglato due anni fa.
 Secondo quanto si apprende lo strumento della cassa integrazione in deroga interesserà la maggior parte dei lavoratori Cst, mentre solo pochi dipendenti sceglierebbero la strada della mobilità per interrompere da subito i rapporti con l’azienda.
 I quattro mesi di cig in più garantiranno alla Regione nuovo spazio per portare a termine l’atteso processo di riconversione dello stabilimento di Venturina, dismesso da oltre due anni in seguito alla crisi di mercato. Una riconversione che in questi due anni non è affatto decollata. Nonostante la mediazione di Comune di Campiglia, Provincia di Livorno e Regione in questi mesi l’interesse delle imprese, realtà non solo locali, non si è concretizzata e, finora, vere ipotesi di reindustrializzazione non ci sono.
 Al momento solo un’azienda specializzata nel settore fotovoltaico con sede a Biella potrebbe essere interessata a investire nel capannone e a concordare un percorso di riconversione. Per adesso, tuttavia, l’interessamento è in fase embrionale e in ogni caso servirà tempo affinché la trattativa possa andare a buon fine.
 Del resto le difficoltà nella riconversione, con l’interesse dei potenziali acquirenti ancora in uno stadio iniziale, hanno originato le difficoltà nella concessione da parte dell’azienda della cassa integrazione in deroga.


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