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Rischio di cassa integrazione al Consorzio Gestione Bacini - La Nazione Livorno

 

Timori per decine di posti a causa della ridotta disponibilità del «galleggiante»
 
 di ANTONIO FULVI
— LIVORNO —
TRA I TANTI problemi che agitano il fronte del porto, e sui quali si attende di capire quali decisioni assumerà il commissario-futuro presidente dell’Authority, Giuliano Gallanti, sta entrando nella fase acuta anche quello dei bacini di carenaggio. Un problema sul quale sembra essere calata la sordina. ma che rischia di esplodere entro primavera, in particolare per il ventilato ricorso del Consorzio Gestione Bacini alla cassa integrazione per decine di addetti. Per la ridotta disponibilità del bacino galleggiante «Mediterraneo» — che tra l’altro non è mai stato collaudato per la sua portata di contratto, 18 mila tonnellate, e quindi può operare al massimo con navette fino a 12 mila — e per l’assoluta impossibilità di utilizzare il bacino grande in muratura, il Consorzio opera a regime ridotto; e una parte delle aziende si stanno difendendo in trasferta, avendo accettato lavori di riparazione a Malta, in Grecia e in Turchia, dove sono disponibili bacini di carenaggio attrezzati.
NEI MESI SCORSI, affrontando il problema dei bacini, il presidente della Port Authority Roberto Piccini aveva promesso che il «Mediterraneo» sarebbe stato messo in gara entro la fine di aprile o i primi di maggio. E in effetti l’Authority ha cominciato ad affrontare i problemi concreti che impediscono attualmente al bacino galleggiante di operare come entità svincolata da aree e servizi del cantiere Benetti: è in corso lo spostamento delle guide su cui il bacino scorre verticalmente per avvicinarlo al piazzale e sono in corso anche i lavori di messa in sicurezza della banchina cui si appoggia. la 78 (sulla quale morì mesi fa un operaio cadendo tra la banchina stessa e il bacino).
IL TUTTO con tempi previsti di completamento delle opere l’inizio dell’estate. Ma ci sono altri lavori da sistemare: in particolare l’alimentazione elettrica del bacino, che oggi è fornita dalla rete del cantiere Benetti e richiede una centralina apposita (anch’essa in corso di realizzazione). Ultimo importante dettaglio, l’accesso al piazzale di servizio del bacino: oggi l’accesso avviene attraverso le aree di Benetti, con una inaccettabile confusione dei transiti. Tra Piccini e l’amministratore delegato di Benetti Poerio era stato infine concordato un accesso indipendente, delimitando una «striscia» di terreno: ma a quanto risulta l’accordo deve ancora essere formalizzato e quindi diventare operativo. Se per il bacino «Mediterraneo» la speranza di risolvere tutti i problemi e di avere la gara — realisticamente parlando — entro l’inizio dell’estate è concreta, per il superbacino in muratura siamo invece assolutamente in alto mare.
E IL CONSORZIO notoriamente punta anche a quel manufatto, avendo anzi sostenuto che tra i due impianti è quello che potrebbe assicurare più lavoro ai riparatori, ed essendosi offerto di fare i necessari interventi di straordinaria manutenzione (calcolati dall’Authority in una decina di milioni almeno) a proprie spese. Ma il superbacino ad oggi è totalmente inutilizzabile, sia per motivi di sicurezza, sia perchè l’impiantistica è obsoleta e in parte bloccata. Un bene pubblico di fatto in abbandono, con la vasca piena perchè la barca-porta e le pompe non sono in grado di funzionare bene; e che l’Authority non ha avuto il coraggio di dichiarare dismesso o al contrario di assegnare previ interventi di ripristino. Adesso si aspetta di conoscere il Gallanti-pensiero. Quando sarà in grado e se sarà in grado.  
 
TRASPORTI LA TOREMAR STA TRATTANDO UN NATANTE TIPO IL «BELUO» CAPACE DI TRASPORTARE FINO A DUECENTO PERSONE  
 
Un maxi-motoscafo a noleggio per ricollegare Gorgona
 
 LA TOREMAR ricorrerà probabilmente al noleggio, temporaneo ma significativo, di un traghetto veloce privato per riattivare il collegamento settimanale con Gorgona che è stato sospeso ormai da oltre due mesi. L’amministratore unico comandante Angelo Roma sta trattando infatti l’utilizzo di uno dei maxi-motoscafi (tipo il «Beluo» che fa servizio estivo privato anche su Capraia) in grado di trasportare fino a 200 persone e un congruo tonnellaggio di merci. Il mezzo in questione sarebbe anche in grado di accostare al moletto del piccolo porto dell’isola, eliminando il problema del «tender» con la terraferma che ha provocato la sospensione del servizion Toremar. Infatti il problema è nato perchè il barcone della colonia penale, che ha disimpegnato per anni il trasporto di persone e merci dalla nave (ferma a un centinaio di metri dal posto) e la terraferma, è stato giudicato non sicuro dal ministero e quindi tolto dall’utilizzo. Ad oggi, come già scrivemmo, i collegamenti tra Livorno e Gorgona sono assicurati solo dalle motovedette degli agenti di custodia, che peraltro possono trasportare solo poche persone e piccoli quantitativi di merci.
SEMPRE per quanto riguarda la Toremar, è ormai alle fasi finali la gara per la privatizzazione della compagnia di navigazione toscana. Confermando quanto dichiarato qualche settimana fa ai sindaci dei comuni isolani interessati ed al presidente della Provincia di Livorno, l’assessore regionale ai trasporti Luca Ceccobao ha ribadito che elementi fondamentali per l’aggiudicazione della gara sono le offerte di maggiori collegamenti con le isole (specie quelle disagiate), le tariffe più basse delle attuali, il rinnovo delle navi e un «taglio» di 5,2 euro al costo del trasporto delle auto specie sulla rotta più battuta, quella tra Piombino e i porti dell’Elba. Ai sindacati è stato confermato che il bando garantisce il mantenimento degli attuali livelli occupazionali, su un organico di circa 180 marittimi che è stato concordato tenendo conto anche del personale temporaneo, che di fatto svolge le stesse funzioni degli altri marittimi da svariati anni.
A. F.
 
 
LA MEMORIA Una terrazza e una strada dedicate a Gaetano D’Alesio e a Tito Neri
 
 E’ AFFACCIATA sull’acqua, davanti alla Fortezza Vecchia, in un angolo frequentato quasi esclusivamente da gente di mare: pescatori, velisti, qualche barca vagabonda. Gli sarebbe davvero piaciuta a Tito Neri (nella foto), fondatore della dinastia oggi è tra le più importanti d’Italia, quella piccola, raccolta e nobile piazza che domani alle 10,30 gli sarà intestata con una breve cerimonia. Qualche anno fa venne lastricata, strappata al degrado e arricchita da piante e cespugli: da domani sarà ulteriormente nobilitata dal nome di Tito Neri. Alle 11.30 invece una strada sarà intitolata a Gaetano D’Alesio (nato nel 1912, morto nel 1996). E’ il tratto che va da Scali Novi Lena a piazza Orlando. Un omaggioa due gandi imprendirtori marittimi, Alle cerimonie, con le famiglie, sarà presente l’assessore alla cultura Mario Tredici.


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