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Limoncino. Mozione ok, ma niente voto - Il Tirreno Livorno
Il Comune delega la decisione alla Provincia
ALESSANDRO GUARDUCCI
LIVORNO. Il sindaco, nelle conclusioni della seduta notturna del consiglio comunale in cui si è discusso della discarica del Limoncino, ha sostenuto le ragioni che erano contenute nella mozione messa a punto nei giorni scorsi dai segretari della maggioranza e dai capigruppo in Provincia di Pd, Idv e Sel. Ma, come previsto, nessun documento è stato messo in votazione a Palazzo Civico. Mentre stamani, invece, la mozione sul Limoncino sarà votata dal consiglio provinciale. Una situazione che per certi versi appare incomprensibile.
Se il sindaco, il presidente della Provincia, i segretari e i capigruppo delle forze di maggioranza, concordano su un documento identico, perché c’è questo diverso comportamento tra Comune e Provincia?
La risposta ufficiale - al termine del vertice di coalizione svoltosi ieri pomeriggio in Municipio - è che il consiglio comunale non intende votare per primo la mozione che era stata elaborata per il consiglio provinciale. Rispettando così l’ordine già stabilito nelle precedenti delibere consiliari sulla discarica: prima il voto in Provincia (l’ente che ha concesso l’autorizzazione) e poi, eventualmente, in Comune. La sensazione, però, è che a questa versione ufficiale non corrisponda tutta la verità. Pochi giorni fa, in un’intervista al Tirreno, il segretario del Pd Filippo Di Rocca aveva dato un ultimatum ai consiglieri comunali dell’Idv: «O votano la mozione sul Limoncino o sono fuori dalla maggioranza». Parole nette, a cui è però da aggiungere un piccolo particolare per niente trascurabile: Andrea Romano & C. avrebbero votato a occhi chiusi la mozione, così come era stata messa a punto in Provincia (alla stesura ha partecipato anche il coordinatore provinciale dell’Italia dei Valori, Luca Bogi).
E allora che significato aveva quell’ultimatum se poi la mozione non è stata messa in votazione? Forse il motivo del non voto è da ricercare all’interno del Pd, dove gli scontenti non mancano mai...
Intanto la seduta del consiglio comunale si è protratta fino a notte fonda in un clima da stadio: tantissimi gli operai presenti e numerosi anche i rappresentanti del comitato. Le due “fazioni” hanno applaudito, contestato e più volte interrotto gli interventi dei consiglieri.
Venerdì corteo dei lavoratori Bellabarba
LIVORNO. I lavoratori del gruppo Bellabarba (presenti ieri sera in consiglio comunale, con tanto di striscioni) e quelli dell’indotto, manifesteranno venerdì prossimo insieme alle organizzazioni sindacali di categoria (Fillea/Cgil, Filca/Cisl, Feneal/Uil) «per sancire il nostro diritto al lavoro».
In un documento diffuso alla cittadinanza, per scusarsi con i disagi che saranno provocati dalla protesta, i lavoratori di Bellabarba spiegano «che le istituzioni e gli organi di vigilanza e controllo hanno garantito e accertato che il progetto industriale sulla ex cava del Limoncino non crea problemi alla salute dei cittadini. Noi vogliamo lavorare nella legalità, ma così rischiamo di perdere il posto di lavoro».
Ed è per questo motivo che chiedono alle autorità preposte a garantire l’ordine pubblico e la legalità di metterli in condizione «di lavorare liberamente, senza essere provocati nell’intento di creare l’irreparabile». Il riferimento è rivolto ai cittadini del comitato, numerosi ieri sera in Municipio con tanto di naso di Pinocchio indossato per contestare le istituzioni (l’introduzione era affidata al vicesindaco Cristiano Toncelli) per quelle che considerano “bugie”.
Lo sciopero dei lavoratori dell’impresa è stato proclamato per dopodomani dalle ore 8 alle ore 12 di dopodomani.
La manifestazione si svolgerà nel seguente modo: concentramento e partenza del corteo dalla sede dell’impresa in via dei Materassi 1, con i mezzi aziendali (circa 10 camion gommati). Proseguirà verso via delle Corallaie, verso via degli Acquaioli, verso via degli Arrotini verso via dell’Artigianato, alla Rotonda in via degli Acquedotti/SP4bis, poi prosegue verso viale Giosuè Carducci piazza del Cisternone, via De Larderel, piazza della Repubblica, viale degli Avvalorati, fino in piazza del Municipio.
Qui si concentreranno i lavoratori che con una delegazione incontreranno in Provincia il presidente e il sindaco di Livorno «per rappresentare le motivazioni alla base dello sciopero». Dopo l’incontro i responsabili sindacali relazioneranno ai lavoratori ed il corteo si scioglierà entro mezzogiorno. «Lo sciopero - ribadiscono i lavoratori di Bellabarba e le sigle sindacali- è indetto per lavorare in legalità e per scongiurare i licenziamenti».
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