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I Comuni tagliano le consulenze - Il Tirreno Elba

 

I dati del ministero: dagli enti locali oltre 350mila euro l’anno ai professionisti esterni  
 
Unica eccezione Capoliveri: 60 incarichi nel 2010 ma meno costosi  
 
 
VALENTINA LANDUCCI  

 
 PORTOFERRAIO. Studi, ricerche, progettazioni, incarichi legali. Una lunga lista di nomi e cifre che, periodicamente, viene aggiornata dal ministero della pubblica amministrazione. E dall’ultimo aggiornamento quello che appare chiaro e che il periodo delle vacche grasse è finito per tutti. Ottenere incarichi dall’ente pubblico è sempre più difficile. Tranne che a Capoliveri.
 I numeri in questione sono quelli forniti dal ministero pochi giorni fa e sono relativi a incarichi e consulenze, anche nell’ambito di progettazioni o direzioni lavori, affidati dalle pubbliche amministrazioni nel corso del 2010 sulla base delle informazioni comunicate direttamente dagli enti.
 I dati che emergono dagli affidamenti nei Comuni elbani sostanzialmente sono due: il numero di consulenze e collaborazioni esterne, cioè in carico a personale che non è dipendente dell’ente, diminuisce rispetto al 2009, probabilmente anche in relazione a una disponibilità finanziaria più contenuta da parte delle amministrazioni comunali. Ma contemporaneamente gli enti si trovano ad affrontare uscite consistenti relative a incarichi assegnati anche otto anni prima. Come una torta a strati: incarico su incarico le spese si accumulano e vengono spalmate su più esercizi finanziari. In proposito nel 2010 la spesa per le consulenze e le collaborazioni di varia natura all’Elba è più che dimezzata, passando da 945mila euro del 2009 a 345mila. Ma lo scorso anno i Comuni hanno pagato professionisti esterni comunque per oltre 355mila euro.
 Il volume di affidamenti resta consistente: 81 incarichi nel 2010 con la parte del leone svolta da Capoliveri che in 12 mesi ne ha affidati 60, il 74% del totale. Il Comune, nonostante raddoppi il numero di consulenze e collaborazioni (nel 2009 furono 30) mantiene comunque inalterato - con una leggera diminuzione - il trend di spesa: 231mila euro nel 2009 e 213mila nel 2010. Nel 2009 su tutto il territorio isolano erano stati 127 per quasi un milione di euro.
 Ma a chi vengono affidati questi incarichi e perché? C’è indubbiamente una necessità, da parte dei Comuni, di far fronte alla redazione di studi o di progetti per i quali mancano le professionalità tra il personale dipendente.
 Ad esempio Portoferraio, il Comune che ha praticamente azzerato questo capitolo di spesa nei propri bilanci, ha dovuto coinvolgere un esperto per la redazione del piano di zonizzazione acustica. Ma c’è anche il caso di Marciana Marina che ha stanziato 90mila euro per la predisposizione, da parte di un team di esperti, del piano regolatore portuale non potendo contare su professionalità interne. Contemporaneamente da parte delle amministrazioni si pone spesso la necessità di difendersi in giudizio per ricorsi al Tar presentati dai cittadini o per contenziosi con altre amministrazioni o soggetti privati. La lista dei legali al soldo dei Comuni è particolarmente lunga. Per lo più si tratta di cifre contenute ma è la quantità, alla fine, a far lievitare i conti.


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