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Rigassificatore, Franchi dice «ni» - Il Tirreno Piombino

 

 
Il sindaco al Giardino: «Serve un piano per l’occupazione»  
 
 
ALESSANDRA BERNARDESCHI  

 
 ROSIGNANO. Sul progetto terminal gas ancora un “ni” da parte dell’amministrazione comunale. Unici punti fermi annunciati ieri sera dal sindaco Alessandro Franchi che ha partecipato al dibattito organizzato dal comitato No al rigassificatore che si è tenuto al Giardino, la necessità che Edison - Bp presentino il piano occupazionale e industriale e la certezza della liberazione della zona di San Gaetano dagli insediamenti industriali. E ciò indipendentemente dall’esito positivo della Via.
 Aspetti che sono stati ricordati anche dal consigliere regionale Monica Sgherri di Rifondazione comunista anch’essa presente al dibattito che ha voluto ricordare come proprio il rigassificatore di Rosignano, un’operazione da lei definita “un brutto progetto commerciale che darà lavoro a massimo 50 persone”, sia stata la nota dolente durante l’accordo di programma per l’elezione di Rossi a presidente della Regione. “Ma siamo riusciti a non far cambiare il piano energetico regionale - ha detto - che ancora oggi prevede un solo terminal gas”. Il primo cittadino ha dichiarato che “dal punto di vista politico l’amministrazione comunale non ha ancora espresso un proprio orientamento sul progetto”. In pratica gli amministratori hanno voluto attendere il parere del Comitato tecnico regionale e la Via: “oggi si apre un altro percorso - ha detto Franchi - che vedrà impegnato il Comune nella Conferenza dei Servizi ed in un eventuale accordo di programma con la Regione Toscana e Ministero. A questo punto l’amministrazione deve farsi promotrice di un percorso di formazione ed informazione che non esclude la consultazione. I proponenti dovranno presentare ai cittadini il piano occupazionale ed industriale”. Insomma è necessario mettere sulla bilancia i costi ed i benefici per la comunità di questo progetto. Ed è proprio questo rimando di posizione che è stato contestato dagli intervenuti: “Il sindaco - hanno detto - non è un tecnico e deve dare un indirizzo politico”. Ed ancora “come è possibile che la giunta non si sia fatta una propria idea sul progetto del quale si parla da quasi 10 anni?”. Ed è stato chiesto a più voci anche che il Comune inizia il percorso di informazione: “Chi deve informare la cittadinanza sul terminal gas? Visto che il Comune non lo sta facendo - ha detto Augusto Menconi del comitato - ci proviamo noi che, in questa fase, siamo i ‘volontari’ dell’informazione”.
 Una posizione, quella di Franchi, che è stata contestata anche dal consigliere di A sinistra per Rosignano Giacomo Luppichini che ha espresso dubbi sulla posizione equidistante del sindaco e che è tornato a chiedere il referendum, “unico modo per sapere come la pensino tutti i cittadini ma la cui proposta è stata recentemente respinta dalla maggioranza in consiglio comunale”. Dopo il dibattito la cena per finanziare (sono già stati raccolti 15mila euro) la battaglia legale iniziata con il ricorso al Tar del Lazio presentato dal Wwf.


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