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Città Futura, piano ridimensionato - Il Tirreno Piombino

 

 
Mancano i soldi. Deserte le aste per l’ex Pegaso e il campo di Montemazzano  
 
 
 
Il sindaco: «Trattiamo con la Regione altri possibili finanziamenti»  
 
GIORGIO PASQUINUCCI  


 PIOMBINO. Il Comune non ha i soldi per finanziare il Piuss, ovvero tutti i progetti previsti nell’area di Città Futura, che in primavera dovrebbe essere liberata dal cantiere ex Siderco. Le due gare (una scaduta a fine settembre e l’altra alla metà di novembre dell’anno scorso) per la vendita delle aree di proprietà comunale dell’ex Pegaso e del campo di calcio di Montemazzano sono infatti andate deserte.
 Si era partiti da una base d’asta di 12 milioni per poi scendere a poco più di 8 milioni e mezzo. Ma nessun acquirente si è presentato. E sono proprio quelle risorse che avrebbero dovuto sostenere in gran parte l’impegno del Comune di circa 18 milioni di euro, su un costo complessivo dell’intervento pari a circa 38 milioni, per il resto ricoperto dalla Regione attraverso i fondi Fas e Por.
 Senza i soldi del Comune impossibile far arrivare anche quelli del cofinanziamento. La possibilità di realizzare completamente le previsioni per Città Futura, che prevedevano un parco tecnologico per ospitare imprese avanzate, il museo del ferro, la sala della danza e della musica, oltre al nuovo centro civico del Cotone e a una nuova viabilità di collegamento da tra la borgata e il centro urbano, sembra fortemente compromessa.
 Nella zona dell’ex Pegaso il Comune aveva offerto agli agli eventuali acquirenti la possibilita di edificare circa per circa 31mila mq (direzionale e commerciale). La “Porta delle città”, come era stata chiamata, che avrebbe dovuto essere completata con una revisione della viabilità. L’area del campo Montemazzano e del Precario avrebbe dovuto ospitare, invece, circa 280 alloggi di edilizia sostenibile.
 E’ dunque fallito il progetto di Città Futura? Nonostante che la tesi sia sostenuta dal consigliere del gruppo misto Riccardo Gelichi, il sindaco Anselmi spiega, al contrario, che il Comune sta lavorando per inserire almeno la parte fondamentale delle previsioni all’interno del “Progetto Piombino” sul quale sta trattando con la Regione.
 «Il nostro era un progetto valido, tanto che si era piazzato all’ottavo posto tra quelli finanzibili. Ci sono state purtroppo due combinazioni negative, la mancata vendita delle aree e la disposizione delle dell’ultima Finanziaria che stabilisce che l’indebitamento dei Comuni non può superare il 12% delle entrare correnti. Finanziare il Piuss senza vendere le aree - sostiene il sindaco - avrebbe significato non fare più niente per anni».
 Colpa dunque, secondo Anselmi, della caduta del marcato immobiliare, come dimostra del resto la stessa difficoltà a vendere gli ex licei, e il tetto imposto alla spesa. La giunta sta dunque ricercando un’altra strada, che quasi sicuramente porterà ad un ridimensionamento del piano originario. Si cercherà di ottenere i finanziamenti necessari all’interno del “Progetto Piombino” destinato a sostenere iniziative per lo sviluppo. «La priorità - dice Anselmi - la daremo alla realizzazione del parco teconologico, alla strada di collegamento tra il Cotone e il centro urbano e ai parcheggi. Ma non abbiamo intenzione di mollare sulla memoria, anche se il progetto del museo del ferro dovrà essere rimodulato in base alle risorse disponibili».
 E’ in forse, insomma, il recupero dell’ex “capannone siviere” del cantiere Siderco, dove avrebbe dovuto trovar posto il museo del ferro e dell’acciaio, che potrebbe invece trovare una meno costosa sistemazione. Si allontano ancora di più i progetti del centro civico e della sala della musica e della danza. «La Regione - sostiene il sindaco - è in linea di principio favorevole ad inserire gli interventi nel “Progetto Piombino”, ma certo dovremo prima avere chiarezza sulle risorse disponibili e poi su questa base rimodulare gli interventi. Se non sarà più necessario vendere le aree del Pegaso, possiamo vedere come recuperarlo a fini culturali».


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