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Sulle scale del Comune per dire ancora no  a quella discarica - Il Tirreno Livorno

 

Un altro pomeriggio di fuoco intanto Amadio (Pdl) annuncia un interrogazione all’Europarlamento  
 
MARTINA CORIROSSI  

 
  LIVORNO.Anche ieri pomeriggio il caos della discarica è andato in scena a Palazzo Civico, con i rappresentanti del Comitato che hanno occupato la scalinata del Comune e i portici della Provincia. Come prevedibile non sono mancate le polemiche dopo la decisione - su pressione del Pd - di far slittare a martedì il consiglio comunale che avrebbe dovuto discutere l’impianto.
 Il Pdl guidato da Marcella Amadio ha definito la vicenda «vergognosa». «Si tende a minimizzare - dice - insabbiando le ragioni di questo rinvio. La verità è che all’interno del Pd e degli schieramenti alleati ci sono ancora molti consiglieri contrari al progetto. Questi quattro giorni serviranno alla maggioranza per riportare all’ovile i più dubbiosi».
 Il timore di Amadio - accompagnata dai consiglieri Maristella Bottino e Roberto Russo - è che si arrivi a una «mozione cloroformizzata attraverso pressioni su consiglieri e assessori». Il gruppo del Pdl annuncia che fra pochi giorni sarà avanzata la richiesta di istituzione di una commissione speciale che svolga indagini conoscitive o, in alternativa, una commissione che studi gli atti dell’amministrazione.
 Amadio rivela che Roberta Angelilli, vicepresidente dell’europarlamento, intende depositare un’interrogazione su «possibili violazioni delle norme a tutela dell’ambiente presso il Comune di Livorno». Anche il referente legale del comitato contro la discarica, l’avvocato Patrizio Rossi, si dice pronto a depositare un esposto in Procura «se fossero verificate pressioni sui consiglieri».
 Intanto, ieri mattina, la Soprintendenza ai beni archeologici è tornata al Limoncino per verificare la presenza o meno delle linee dell’acquedotto romano. E poi le presunte esplosioni. «Ne abbiamo contate ben 14», dicono gli abitanti. Ma i lavoratori di Bellabarba smentiscono categoricamente che provengano dalla cava.
 Questo ha comunque contribuito a surriscaldare il clima. I residenti del Limoncino hanno occupato simbolicamente la scalinata del Comune e il porticato della Provincia. «I due enti - sbotta la portavoce del comitato, Rosaria Scaffidi - che stanno dando vita a questo mostro che trasformerà la città nella pattumiera della Toscana».
 In serata una delegazione di manifestanti è stata ricevuta dal vicesindaco Cristiano Toncelli che ha ribadito che «da parte delle istituzioni non c’è alcun dubbio circa la natura della strada che porta all’impianto: è idonea al passaggio dei camion». «Se avete qualche dubbio - ha ripetuto - andate in Procura».
 Ma si apre uno spiraglio: «La politica, rispondendo a un’esigenza pressante dei cittadini, potrebbe muoversi per cercare un percorso alternativo ai camion». Maristella Bottino, però, non ci sta: «La discarica lì non s’ha da fare, senza se e senza ma. Una nuova strada comporterebbe ulteriori spese e un ingente danno ambientale».


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