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Limoncino. Bogi approva il documento scritto dall'assessore Nista - La Nazione Livorno

 

«Bisti e Sposito via dalla giunta» La minaccia di Kutufà piega l’Idv 
 
di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
IN PROVINCIA il Partito Democratico sembra aver trovato la quadratura del cerchio sulla vicenda del Limoncino. Con le buone — il segretario territoriale Di Rocca ha lavorato ai fianchi del gruppo — e con le cattive, dato che a risolvere la situazione è stato il presidente Giorgio Kutufà che avrebbe fatto arrivare dritto dritto nelle stanze fiorentine dell’Italia dei Valori un bel missile: o il capogruppo, nonchè segretario del partito, Luca Bogi rientra nei ranghi oppure via i due assessori dell’Idv Simena Bisti e Maria Teresa Sposito. Insomma, sulla discarica del Limoncino l’Italia dei Valori rischia di essere cacciata fuori dalla maggioranza. Perchè Bogi è «reo» di aver presieduto la terza commissione ambiente che ha portato all’elaborazione di una relazione — diventata ormai l’àncora di salvezza per il comitato che da mesi si batte contro la discarica del Limoncino — che mette in cattiva luce alcuni dirigenti dell’amministrazione oltre a contestare il progetto Bellabarba in tutti i suoi aspetti. La minaccia di Kutufà sembra aver funzionato, e questa volta i dipietristi — almeno in Provincia — piegano la testa. Ieri pomeriggio alla conferenza dei capigruppo c’è stata convergenza sul documento — elaborato sembra in gran parte dall’assessore all’ambiente Nicola Nista — presentato dal Partito Democratico che approderà in consiglio con le firme diu Bufalini, Bogi, Adriani e Ceccantini.
SEI I PUNTI fondametali che hanno incassato il consenso anche dell’ambientalista di punta del partito di maggioranza, Antonio Ceccantini. Tutte la cave in provincia di Livorno potranno essere ripristinate solo con materiale inerte non pericoloso; si fa riferimento alla mozione approvata a novembre in consiglio provinciale per la riduzione degli indici dei rifiuti; al vaglio una viabilità alternativa alla via del Limoncino per arrivare sul Monte La Poggia; sarà fatto uno studio per valutare la tenuta della discarica in condizioni di stress (terremoti, alluvioni ecc...); investimenti nel parco dei monti livornesi con l’ipotesi di riassorbire la discarica, una volta ripristinata, nel parco stesso; implementare la partecipazione della cittadinanza. E’ con questo documento elaborato dal Pd, giudicato così «filo ambientalista» da portare la firma di Ceccantini, che la maggioranza provinciale il 23 febbraio si presenterà in consiglio. Alla presenza, ovviamente, dell’immancabile Comitato.  
 
LA DENUNCIA LA LETTERA FIRMATA DA UNA CITTADINA CHE ATTACCA GLI ENTI LOCALI  
 
«L’acqua del Limoncino alimentava il sanatorio e gli amministratori continuano a negarne l’esistenza»  
 
 «L’ACQUA AL LIMONCINO secondo il vicesindaco Toncelli e l’assessore provinciale Nista non esisterebbe, non vi sono vene sorgive ma la poca acqua esistente in loco sarebbe frutto di precipitazioni piovose». Inizia così la lettera firmata da Graziella Garzella. «Nella loro foga di difendere il progetto della discarica si dimenticano (ma sarà proprio dimenticanza?) delle tre sorgenti che esistono nei pressi del Monte La Poggia. Per fortuna ci sono persone coraggiose come i due addetti alla manutenzione alla caldaia dell’ex sanatorio di Monte Rotondo che spontaneamento mi hanno contattata per confermare che le sorgenti del Limone rifornivano d’acqua il sanatoio e parte della città. Quando venivano avvertiti dall’Asl che c’erano problemi sulle condutture dell’impianto, si recavano al casotto che sorge sotto il Monte La Poggia, tuttora esistente, per chiudere la valvola di mandata dell’acqua e poter così provvedere alla riparazione». La signora continua: «Possibile che si continui a negare l’esistenza dell’acqua ai piedi del Monte La Poggia? — continua la signora — O parlano di cose che non conoscono oppure dicono cose che non trovano riscontro nella realtà. Mi pare che non si possa parlare di trasparenza amministrativa ma di comportamenti che lasciano interrogativi pesanti sulle scelte delle amministrazioni locali».
NEL MIRINO finisce anche il presidente della circoscrizione 4 Federico Pini accusato di non aver informato i residente sul progetto della discarica. «Solo ora — prosegue la lettera — accenna ad una presunta tutela dell’ambiente. Quando parla di tutela del Limoncino ed allude a presunte discriminazioni tra annessi agricoli e alcune villette, forse si dimentica che fa parte di una maggioranza che sarebbe responsabile di queste discriminazione».  
 
MOZIONE DEL PDL  
 
E il centrodestra potrebbe rimescolare le carte in tavola
 
AL CONSIGLIO provinciale del 23 febbraio — quando gli eletti saranno costretti a parlare della discarica del Limoncino — non arriverà solo la mozione della maggioranza, firmata dal capogruppo del Pd Elis Bufalini e dal consigliere Antonio Ceccantini, dai capigruppo di Sel Cristiano Adriani e da quello dell’Idv Luca Bogi. Sui tavoli piomberà anche la mozione del Popolo delle Libertà presentata da Vaccaro, Corsinovi e Naldini. Proprio questi ultimi due consiglieri, sono anche membri della terza commissione ambiente che ha licenziato la relazione finita in Procura per mano del presidente Kutufà.
LA MOZIONE del Pdl, in realtà, è la stessa — o comunque assai simile — che venne partorita dalla commissione ambiente e che raccoglieva tutte le indicazioni contenute nella contestata relazione. Quella mozione, insomma, che portava anche la firma dei consiglieri Antonio Ceccantini del Pd e Luca Bogi dell’Idv. Chissà, se per un’intesa di reciproca cortesia, il Pdl si asterrà dal votare la mozione del centrosinistra e viceversa. Altrimenti potrebbero esserci ancora colpi di scena nelle file della maggioranza.
m. b.  

LA REAZIONE I CONTRARI AL PROGETTO INVITANO TUTTI TRAMITE FACEBOOK A SALIRE LE SCALE DEL MUNICIPIO OGGI ALLE 17 Ma il comitato va ugualmente in Municipio: «Rinvio vergognoso»
 
 
 «NOI SAREMO lo stesso in Comune a protestare, cioè a far sentire la nostra voce. Il fatto che il consiglio comunale non si celebri più e che non si discuta del caso della doscarica di Monte La Poggia, come era previsto nell’ordine del giorno, non ci sconvolge più di tamto. Ce lo aspettavamo. Per questa ragione ci ritroveremo nella ‘casa comune’ per manifestare il nostro scontento verso una classe politica e dirigente che invece di governarci e prendere decisioni nell’interesse della collettività, si dà da fare per decidere partite importanti senza consultare i cittadini».
IL COMITATO a tutela della Cava del Limoncino annuncia così la sua presenza in Comune questo pomeriggio alle 17. Non ha mandato giù il rospo del rinvio del consiglio provinciale che doveva trattare la medesima questione, figurarsi del rinvio ora di quello comunale. Apriti cielo. «E’ inammissibile — tuonano i portavoce del Comitato — che anche il parlamentino locale faccia marcia indietro su questo problema che è di interesse generale. E solo perché non si sono ancora messi d’accordo dentro la maggioranza e sopratutto dentro il Pd. Le sorti della città non possono essere condizionate dalle beghe di palazzo».
SULLA grande rete intanto corre l’appello a partecipare alla manifestazione in Comune. Si legge infatti su facebook: «Se non vuoi che Livorno diventi la pattumiera della Toscana e poi d’Europa vieni in comue domani venerdi alle 17 (oggi, ndr)». E prosegue: «Difendi Livorno da progetti non partecipati e non condivisi con la cittadinanza. Non aspettare il ‘messia’, sei tu che devi difendere la tua salute e quella delle future generazioni». Nel messaggio si sottolinea poi: «I nostri antenati ci hanno lasciato un paese sano ed è nostro dovere mantenerlo così. L’unione fa la forza».
M.D.


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