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E il consiglio sulla discarica salta - Il Tirreno Livorno

 


In Comune alleati nel caos, la seduta slitta a martedì  
 
Fino a tarda serata vertice di maggioranza per ricomporre i cocci  
 
A.G.-J.G.  

 
  LIVORNO. Quando si è sparsa la notizia i rappresentanti del comitato anti discarica stavano già tappezzando la città di volantini: una chiamata a raccolta in vista del consiglio comunale che avrebbe dovuto accendersi oggi sul Limoncino. E invece niente: con un colpo di coda e per problemi interni alla maggioranza la seduta è stata rinviata.
 Ieri pomeriggio, su richiesta del capogruppo del Pd Massimo Gulì, il presidente Enrico Bianchi ha convocato d’urgenza i rappresentanti dei vari schieramenti. Gulì non usa troppi giri di parole: «Abbiamo bisogno di una verifica di maggioranza». E alla fine la discussione slitta a martedì: la mattina i tagli al trasporto pubblico, la sera (alle 21) il dibattito sulla discarica.
 Sempre che non ci siano nuovi colpi di scena. Perché ormai tutti hanno capito non solo che la frattura nella coalizione è diventata una voragine (i cocci della discussione sull’Authority ne sono una testimonianza), ma anche che c’è un certo imbarazzo nel discutere prima del consiglio provinciale una relazione uscita proprio da Palazzo Granducale e portata da Kutufà in Procura.
 Gulì fa capire chiaramente che le cose nella maggioranza di Palazzo Civico non vanno per niente bene: «Dopo quanto è avvenuto nell’ultima seduta del consiglio credo proprio che una riunione sia necessaria». Ed è in attesa dell’esito del vertice di maggioranza - svoltosi nella tarda serata di ieri - che è stato deciso di far slittare il consiglio.
 «Visto che non è la prima volta che capitano cose come l’altro giorno - prosegue Gulì - bisogna fare chiarezza una volta per tutte e programmare i lavori in vista delle prossime e importanti scadenze: in tutta sincerità, in questo periodo non diamo affatto un bello spettacolo. E non è il caso di andare avanti così...»
 Poi il capogruppo del Pd le manda a dire, senza tanti giri di parole, ad Andrea Romano (Idv): «Bisogna capire tutti insieme come portare avanti i progetti e se c’è la volontà di farlo. Non è facile lavorare quando c’è qualcuno che si oppone sempre alle scelte più importanti dell’amministrazione. È un problema serio che va risolto una volta per tutte».
 E il caso Mancusi? «Quello che ha detto sul sindaco è gravissimo - afferma Gulì - Counque lui deve fare riferimento al gruppo e al partito: penso che la sua scelta di rimanere nel gruppo Pd non sia conseguente alle dichiarazioni che ha fatto».
 Alla riunione dei capigruppo non arrivano Cannito, Bartimmo e Giannini (febbricitante) che si rimette alla maggioranza. Per la coalizione parla solo Gulì, Romano resta in silenzio. Ghiozzi (Lega), Amadio e Tamburini (Pdl) insorgono: «Le verifiche di maggioranza potevano essere fatte prima. E’ inaccettabile che per ricucire la frattura si blocchino i lavori del consiglio».
 
Sel, Idv e Pd presentano una mozione congiunta sul Limoncino, che è molto simile a quella già votata  
 
In Provincia prove tecniche di intesa  
 
 
 
  LIVORNO. Tra i corridoi della Provincia qualche consigliere d’opposizione si è lasciato andare alla battuta: «Hanno firmato l’atto di non belligeranza per salvare almeno le forme».
 Certo è che dopo scontri e tentativi di raffreddamento, ieri la coalizione di centrosinistra (Pd, Sel, Idv) di Palazzo Granducale è riuscita a presentare una mozione unica sulla discarica. Mozione che - come deciso nel pomeriggio dalla conferenza dei capigruppo - sarà discussa nel consiglio provinciale di mercoledì insieme a un’altra mozione del centrodestra e alla scottante relazione della commissione ambiente. «C’è stato un confronto serrato - interviene il segretario del Pd, Filippo Di Rocca - e alla fine è stato depositato un documento che mette tutti d’accordo». L’obiettivo è presentare la stessa mozione anche in Comune. Ma la riunione di maggioranza andata avanti fino a tarda sera potrebbe riservare qualche sorpresa.
 Certo è che il documento in questione sembra aggiungere ben poco alle mozioni già votate in Comune e Provincia: riempire le cave «solo con inerti non pericolosi», valutare la possibilità (in accordo con il gestore) «di ridurre i Cer autorizzati ai soli rifiuti delle operazioni di costruzione e demolizione», valutare se esiste «una viabilità alternativa ambientalmente compatibile», affidare un nuovo studio (stress test) a un’istituzione scientifica, realizzare il Parco dei monti livornesi e farne un «presidio di controllo dell’impianto», promuovere forme di partecipazione alle politiche dell’amministrazione.


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