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Evasione e lavoro nero, è la città sommersa - Il Tirreno Livorno
Circa 87 milioni di redditi non dichiarati, capitali all’estero e centinaia di reati scoperti
Scontrino fiscale tabù Irregolare un terzo degli esercizi controllati
LIVORNO. Dalla lotta all’evasione fiscale a quella contro la contraffazione, dalle operazioni contro il contrabbando a quelle incentrate sul traffico di droga. Grandi numeri quelli messi a segno dalla Guardia di Finanza della provincia di Livorno che ha reso noto il bilancio dell’attività del 2010.
Per quanto riguarda l’evasione fiscale sono stati scoperti 87 milioni di euro di redditi completamente sottratti alla tassazione, più di 15 milioni di euro d’imposta sul valore aggiunto non dichiarata e non versata. Nel segno della tutela del made in Italy la Fiannza livornese ha sequestrato circa 3,600 milioni di prodotti contraffatti o pericolosi. Nella lotta al contrabbando ben 16 tonnellate di prodotti sequestrati e 4 milioni di euro di tributi evasi. Decisamente efficace l’attività svvolta contro il traffico di droga: 40 arresti e sequestro di 25 chlogrammi di stupefacenti. Un occhio di riguardo poi per l’ambiente visto che sono state sequestrate 226 tonnellate di rifiuti industriali tossico-nocivi.
In totale poi la Finanza è stata protagonista di 750 missioni operative in mare con 51 persone salvate.
Nel sottolineare un significativo miglioramento dei risultati ottenuti nell’anno 2010 rispetto al 2009, i Reparti del Corpo della Provincia di Livorno hanno dedicato una attenzione crescente alla qualità dei controlli aumentandone anche i numeri complessivi con l’utilizzo di metodologie qualitativamente efficaci.
Un’attività davvero capillare, con quasi mille controlli che hanno interessato i seguenti settori: prestazioni sociali agevolate, settore immobiliare, nuove partite IVA, accertamenti patrimoniali nei confronti di soggetti in fase di riscossione tributaria, evasione canone Rai. E ancora oltre settemila controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali che hanno rivelato ben 2.325 irregolarità, ossia è risultato che un soggetto controllato su tre non aveva emesso il documento fiscale. I finanzieri hanno anche scoperto oltre 1 milione “occultati” all’estero, in particolare presso la filiale ginevrina della banca inglese HBSC. Sul fronte dell’economia sommersa sono stati scoperti 190 lavoratori irregolari, di cui 98 completamente in nero (+ 21% rispetto all’anno precedente). “Peculiarità” molto singolare rilevata nella provincia di Livorno è quella del fenomeno del cosiddetto “doppio lavoro” svolto da parte di dipendenti pubblici i quali, in linea generale, non possono svolgere attività extraistituzionali retribuite senza la previa autorizzazione dell’amministrazione di appartenenza. Estremamente variegata è stata la panoramica dei secondi lavori svolti individuati, dall’infermiere, al muratore, all’elettricista, all’idraulico, al piastrellista, all’agente di commercio, al carrozziere, al barman, fino all’edicolante. Nell’anno 2010 sono stati quindi sanzionati 33 dipendenti pubblici, accertando emolumenti illecitamente percepiti e non dichiarati al fisco pari a 320mila euro.
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