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«Gallanti nella terna» E in consiglio le alleanze vanno in frantumi - Il Tirreno Livorno
Cosimi difende ancora Piccini: «Ma dal ministro è arrivato un no secco. Non lascerò che esca dal mondo dei porti»
LIVORNO. «Siamo disposti a fare un accordo con la Regione perché finisca il commissariamento e dentro la terna ci sia anche il nome di Gallanti». Lo dice il sindaco Cosimi a microfoni aperti, davanti al consiglio riunito per discutere il futuro dell’Autorità Portuale. E ogni dubbio (sempre che ne fosseo ancora) svanisce.
«Matteoli - ribadisce - ha incontrato Rossi e posto un netto rifiuto nei confronti di Piccini. Il nome del commissario non è stato tecnico: serviva un soggetto che in assenza di intesa garantisil dialogo». Cosimi continua a difendere Piccini: «E’ stato importantissimo per Livorno. Esce da questa candidatura, ma non permetterò che venga tagliato fuori dai porti».
La reazione delle opposizioni è immediata. «Cosimi - interviene Marcella Amadio (Pdl) - si barcamena tra Rossi e i compagni portuali». Bruno Tamburini (Pdl fronte Taradash) è durissimo: «Il sindaco ha appena celebrato il funerale di Piccini. E’ ovvio che Gallanti dovrà essere inserito dagli enti locali nella terna: Rossi non vorrà restare col cerino in mano. Anche perché è stato il sindaco a suggerire il nome: non prendiamoci in giro, il tavolo non è mai stato sgombro...». Duro anche Carlo Ghiozzi (Lega): «Altro che nome fatto dal basso...».
Lamberti riferisce di una telefonata col ministro che gli annunciava «l’intesa sul commissario» e accusa: «Le discussioni si fanno quando c’è da discutere. Il Pd avrebbe dovuto aspettare il consiglio. Ora la prerogativa del nome è del sindaco, ma in un rapporto positivo con la Regione scegliere Gallanti non sarebbe umiliare Piccini».
E mentre la leader di Rifondazione, Tiziana Bartimmo, sottolinea che «al di là del nome chiediamo un impegno sui programmi (infrastrutture e salvaguardia del personale)», la maggioranza va in frantumi. «A Rossi - affonda Andrea Romano (Idv) - abbiamo portato il 13 per cento dei voti eppure a nessuno è venuto in mente di convocarci. Diciamo no a Gallanti e chiediamo di appoggiare Piccini in eventuale ricorso». «Non ci sto a discutere dei buoi quando sono già scappati dal recinto», tuona invece Lamberto Giannini (Sel)».
Il capogruppo del Pd, Massimo Gulì, difende il sindaco: «Ok alla candidatura di Gallanti purché Rossi restituisca dignità alla città garantendo gli impegni presi sugli investimenti: dal porto al Lotto Zero». Così anche il presidente della Compagnia, Enzo Raugei: «Il porto non può permettersi errori e nuovi ritardi. Discutiamo subito elementi concreti: fondali, ferrovie. Ho la responsabilità di mille famiglie: va bene Gallanti nella terna».
Ma il malumore interno al partito è sotto gli occhi di tutti ed esplode nelle parole di Giovanni Mancusi: «Non ho avuto alcuna possibilità di discutere della nuova terna nelle sedi opportune. Si è sempre detto che non ci sarebbe stato automatismo tra la nomina del commissario e quella del presidente. È arrivata un’ ulteriore smentita: per quanto mi riguarda il rapporto con il sindaco è caduto. Anzi, scaduto».
J.G.
Rossi incontra gli imprenditori
Oggi a Firenze faccia a faccia con le categorie
LIVORNO. Passaggio delicatissimo stamani a Firenze, dove è in programma un incontro tra il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e i rappresentanti delle categorie economiche di Livorno.
Categorie che, com’è noto, si sono spaccate in due al momento di indicare il nome da inserire nella prima terna. La camera di commercio ha presentato il nome del presidente Roberto Nardi e quello dell’uomo in carica dell’Authority, Roberto Piccini.
Stamani il governatore parlerà faccia a faccia con gli operatori che dopo il commissariamento dello scalo labronico hanno pubblicamente affermato la volontà di «non essere esclusi dalla scelte che riguardano il porto», ufficializzando la nascita di un comitato.
In programma c’è anche un incontro con i rappresentanti degli enti locali e della camera di commercio, a cui però non prenderà parte il sindaco Cosimi impegnato a Roma con l’Anci. Cosimi domani si vedrà con il presidente della camera di commercio, Roberto Nardi. Ultimo, delicatissimo incontro prima di presentare la terna, visto che il limite massimo per trasmettere i nomi al minitro è fissato per dopodomani.
IL PUNTO
SE LA POLITICA RENDE DEBOLI
ANDREA LAZZERI
Alla fine quel nome il sindaco ha dovuto pronunciarlo anche in consiglio comunale che così è stato informato di ciò che tutti sanno da molte settimane. Livorno cambia cavallo, Piccini resta al palo, Gallanti corre.
Matteoli ringrazia come dimostrano i gruppi del Pdl che non hanno opposto alcuna resistenza: in pratica equivale a un sostegno convinto. E lo stesso Lamberti cita una telefonata ricevuta dal ministro avventurandosi quindi in uno spericolato slalom dialettico che al fine chiosa: «Nominare Gallanti non significa sminuire Piccini». Taradash non si presenta in aula, Cannito se ne va perché ha un impegno.
Il resto è cronaca di una maggioranza sempre più sfilacciata. L’Idv viaggia ormai da solo su tutti i principali temi dell’amministrazione. Ha cominciato con il nuovo ospedale, ha ripetuto sulla discarica e ieri ha confermato sull’Autorità portuale: l’alleanza è una variabile indipendente al proprio agire politico.
È ormai evidente che manca una regia e che né il sindaco né il segretario Pd riescono a imprimere una direzione comune col risultato di rendere deboli e confuse anche le scelte giuste.
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