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Stop alle sponsorizzazioni dei Comuni - Il Tirreno Piombino

 

Una legge entrata in vigore dall’inizio dell’anno fa tremare gli enti e anche le associazioni  
 
 
Giuliani: «Dobbiamo approfondire, ma nessun evento sarà cancellato»  
 
 
 PIOMBINO. Il Comune di Piombino punta il dito sul decreto legge 78/2010, convertito a luglio nella legge 122/2010. “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” così si intitola la norma “incriminata”. Una disposizione che sta facendo tremare molte amministrazioni, ma anche il mondo dell’associazionismo.
 Stando all’articolo 6 del decreto dal primo gennaio 2011 le amministrazioni pubbliche non possono fare spese per sponsorizzazioni. Ma anche per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, a meno che la cifra non sia inferiore al 20% rispetto a quanto destinato per queste attività nel 2009. La disposizione non dimentica che gli enti pubblici non sponsorizzano solo erogando contributi, ma anche servizi. Dal palco o sale concesse gratuitamente, al suolo pubblico garantito senza richiedere il pagamento, alla messa a disposizione degli agenti di polizia municipale, e così via per tutto quanto un evento richiede.
 E allora, addio a sagre e manifestazioni varie? Sembrerebbe di no, stando almeno ad alcune interpretazioni. La norma ha destato molta apprensione, ma anche confusione, tanto che alcuni Comuni hanno stoppato determine di manifestazioni. «Siamo in fase di approfondimento - ha dichiarato Massimo Giuliani, assessore al bilancio - Questa manovra finanziaria è oscura e le circolari interpretative sono poche o poco chiare. I nostri uffici legali e amministrativi stanno affrontando la situazione. Pensiamo di basarci sul parere della Corte dei Conti».
 A chiarire la portata della norma, infatti, sono intervenute la sezione di controllo della Corte dei conti per la Lombardia, in risposta a un comune pavese che chiedeva chiarimenti e la Corte dei conti per la Puglia. Ciò che si apprende è che il divieto di effettuare spese per sponsorizzazioni non dovrebbe coinvolgere anche le concessioni di contributi ad associazioni, proloco, comitati, e altri soggetti. Basta che questi realizzino iniziative rientranti nei compiti istituzionali del Comune. Fondamentale, quindi, che il provvedimento con cui viene concesso il contributo dia informazioni su come il servizio rispetti i criteri di economicità, efficacia ed efficienza. «La nostra linea in questo momento non è restrittiva - ha detto Giuliani - Per ora non abbiamo bloccato alcuna determina. Se le manifestazioni sportive, culturali o turistiche hanno finalità che rientrano nella politica dell’amministrazione e vengono concordate preventivamente, per noi si tratta di sostegno e non di sponsorizzazione. È come se un ente terzo svolgesse quell’evento per conto nostro. Come sottolineato dalla Corte dei conti, ciò che è importante è la contestualizzazione».
 Riguardo poi alla stretta sulle spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza, l’amministrazione piombinese sta lavorando per capire dove dovrà effettuare i tagli. Molto critico l’atteggiamento dell’assessore al bilancio. «È una norma di natura economica, ma, come gran parte delle manovre finanziarie, invade la sfera amministrativa locale - ha evidenziato - Che significato si dà allora alla dicitura “patrimonio del Comune”? Secondo noi la situazione è complessa perchè queste ultime leggi vanno ad incidere nella capacità di un ente pubblico di confrontarsi con cittadini e associazioni. La sfera di natura economica va a intaccare la sfera dell’autonomia dei comuni. E questo non è giusto».
F.B.


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