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Limoncino, maggioranza nel caos - Il Tirreno Livorno

 

 
Il Pd fa quadrato e presenta una mozione unica in Comune e Provincia Ma Giannini (Sel) e Romano (Idv) annunciano che voteranno contro  
 
 
 
Ieri vertice del partito in via Donnini con Cosimi e Kutufà  
 
 
  LIVORNO. Quartier generale al completo: sindaco, presidente della Provincia, segretario territoriale, esponenti di Palazzo Civico e Granducale. Poi la Circoscrizione 4, guidata da Federico Pini e i rappresentanti del circolo di Salviano: le due anime del partito più vicine al Monte La Poggia e più critiche nei confronti della discarica.
 Ieri pomeriggio il Pd livornese si è riunito nella sede di via Donnini per discutere il delicato capitolo Limoncino. O meglio trovare una linea condivisa (almeno all’interno del partito) in vista del consiglio comunale di dopodomani e di quello provinciale fissato per il 23.
 Un doppio appuntamento a cui - fa sapere il segretario Filippo Di Rocca - i democratici si presenteranno con un’unica mozione. «Un atto condiviso - chiarisce - che si articolerà in quattro punti: forte riduzione dei codici di rifiuti ammessi in discarica, affidamento di un nuovo studio idrogeologico a un soggetto pubblico (Cnr, ordine dei geologi...), risoluzione del problema della strada anche con la ricerca di una viabilità alternativa, impegno concreto per il lancio del parco dei monti livornesi».
 All’incontro non arriva («per motivi di lavoro») il consigliere provinciale Antonio Ceccantini, l’unico del Pd che ha partecipato attivamente al discusso lavoro della commissione ambiente.
 Ma il problema, più che interno al partito, sembra tutto della coalizione. La frase che si lascia scappare Di Rocca la dice lunga: «Presentiamo questa mozione sperando che il resto della maggioranza la voti...».
 Oggi il consiglio comunale discuterà di porto e trasporto pubblico: con ogni probabilità venerdì sarà la volta del Limoncino. Ma la corsa per convincere gli alleati (già ieri ci sono stati contatti con i segretari di Sel e Idv) sembra tutta in salità.
 Il capogruppo Idv in Comune, Andrea Romano, è chiarissimo: «Voterò no, è già passata una mozione che chiede di ridurre a dodici il numero di codici: perché questa mossa solitaria del Pd?».
 Lamberto Giannini (Sel) rincara: «Ho firmato contro la realizzazione dell’impianto. Fino a oggi mi è stato detto che la questione riguardava la Provincia, ma se sarò chiamato a esprimermi su una mozione voterò no.».
 Posizioni che cozzano (e non poco) con quelle del Pd. Perché nessuno, sul fronte dell’amministrazione, si azzarda a mettere in discussione la realizzazione di un impianto che - hanno ripetuto ieri i democratici - «potrebbe costarci, in caso di dietrofront, una causa da cinquanta milioni».
 E mentre la politica si annoda, in via del Limoncino scoppia un altro caos. Ieri i vigili urbani hanno tolto i cartelli sistemati dai residenti: uno con il divieto di transito per i camion, l’altro con lo stop ai non autorizzati. Operazione portata a termine tra mille polemiche, con il comitato che ha già annunciato una causa contro Comune e Bellabarba sulla natura della strada.
J.G.


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