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Limoncino. Nuovo blitz dei vigili, via la segnaletica - La Nazione Livorno

 

di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
C’È STATO un nuovo episodio nella tormentata vicenda della discarica sul Monte La Poggia : ieri mattina i vigili urbani si sono recati sulla strada del Limoncino ed hanno rimosso i cartelli stradali posizionati dal comitato contrario alla discarica. Erano i cartelli di divieto di accesso per i non autorizzati e il divieto di transito per i mezzi superiori ai 35 quintali. «I vigili urbani si sono presentanti senza alcun provvedimento — dice Patrizio Rossi avvocato del comitato — ed hanno rimosso i cartelli. Ci hanno detto che dovevano rispettare l’ordine imposto dall’ufficio strade». E’ la seconda volta che tra i frontisti e i vigili urbani scatta il braccio di ferro. La prima rimozione dei cartelli messi dai frontisti avvenne lo scorso 9 novembre quando scatto anche la denuncia contro i vigili urbani per abuso di atti d’ufficio. «L’obiettivo dei cartelli che abbiamo messo sulla via vicinale — scrive Rosaria Scaffidi presidente del comitato per la tutela della cava del Limoncino — era quello di porre un freno al continuo flusso di mezzi pesanti su una strada che è inidonea strutturalmente al traffico». Un traffico che negli utlimi tempi è rallentato anche per l’intensa attività di disturbo messa in atto dai cittadini del comitato. «Non si capisce bene — dice l’avvocato rossi — perchè i camion continuino a percorrere via del Limoncino dato che con il provvedimento 1.305 del 2010 il Comune ha preso atto della cessata attività della cava avvenuta nel novembre del 2009. Il materiale quindi non può più uscire da quel sito, invece i camion continuano a salire vuote e scendono pieni». Il materiale è diretto ai cantieri edili della zona. «Soprattutto — continua l’avvocato — a Magrignano e via del Levante solo per citare due cantieri di Bellabarba».
MA IL COMITATO è particolarmente accanito anche per quanto sta succedendo nelle amministrazioni, soprattutto in Provincia. «Il tentativo di “insabbiare” la relazione della commissione ambiente espresso dalle dichiarazioni di Elis Bufalini — scrive la Scaffidi — è sinonimo del clima intimidatorio ed arrogante che aleggia intorno alla discarica del Limoncino, ma, purtroppo per gli amici della discarica, il documento esiste e non potrà essere messo nel nulla, anche perché è già in possesso della Magistratura che potrà sempre sentire i commissari che l’hanno redatta. I “prestigiatori” interessati a farla “sparire” non hanno chance: la realtà non è solo quella del politichese, dei confronti, dei tavoli e dei percorsi, ma soprattutto quella delle prove della verità e la relazione è una prova dell’irregolarità palese dell’iter amministrativo delle autorizzazioni e delle omissioni di atti dovuti riferibili alla Provincia ed al Comune di Livorno per la vicenda della discarica».
 
 LA PROTESTA I SINDACATI HANNO CHIESTO UN INCONTRO CON LE AMMINISTRAZIONI LOCALI E LA PREFETTURA  
 
Lavoratori pronti a scendere in piazza con i camion
 
E’ ANCHE sul fronte dei lavoratori che si sta combattendo la battaglia dell’azienda Bellabarba. Perché dopo l’animata assemblea di lunedì pomeriggio nella sede della ditta, i lavoratori sono pronti a portare i camion sulle strade del centro città se non saranno ascoltati dalle istituzioni. «Prefettura, Provincia e Comune — dice Fabio Verdiani della Uil — perchè la situazione di queste persone è davvero a rischio». Si tratta di una sessantina di dipendenti diretti dell’azienda Bellabarba e di una quarantina di lavoratori dell’indotto che rischiano il posto di lavoro perché la protesta del comitato che blocca spesso l’unica strada di accesso alla cava rallenta l’attività dei camionisti. «Venerdì prossimo — continua Verdiani — abbiamo stabilito di ritrovarci di nuovo per esaminare le risposte delle amministrazioni e della Prefettura. Ai sindacati interessano le garanzie per i posti di lavoro dei dipendenti».
CAMIONISTI che hanno lamentato le continue interferenze nella loro attività da parte dei frontisti. «E’ giusto che ognuno possa manifestare le proprie posizioni — dice Verdiani — quando però queste mettono in difficoltà il lavoro di persone che devono mantenere una famiglia, che hanno incarichi faticosi che e la sera tornano a casa con le tute sporche di fango, beh, allora forse serve fare una riflessione». Il sindacalista conferma l’attività della ditta. «Stanno portando il materiale ai cantieri edili di tutto il territorio per preparare la conca che accoglierà i rifiuti. Il problema è che i camion lavorano a rallentatore: tre mezzi in tre ore. Così non possono andare avanti». I dipendenti e i sindacati sono pronti a scendere in piazza: «Anche con i camion — chiude Verdiani — se sarà necessario».
m. b.  

IL TENTATIVO  
 
Il Pd cerca di ricompattarsi Ma gli alleati non si piegano
 
QUASI TRE ORE di dibattito ieri pomeriggio nella sede del Partito Democratico di via Donnini per decidere una strategia unica sulla vicenda della discarica del Limoncino. Il Pd, ovviamente, sta cercando di serrare i ranghi e ricompattarsi. Il primo segnale era stato dato dal capogruppo in Provincia Elis Bufalini quando — solo contro tutti — decise in conferenza dei capigruppo di rimandare il consiglio provinciale dal 17 al 23 febbraio. Il partito che governa la città cerca di far rientrare nei ranghi le anime ambientaliste che si sono smarcate con l’ormai famosa relazione prodotta dalla terza commissione provinciale. Oggi e il 18 febbraio sono previste due sedute del consiglio comunale. Sembra però che il dibattito sulla discarica slitti al 18 febbraio quando sarà ufficializzata la posizione del partito su questa vicenda.
PECCATO PERÒ che, mentre il Pd sembra aver piegato anche gli ambientalisti più tenaci, non ci sono garanzie sulla posizione degli alleati. Idv e Sel potrebbero prendere le distanze dalla posizione del Pd. Soprattutto quell’Italia dei Valori che, con il capogruppo in Provincia Luca Bogi — tra l’altro segretario provinciale — ha messo un bel sasso nella scarpa del Pd firmando la relazione della terza commissione ambiente. Ma il partito di via Donnini mette sul piatto dell’accordo anche un altro particolare, affatto secondario. I diversi comportamenti — nelle file degli alleati — tra i segretari e i loro consiglieri. Andrea Romano per l’Italia dei Valori e Lamberto Giannini di Sinistra Ecologia e Libertà non hanno certo peli sulla lingua, e mal di piegano ai dictat del principale partito della coalizione.
m. b.


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