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Accordo per Termini Imerese - Il Sole 24 Ore
Accordo per Termini Imerese
Sette aziende per sostituire Fiat. Il ministro dello Sviluppo economico ha presentato ieri ai sindacati l'accordo di programma che sarà ufficialmente firmato domani nella sede di via Veneto. C'è già una prima sigla tra governo, Fiat, Regione siciliana, Provincia di Palermo, Comune di Termini Imerese e Asi (Area di sviluppo industriale), anche se non si è ancora giunti a esaminare nel dettaglio i piani industriali dei singoli investitori. L'accordo di programma, che vede Invitalia nel ruolo di soggetto attuatore, definirà il sistema di agevolazioni a disposizione delle aziende pronte a insediarsi nell'area dopo l'uscita di Fiat prevista alla fine del 2011. In tutto si parla di un'operazione di poco superiore al miliardo di euro, di cui poco meno della metà provenienti da risorse pubbliche. A 100 milioni del ministero si affiancheranno 200 milioni della Regione Siciliana più altri 150 che la stessa giunta presieduta da Lombardo dovrebbe mettere a disposizione per le infrastrutture a sostegno dell'area industriale.
Da una lista iniziale di 31 potenziali candidati, vagliata dall'advisor Invitalia, si è arrivati a 7 investitori. Solo due dell'automotive: l'imprenditore Gian Mario Rossignolo (a cui fa capo il marchio De Tomaso) per la produzione di suv di lusso e la Cape Rev promossa dal finanziere Simone Cimino per l'auto elettrica. A loro si aggiungono il gruppo Ciccolella (serre fotovoltaiche), Med Studios (teatri di posa per cinema e fiction tv per la Einstein Multimedia), Lima Corporate (protesi mediche), Biogen Termini (impianti stoccaggio e lavorazione biomasse) e Newcoop (logistica e grande distribuzione). Al momento, invece, sarebbe fuori la molisana Dr Motor Company, la cui offerta è stata formalizzata dopo la definizione della lista dei sette e che sarebbe interessata a investire nell'intera area. In tutto, secondo il ministero, si potrebbe arrivare a 3.300 unità di lavoro, di cui circa due terzi nei progetti di Cape Rev e De Tomaso (oggi a Termini lavorano 1.600 persone più 600 nell'indotto). Il ministro Paolo Romani parla di una straordinaria "case history" di ristrutturazione industriale che darà «la possibilità di raddoppiare l'occupazione».
I sindacati di categoria sollecitano una rapida convocazione per conoscere e verificare la solidità del piano industriale, visto che nell'ultimo incontro con il ministro Romani del 21 dicembre fu solo illustrata la lista delle 7 proposte. «Giudizio sospeso» per Vincenzo Scudiere (Cgil), che «in attesa di conoscere i piani industriali delle aziende coinvolte», auspica che «diventino operativi nel più breve tempo possibile». Mentre Luigi Sbarra (Cisl), nell'esprimere «apprezzamento per il lavoro fin qui svolto», ha proposto che «venga convocato un tavolo al ministero del Lavoro sugli ammortizzatori per assicurare le tutele ai lavoratori nella fase di inattività, con percorsi di formazione e riqualificazione professionale». Per Paolo Pirani (Uil) dopo questa «firma importante per lo sviluppo e l'occupazione» bisogna «incontrare gli imprenditori per entrare nel merito dei singoli piani industriali». Per Giovanni Centrella (Ugl) sono state poste le basi per «la salvaguardia della fabbrica di Termini Imerese, ma «occorre conoscere dalle sette aziende interessate i loro piani».
Questa mattina, intanto, è prevista l'audizione dell'ad della Fiat, Sergio Marchionne, alle Commissioni riunite Attività produttive e Trasporti della Camera, mentre nel pomeriggio partirà il confronto tra Fiat e sindacati sullo stabilimento ex Bertone di Grugliasco (To). Nell'impianto in cui la Fiom ha circa il 65% degli iscritti, la Fiat vuole investire 600 milioni con un'operazione sul modello di quanto fatto a Mirafiori.
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