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Salvi 38 milioni di fondi per il porto - Il Tirreno Piombino
Non saranno revocati gli stanziamenti già concessi nei siti di interesse nazionale da bonificare
Un emendamento al decreto Milleproroghe mette al riparo gli scali toscani
Il provvedimento avrebbe fatto saltare i nuovi banchinamenti Soddisfatti Guerrieri e l’onorevole Velo
GIORGIO PASQUINUCCI
PIOMBINO. I 38 milioni di investimenti necessari per realizzare le nuove banchine del porto sono al sicuro. L’onorevole Silvia Velo, vicepresidente della commissioni trasporti della Camera, ha ricevuto proprio ieri mattina rassicurazioni in proposito dallo stesso ministro dlle Infrastrutture Altero Matteoli.
Un emendamento al decreto Milleproroghe, in approvazione oggi al Senato, escluderà dalla revoca dei fondi - assegnati e non spesi negli ultimi 5 anni - i porti compresi nei Sin (Siti di interesse nazionale sottoposti a bonifica). Salvi dunque anche i porti di Carrara e Livorno che, insieme a Piombino, si sarebbero visti revocare complesivamente circa 130-150 milioni.
Il pericolo di vedersi sottratti i fondi aveva messo in serio allarme sia i presidenti delle Autorità portuali che i parlamentari. L’onorevole Silvia Velo, in particolare, si è tenuta in questi giorni in stretto contato con il ministro Matteoli. Esercitando insieme ad altri colleghi, tra i quali l’onorevole Fabio Evangelisti, segretario dell’Idv Toscana e componente delle commissione Finanze, una pressione bipartisan sul governo.
«Sono certo soddisfatta di questo risultato - dice Silvia Velo - La nostra non è stata una battaglia localistica. I porti compresi nei Sin hanno dovuto affrontare lunghe procedure legate alle bonifiche. L’uso delle risorse non è quindi stato bloccato da inefficienze, ma dall’obbligo di rispettare adempimenti prescritti dal ministero dell’Ambiente». Dello stesso tenore le dichiarazioni di Evangelisti, che sottolinea come «i porti toscani rappresentino un asse importante dello sviluppo della regione».
Sorride finalmente anche il presidente dell’Autorità portuale Luciano Guerrieri. «E’ stato evitato un colpo che per noi sarebbe stato mortale». Nel luglio scorso, infatti era stata pubblicata la gara per i primi lavori previsti dalla “Variante 2”: 500 metri lineari di banchine e 42mila metri quadrati di piazzali. Undici ditte hanno partecipato alla preselezione e proprio in questi giorni stanno per partire le lettere per invitare le imprese a presentare le offerte economiche e i progetti tecnici. Oltre ai banchinamenti erano in ballo anche altri 15 milioni per i dragaggi che l’Ap si sta approntando a mettere a gara.
«E’ stata una scelta giusta - sostiene Guerrieri - quella di escludere dalla revoca i porti compresi nei Sin. I tempi per noi sono stati prolungati proprio dalla necessità di trovare l’accordo con il ministero dell’Ambiente sulle bonifiche». Guerrieri non appare soddisfatto però dell’atteggiamento tenuto in questa vicenda da alcuni suo i colleghi. I finanziamenti che il governo avrebbe recuperato (circa 900 milioni) sarebbero stati distributi (ma solo 250) a porti che disponevano di progetti cantierabili. «Ma cosa c’è di più cantierabile di un progetto che è già andato a gara?», si chiede Guerrieri. «Su questo ho intenzione di aprire una discussione netta nel direttivo di Assoporti, visto che qualcuno avrebbe avuto i suoi vantaggi se il decreto fosse passato così come era».
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