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Il sindaco difende i suoi tecnici e la Lega chiede la testa di Kutufà - La Nazione Livorno domenica 13 febbraio

 

CASO LIMONCINO L’OPPOSIZIONE DI CENTRODESTRA ATTACCA LE AMMINISTRAZIONI  
 

 di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
IL SINDACO sa già che al consiglio comunale del 16 febbraio ci sarà l’invasione dei cittadini. Perchè all’ordine del giorno c’è il dibattito sulla discarica del Limoncino. E mentre a Palazzo Granducale il Pd è riuscito a rimandare di sei giorni il confronto, in sindaco Cosimi non si tirerà indietro. Anche se c’è preoccupazione per il documento che il Pd partorirà nei prossimi giorni e che si basa su tre punti fondamentali sui quali gli ambientalisti non cedono: la riduzione drastica degli indici, la realizzazione di una strada alternativa e l’affidamento a un soggetto super partes di una perizia geologica sulla cava. Il sindaco su quest’ultimo punto non sembra però affatto d’accordo. «Io ho piena fiducia nel lavoro svolto dai miei dirigenti» commenta il primo cittadino. Affidare una perizia ad altri significa mettere in discussione il lavoro fatto dai propri tecnici e questo il sindaco non lo farà. Ovviamente nessun commento sull’operato del presidente della Provincia che invece ha portato gli atti — compresa la relazione fatta dalla terza commissione ambiente — alla Procura. Ma sulla vicenda del Limoncino si rincorrono gli interventi, soprattutto delle opposizioni che ormai da giorni chiedono la testa del presidente Kutufà. Una mozione di sfiducia nei confronti del presidente di Palazzo Granducale sarà presentata dal capogruppo provinciale della Lega Nord Pietro Carabellese. Mentre in Comune il consigliere Carlo Ghiozzi firmerà un’interpellanza urgente per capire quale siano le responsabilità del sindaco Cosimi. «Quanto accaduto sulla vicenda della cava del Limoncino ha dello sconvolgente — scrivono gli esponenti del Carroccio — un rimpallo di responsabilità tra Comune e Provincia, con dei contorni poco chiari che gettano indistintamente discredito su ambedue le amministrazioni. E’ davvero sconcertante il comportamento tenuto dallo stesso Presidente della Provincia che dichiara di aver portato la relazione della Commissione Ambiente all’attenzione della Procura della Repubblica e successivamente in conferenza dei Capigruppo nessuno ha confermato questa azione; una conferenza dei capigruppo viziata da una decisione arrogante del Pd che ha voluto far slittare a tutti i costi il dibattito consiliare contro la volontà degli altri partiti di maggioranza e delle opposizioni». La Lega confida nell’azione della Magistratura ma chiede che «Termini questo spettacolo indecoroso. E’ necessario che chi ha condotto superficialmente la questione paghi con le proprie dimissioni; per questi motivi chiederemo che la mozione di sfiducia nei confronti di Kutufà venga messa all’ordine del giorno del prossimo consiglio provinciale».
CONTINUA L’AZIONE di pressing del Pdl in Provincia che non intende arretrare nel fare chiarezza su quanto accaduto. «Le vicende in questa città sono condizionate da cosa faranno alle prossime amministrative i politici del Pd — attacca Alessandro Corsinovi consigliere del Pdl — da Elis Bufalini, a Marco Ruggeri, dal sindaco al senatore Marco Filippi. E il futuro di questi personaggi condiziona scelte importanti per la città. La vicenda del Limoncino è una vergogna e noi chiediamo con forza che sia fatto uno studio geologico approfondito dall’ordine dei professionisti». Corsinovi, membro della terza commissione ambiente, ricorda: «Sono mesi che sul Monte La Poggia pompano acqua non certo piovana. C’è una falda che rischia di essere compromessa. Non sapevamo che l’impresa Bellabarba avesse cento lavoratori, della loro situazione se ne occuperà la commissione anticrisi guidata da Michele Mazzola, sempre attento a questi problemi».


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