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Discarica. Batini (Api) attacca Kutufà : «Altro che andare in Procura, farebbe bene a dimettersi» - Il Tirreno Livorno

 

 


Ora il Pd chiede nuove analisi
 
Di Rocca: «Affidiamo all’Università le verifiche su acqua e frane»
 
 
 
 
  LIVORNO. «La missione del presidente Kutufà in Procura per consegnare gli atti relativi al Limoncino è fuori da ogni logica: sarebbe stato più coerente rimettere il suo mandato invece di compiere rincorse improbabili e dannose». Non usa mezzi termini il coordinatore di Alleanza per L’Italia, Giuseppe Batini, sul capitolo discarica che vede impegnata in prima battuta la Provincia.
 Riferendosi alla gestione della vicenda da parte della amministrazioni locali Batini parla di «stato confusionale» e sottolinea che «o Kutufà non era stato tenuto al corrente dai propri uffici di tale fondamentale pratica (che tra è fra le poche che competono alla gestione di un ente ormai da più parti ritenuto inutile), e allora dimostra di non avere le necessarie capacità di governo, oppure era stato reso edotto dell’iter seguito e delle conclusioni cui gli uffici erano giunti, e quindi il suo successivo dissociarsi stride nei confronti di tecnici e funzionari, la cui collaborazione è imprescindibile».
 «Il suo è un tentativo posticcio di porsi al riparo da future e prevedibili azioni della magistratura», Affonda Beppe Batini. Che poi raccomanda cautela, sottolineando le conseguenze cui andrebbe incontro la Provincia nel caso in cui anche i proprietari della futura discarica decidessero di andare per vie legali. «Il presidente - scrive - dovrebbe prestare maggiore attenzione: qui sì che si imporrebbe di relazionare, per ipotesi di danno erariale, alla Procura della Corte dei Conti della quale già conosce l’indirizzo, sugli enormi danni che l’ente da lui presieduto dovrebbe risarcire ai concessionari della cava se l’autorizzazione fosse revocata per vizi procedurali».
 «Il consiglio - chiude - non può non valutare con la stessa preoccupazione le iniziative del presidente, invitandolo alla piena assunzione delle proprie responsabilità.
 E nel caos Limoncino si infila anche la direzione del Partito Democratico che attraverso il segretario provinciale, Filippo Di Rocca, chiede alla Provincia «uno studio suppletivo della questione idrogeologica (quindi possibile presenza di acqua o smottamenti) da affidare a un soggetto terzo, pubblico, come Università, Cnr, ordine dei geologi».
 «Che nessuno si offenda - sottolinea il segretario - non è per mancanza di fiducia nei confronti di qualcuno, ma solo per fare chiarezza su una vicenda delicata che preoccupa i cittadini».
 Certo se davvero la Provincia dovesse affidare un nuovo studio a terzi sarebbe clamoroso. Come dire: potremmo avere sbagliato (insieme a tutti gli altri enti coinvolti per mesi nel procedimento), rivolgiamoci a nuovi tecnici.
 «Chiediamo - chiude - di rivedere la lista di codici ammessi in discarica: non sta a noi dire quanti e quali, ma qualcuno deve essere tolto. In ogni caso, salvo pronunciamenti in tal senso della magistratura, l’impianto non può essere messo in discussione: andremmo incontro a una brutta causa».


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