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Il presidente Kutufà s'infuria e consegna le carte in Procura - La Nazione Livorno domenica 6 febbraio 2011

 

«Ho agito nello spirito della legalità e massima trasparenza»
 
 di MICHELA BERTI
— LIVORNO —
NON HA INDUGIATO. Questa volta il presidente della Provincia Giorgio Kutufà non ha atteso che la Procura si muovesse e venerdì mattina, dopo aver letto «La Nazione», ha chiesto la relazione fatta dalla terza commissione sulla discarica del Limoncino e l’ha portata direttamente in Procura. «Ora basta — dice il presidente — io non ho niente da nascondere e chi ha fatto quella relazione si prenderà le proprie responsabilità. Non è facile fare gli amministratori, anche quando si ha il rispetto della legalità. Come si fa ad amministrare se bisogna sempre avere gli avvocati al fianco?». Il presidente non vuole avere a che fare con questa vicenda ma non può tirarsi indietro dinanzi ad un dibattito che, si dice, il 17 febbraio approderà sui tavoli del consiglio provinciale. «Questa amministrazione ha sempre lavorato nello spirito della massima trasparenza — ha aggiunto il presidente Kutufà — e la relazione fatta dalla commissione sarà esaminata anche dai tecnici dell’amministrazione provinciale». Sembra scontato che all’interno della maggioranza debba esserci un chiarimento politico. «La pubblicazione di questa relazione ha solo anticipato un confronto che comunque dovevamo fare ed era all’ordine del giorno — continua Kutufà — perché la discussione era aperta ormai da tempo».
E’ ALL’INTERNO del Partito Democratico che si dovranno mettere in fila le diverse posizioni su questo progetto che affonda le radici negli anni 2007-2008. Tra l’altro, proprio in questi mesi, l’amministrazione sta lavorando al piano interprovinciale dei rifiuti; l’assessore all’ambiente Nicola Nista ha annunciato pochi giorni fa che i lavori sono in dirittura d’arrivo.
LE CONSEGUENZE di questa relazione potrebbero avere ripercussioni su questo piano che è in cantiere da anni — se ne parlava già con l’ex assessore provinciale Rocco Garufo — dove vengondelineate le strategie future per lo smaltimento dei rifiuti sul nostro territorio. La vicenda della discarica del Limoncino potrebbe diventare un procedente. Ma in ballo, oltre al progetto di Monte La Poggia, c’è la discarica, come elemento ultimo della «filiera» dei rifiuti ed il «progetto Atlante» che prevede il recupero o meglio la trasformazione delle cave in discariche. Un progetto al quale gli ambientalisti guardano preoccupati ma che rappresenta uno sbocco vitale per i rifiuti non solo urbani.  
 
LE REAZIONI ROMBOLI: «MERITORIA AZIONE DELLA COMMISSIONE»  
 
«Gli assessori devono dimettersi» All’attacco i Cittadini Ecologisti
 
 «APPRENDIAMO che la relazione conclusiva della terza commissione provinciale sulla discarica del Limoncino “inchioda” l’intero progetto evidenziando inesattezze, imprecisioni e superficialità nella fase autorizzativa». E’ l’inizio della nota dei Cittadini Ecologisti firmata da Stefano Romboli. «Clamorosa la notizia che il nipote del progettista dell’impianto (nonchè direttore dei lavori e socio della società Atlante che ha la concessione del ripristino ambientale della cava), componenete della commissione della Provincia di Livorno che ha approvato il progetto, non si sarebbe astenuto come prevede il “Codice di comportamento dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni”. Premesso che siamo stati fra i primi a sollevare dubbi e perplessità sul merito e il metodo dell’intera vicenda della discarica (in primis per la scelta di continuare a realizzare simili progetti insostenibili e del tutto inutili per risolvere l’emergenza rifiuti), ringraziamo l’operato della commissione che ha portato alla luce l’incapacità di gestione e di programmazione anche dell’amministrazine comunale».
POI LA RICHIESTA: «Le responsabilità sono politiche e coinvolgono in primis i due assessori competenti (in Comune e in Provincia) che hanno sempre difeso la scelta della discarica, mostrando ignoranza o complicità. Comportamenti che dovrebbero indurre a mettere in discussione il proseguimento del loro mandato. Lo chiediamo soprattutto a quei consiglieri che legittimamente rivendicano il merito di questa meritoria azione di informazione e chiarezza».


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