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Ecco il maxi porto di lusso - Il Tirreno Piombino

 

 
L’ambizioso progetto presentato da una società fiorentina  
 
Potrà ospitare 800 imbarcazioni per una lunghezza tra 10 e 40 metri e rimessaggi coperti per oltre quattro ettari  
 
GIORGIO PASQUINUCCI  

 
 PIOMBINO. Ottocento posti per imbarcazioni da 10 fino a 40 metri, la richiesta di una concessione demaniale in acqua per 408mila mq e a terra per 496mila. Sono questi impressionanti del progetto di un maxi porto turistico a Poggio Batteria presentato, secondo le procedure della legge Burlando, dalla società fiorentina “Porto turistico dell’Arcipelago”, in pubblicazione da ieri sul sito dell’Autorità portuale e nell’Albo del Comune.
 Un progetto sicuramente ambizioso che però, almeno sulla carta, sembra corrispondere alle previsioni del piano regolatore portuale, in corso di approvazione al ministero pubblici, e alla variante per la nautica adottata dal Comune. Un vero porto di lusso, che per le caratteristiche e posizione geografica si prefigura come la vera porta dell’Arcipelago, in grado di far impallidire, al confronto, molte strutture della costa toscana.
 Lo specchio acqueo effettivamente occupato dai pontili sarebbe di 232mila mq. Ma insieme è prevista la realizzazione di un rimessaggio al coperto in tensostruttura di circa 40mila mq, da realizzare a ridosso di Poggio Batteria. L’intenzione è dunque quella di integrare ormeggi e servizi cantieristici.
 La radice della diga sopraflutto partirebbe dalla punta estrema del Semaforo per disegnare un arco che, in linea d’aria, terminerebbe ben oltre il parallelo dente di attracco di traghetti per Sardegna.
 In maggioranza i pontili sarebbero galleggianti, salvo quelli per le barche più grosse. Sono previsti 144 posti per quelle da 10 metri, 300 per le 12 metri, 135 per le 15 metri, 115 per le 18 metri, 47 per le 20 metri, 9 per le 22 metri, 27 per le 25, 12 per le 35 e 11 per imbarcazioni fino a 40 metri.
 Una delle caratteristiche più innovative è che, su ogni pilone che sorreggerà la struttura del rimessaggio e sulle altre strutture che ospiteranno negozi e servizi, è stata prevista l’installazione di leggeri areogeneratori verticali di energia eolica. Centinaia, a vedere gli schizzi, che secondo i progettisti dal punto di vista architettonico compenseranno lo svettamento degli alberi delle imbarcazioni in mare, uniformando l’impatto visivo.
 In un porto di lusso, ovviamente, non potevano mancare servizi di qualità. A cominciare dallo Yacht Club, previsto alla radice della diga foranea, con tanto di eliporto, piscina, ristorante panoramico e parcheggio riservato. Ma una galleria commerciale è prevista su tutto il lato delle banchine a NW, a ridosso dell’esistente molo del porto commerciale, e a NE, sul molo sottoflutto. Lì troverebbero posto negozi e ristorante, e due supermercati, uno dei quali sul molo dell’area rimessaggio dove troverebbero ormeggio le barche più grosse.
 Dietro la galleria comerciale sul molo NW e su quello NE, sono previsti parcheggi coperti per 1.190 posti auto. Altri 680 sono previsti nell’area retrostante, a disposizione, a rotazione, dei visitatori.
 La realizzazione del porto implicherà anche qualche revisione della viabilità. Sul viale Carlo Alberto Dalla Chiesa è prevista la realizzazione della “Porta a mare”, una stuttura architettonica che già darà al visitatore un’antipazione dell’imponenza della struttura portuale. Da lì una un nuovo tratto di strada consentirà di raggiungre la radice del molo sottoflutto, dove è previsto lo Yacht Club. Solo una piccola deviazione, invece, per raggiungere gli altri due moli.
 Per completare le cifre, il raporto tra specchi acquei e posto barca sarà di 290 mq e quello dei parcheggi superiore ad 1,25 a posto barca. L’edificio del rimessaggio occuperà 42mila mq, 800 il capannone del cantiere 23mila i piazzali di manovra ed i parcheggi scoperti. Oltre 26mila mq sono invece destinati alla reception, alla torre di controlo e agli uffici, al club velico, alle attività commerciali (1.000), ai ristoranti (1.000), ai depositi e ai parcheggi coperti (22.500). Nell’asse integrato dei servizi sono previsti anche 3.000 mq di supermarket ed altri 2.000 di galleria commerciale.
 Quale saranno ora le procedure che il progetto dovrà affrontare? La legge Burlando, varata nel 1994, prevede che il progetto rimanga esposto al pubblico, presso l’Autorità portuale e il Comune, fino al 5 aprile. Durante questo periodo tutti potranno presentare osservazioni e progetti concorrenti, che saranno rimessi al sindaco per la convocazione di una conferenza dei servizi. Il progetto della “Porto turistico dell’Arcipelago” potrebbe dunque fare da apripista ad altri, che obbligatoriamente dovrebbero essere comparati. Ma se entro questo termine non perverrano altri progetti, la procedura potrà chiudersi solo con un no o con un sì. E qualsiasi progetto che perverrà fuori della scadenza sarà ritenuto inammissibile.


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