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Discarica: i liquami ci costano circa un milione l'anno - Il Tirreno Rosignano
ROSIGNANO. Smaltire il percolato dalla discarica di Scapigliato costa, in media, oltre un milione di euro alle casse comunali. Una cifra variabile che palazzo civico spende per trattare quella parte di reflui (il percolato tra origine dal contatto dell’acqua coi rifiuti e dalla decomposizione degli stessi) che non riesce ad essere trattata dall’apposito impianto realizzato nei primi anni 2000 all’interno della discarica. Autobotti cariche di liquami che lasciano i cancelli dell’impianto sulla ss. 206 e finiscono nei depuratori. Nel 2009 da Scapigliato sono partiti 1196 camion (erano stati 1123 l’anno prima).
Se prendiamo il costo medio dello smaltimento (viaggio più smaltimento) dalle relazioni del consuntivo Rea - circa 1000 euro - emerge che nel 2009 il percolato è costato circa un milione. Questi, come altri dati, sono stati forniti dall’amministrazione comunale al gruppo di Sel (Sinistra Ecologià e Libertà) che li aveva richiesti nel novembre scorso.
«Volevamo capire - dice Nerina Monti - quanto costassero questi viaggi e soprattutto quanto incide la corretta copertura della discarica sulla produzione di percolato e se ci sono difficoltà in questo senso».
I dati sono stati forniti dall’assessore all’Ambiente Daniele Donati. Quelli del 2010 non sono completi ma da aggiornare: si stimano comunque 1359 viaggi. Se il costo rimanesse quello del 2009 (anche se negli ultimi anni è calato per alcune azioni commerciali) lo smaltimento graverebbe per circa 1,3 milioni sulle casse comunali. Nel 2007 sono stati fatti 748 viaggi con una spesa media di 1370,3 € per 1.024.627 euro. Nel 2008 i viaggi sono cresciuti, 1124: riferendosi ad una spesa media di circa 1249 euri si deduce siano costati 1,4 milioni.
Ma perché il costo di smaltimento del percolato è a carico del Comune?
«Ciò deriva dal fatto - spiega Donati - che la cappatura dei lotti (copertura) è a carico dell’amministrazione comunale». Oggi il fronte aperto di Scapigliato è assai esteso è interessato da totale infiltrazione di acque meteoriche. Perciò - spiega l’assessore nella sua relazione - è «prevista la predisposizione nei settori dove si raggiunga la quota di progetto». «La valutazione sulle coperture della discarica in relazione alla produzione di percolato è qualitativamente semplice ma quantitativamente complessa: è intuibile che una discarica totalmente cappata con telo sommitale su lotti chiusi lasci margine pressoché nullo alle infiltrazioni di acque meteoriche pur rappresentando un fattore limitante per l’evaporazione del terreno. Questa scelta, tuttavia, oltre a rappresentare svariate difficoltà di gestione non è pienamente condivisa da molti esperti di discarica». Nella relazione si spiega: «Infatti l’infiltrazione di acqua nel corpo dei rifiuti contribuisce a massimizzare la produzione di biogas e a mantenere l’umidità nell’argilla degli argini e delle coperture minimizzandole la fatturazione e quindi le perdite diffuse di biogas».
Il Sel (vedi servizio in pagina) contesta questa strategia di conduzione della discarica perché se da un lato si favorisce la produzione di biogas dall’altro s’incrementa il percolato (i cui costi di smaltimento sono a carico delle nostre tasche). Il Comune risponde che il sistema di coltivazione e ci «capping» dei lotti è strutturato sì per favorire anche la produzione di biogas, ma al tempo stesso l’areazione accelera i processi di «mineralizzazione dell’abbancamento» riducendo i tempi di decomposizione del rifiuto che per discariche tradizionali sono di 50 anni e più. Intanto però la convenzione che regola i rappoorti fra Comune e Rea è statra cambiata. E a pagare per il percolato in eccesso, dal 2011, sarà Rosignano Energia Ambiente.
A.R.
Polemica sui reflui. «Però l’energia dei biogas se la intasca la Rea»
«A pagare sono i cittadini»
Monti (Sel) contesta le scelte di gestione di Scapigliato
ROSIGNANO. La domanda che Nerina Monti, consigliere comunale di Sel, si fa è la seguente: «Se la spesa di trasporto e dello smaltimento del percolato in eccesso fossero state a carico di Rea Spa sarebbero state fatte le stesse scelte economiche?».
La consigliera di Sinistra Ecologia e Libertà (che ha presentato sulla questione del percolato in discarica un’interrogazione insieme a Franconi e Luppichini) contesta il sistema di gestione della discarica e soprattutto mette in discussione l’equazione costi-benefici e come questi sono ripartiti. «Si dà maggior rilievo - dice - alla produzione di biogas piuttosto che alla produzione di percolato perché, se la discarica resta poco coperta, produce più biogas ma al contempo - specialmente con le piogge - si accresce il quantitativo di percolato che l’impianto non riesce a smaltire». «Qui è una questione di rispetto dei soldi pubblici», dice Monti. «Anche perché non si capisce perché il percolato sia a carico del Comune e quindi dei contribuenti mentre i proventi del biogas li incamera Rea, che è il gestore».
Donati: «Fissati tetti di spesa»
La giunta cambia la convenzione
ROSIGNANO. Con l’approvazione dell’atto integrativo alla convenzione per la disciplina del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti la giunta comunale ha già posto dei «correttivi» alla convenzione del 30/12/1996 che stabiliva e ripartiva obblighi e impegni di proprietario e concessionario (comune e Rea Spa). Lo ricorda Donati, a proposito dell’interrogazione di Sel in cui si denuncia come per anni siano stati a carico della collettività pesanti costi di gestione dello smaltimento del percolato. «Siamo intervenuti - spiega l’assessore Donati - con un adeguamento della convenzione in cui si pongono a carico di Rea gli oneri per la cappatura e si fissano un limite di budget per lo smaltimento del percolato». L’articolo in questione’ l’art.3: «sono individuati i seguenti limiti di spesa per le attività di gestione del percolato e del cdr: 2.800.000 percolato, 1.600.000 cdr. Il Comune pagherà a Rea le spese effettivamente sostenute che dovranno essere dimostrate dalla stessa con appositi documenti di spesa; ogni eventuale onere eccedente i predetti limiti sarà a carico della società».
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